SALERNO UN ATTENTATO PER I LAVORI DELL´A 3

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SALERNO — Potrebbe essere di natura dolosa la rottura di una campata — una trave di cemento armato del peso di diverse tonnellate — sul cantiere per il completamento del nuovo svincolo di Fratte. I lavori, realizzati dall’impresa lucana Sogemi per un importo complessivo di quasi dieci milioni di euro su appalto Anas, sono già in fase avanzata. E negli ultimi quindici giorni di gennaio, i tecnici dell’azienda avevano completato un primo asse viario parallello all’ingresso, da Fratte, della tangenziale. E proprio in quell’area, nella notte tra il 30 e il 31 gennaio, ignoti avrebbero danneggiato la campata e provocato la rottura di tre pile di contenimento del ponte. Il trave di collegamento in cemento armato si è spaccato in due proprio al centro. Crollando nell’area sottostante e provocando la rottura dei ganci sui quali era appoggiato. «Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri — conferma in una nota ufficiale l’Anas — e l’autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro la zona. A denunciare il fatto è stato il titolare dell’impresa che ha scoperto il danno causato al cantiere. Questo ramo del nuovo svincolo di Fratte, che è il prolungamento della rampa di uscita dalla A3 e permette il collegamento con la tangenziale di Salerno, rappresenta la seconda parte dell’intera opera. Il nuovo tratto sarà lungo circa 350 metri e si estenderà parzialmente su un viadotto, con 4 campate di 25 metri ciascuna». La rimozione del materiale danneggiato, dopo il dissequestro dell’area, risulterà comunque complicata. Sarà necessario l’intervento di una gru oltre ad un’opera di risistemazione delle campate collegate a quella rotta ed oramai inutilizzabile. Il presunto attentato riapre una ferita che, a Salerno, sembrava oramai rimarginata. E che aveva visto protagonista, negli anni scorsi, anche il segretario della Feneal Uil, Luigi Ciancio, minacciato dalla camorra proprio per il tentativo di evitare che un cantiere finisse sotto il controllo della malavita. «Sono sconcertato dalle notizie diramate dall’Anas — afferma il sindacalista — se fosse stato davvero un attentato, saremmo al cospetto di un segnale preoccupante per la città che da tempo oramai, grazie all’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, avevano debellato questo fenomeno. Due sono le piste da verificare: se si è trattato di una ripicca nei confronti dell’impresa, anche se in questo caso stiamo parlando di un’azienda seria, oppure se la criminalità ha voluto lanciare qualche avvertimento a scopo estorsivo. In ogni caso si tratta di una vicenda da seguire anche sul versante sindacale e istituzionale per difendere la legalità a Salerno». Felice Naddeo, Corriere del Mezzogiorno

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