La camorra detta legge non solo a Castellammare! Sorrento non ne è immune..

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Il brutale assissinio di Gino Tommasino, consigliere comunale a Castellammare di Stabia, pone una serie di inquietanti interrogativi cui la classe politica, prima ancora che la Città, ha il dovere di rispondere.
Non si uccide un uomo i nquesto modo se non per dare un segnale forte alla comunità intera, o perchè ha “sgarrato”: cioè ha contravvenuto ai patti, ha ostacolato un progetto della camorra.
Non prendiamoci in giro! Altrimenti saremmo alla follia pura…
Diciassette anni fa Castellammare di Stabia è stata teatro dell’omicidio Corrado (Pds): mobilitazione generale della società civile e delle massime cariche dello Stato, prima di scoprire collusioni gravissime pagate a prezzo della vita proprio da Corrado.
I patti sono patti, le regole sono regole e la Camorra non perdona! Mai.
Ora nessuno insinua qualcosa, tanto più in un momento di dolore, di sconforto e nel quale è d’obbligo il profondo rispetto per la famiglia e in particolare per il figliolo testimone dell’agguato e dell’uccisione: ma è chiaro che non si uccide in questo modo se non per dare un segnale inequivocabile, per non lasciar spazio a dubbi e imporre il rispetto delle regole del “sistema”. Questo la Politica non lo capisce o finge di non capirlo…e poi piange!
La Camorra comanda e detta legge, anche al Comune (non solo a Castellammare di Stabia) che deve adeguarsi: volente o nolente!
A questo punto meglio sarebbe sciogliere questo consiglio comunale, commissariarlo e cercare di capire che cosa bolle veramente in una pentola dove in troppi attingono o cercano di attingere sotto la maschera dell’impegno pubblico, del servizio alla comunità!
Signori è triste dirlo, ma il livello di contaminazione della società stabiese è tanto elevato da non lasciar indenne nulla, o quasi!
E non ci facciamo ingannare dalle apparenze e dalle chiacchiere che, in tutte le forme, prendono corpo soltanto per nascondere la verità vera, quella cioè di una comunità collusa e perduta, irrimediabilmente ai margini!
La “penetrazione” stabiese in costiera sorrentina,  da Vico Equense a Sorrento, da anni e a tutti i livelli, ha superato i limiti di guardia. E qui non si tratta di razzismo: piuttosto di prendere atto che il cancro ha dato luogo a metastasi che, prima o poi, non mancheranno di manifestarsi nella loro straordinaria virulenza.
Perciò diciamo no a questo sistema e a queste regole, isoliamo questa gente che, sotto mentite spoglie, ha distrutto Stabia ed ha pervaso la costiera e l’inquina! Sveglia, allora, e soprattutto coraggio per scongiurare l’apocalisse!  (fonte testo: http://politicainpenisola.blogspot.com)

 

 

 





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