QUOTE LATTE PER LA COSTIERA AMALFITANA NUOVI SCENARI

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Per gli allevatori di latte le cose possono cambiare dopo l’approvazione del decreto-legge che prevede in primo luogo, l’attribuzione ai produttori delle nuove quote negoziate a livello comunitario. Si tratta di 750.000 tonnellate, cui vanno aggiunte 85.000 tonnellate di maggior produzione derivanti dal nuovo metodo di calcolo della materia grassa negoziato a Bruxelles. Anche per i piccoli produttori della Costiera amalfitana, e soprattutto di Tramonti, ma anche della Penisola Sorrentina dei Monti Lattari e di Vico Equense e Agerola  si potrebbe quindi immaginare un quadro di sviluppo diverso, visto che molti piccoli allevatori sono stati “costretti” a cessare la propria attività proprio per la limitazione imposta dalle quote latte diceE’ Costiera il periodico ora online della società Comunicazione e Territori, e ora ci si ritrova che la mozzarella prodotta nell’area di Tramonti, ha percentuale di latte che arriva anche da fuori (spesso anche dall’estero). Il decreto prevede che le 840 mila tonnellate di quote latte ottenute dall’ Unione europea saranno assegnate agli allevatori che già producono in eccesso rispetto al proprio plafond aziendale e per pagare le multe arretrate pari a 1,7 miliardi scatta una rateizzazione modulare, più gli interessi, che per gli importi oltre i 300mila euro arriva fino a 30 anni. Luca Zaia, ministro politiche agricole Il Consiglio dei ministri del 30 gennaio ha approvato il decreto-legge che prevede, in primo luogo, l’attribuzione ai produttori delle nuove quote negoziate a livello comunitario. “Dal primo aprile non avremo più sovrapproduzione e quindi multe da pagare” ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. Le nuove quote-latte saranno assegnate in parte ai produttori responsabili delle eccedenze ed in parte agli altri produttori. Viene prevista inoltre l’istituzione del registro nazionale dei debiti, secondo quanto disposto dal Regolamento comunitario che fissa le regole finanziarie della politica agricola comune (n.885/2006); il registro elencherà tutti i produttori tenuti ad un pagamento verso l’amministrazione italiana derivante da disposizioni comunitarie nel settore agricolo. Per quanto riguarda i debiti che derivano dal mancato pagamento del prelievo di latte, nei casi in cui il pagamento in unica soluzione potrebbe determinare la cessazione dell’attività delle imprese è prevista la rateizzazione; una misura tesa ad assicurare il recupero dei debiti e la salvaguardia dell’erario. “Non si tratta di una sanatoria – ha aggiunto il ministro – abbiamo pensato di proporre alle 8404 aziende, delle quali 4264 in produzione, di recuperare la multa pagando allo Stato italiano il miliardo e 671 milioni dovuti a rate. Quella che abbiamo predisposto però è una rateizzazione onerosa, già negoziata e approvata dall’Europa. Una quota parte degli interessi che verranno incassati resteranno in agricoltura e saranno destinati al sostegno del settore lattiero caseario e delle aziende che già oggi vivono nella legalità”. Questo settore in Italia oggi conta 40 mila stalle, 1 Mln e mezzo di capi da latte allevati, un fatturato di 6 Mld di euro solo per i formaggi, 34 DOP per il 22% dell’intero export agroalimentare. Gli allevatori potranno regolarizzare la loro posizione secondo i seguenti criteri: per 100 mila euro fino a 10 anni di rateizzazione; da 100 a 300 mila fino a 20 di rateizzazione; oltre 300 mila fino a 30 anni. Il tasso di interesse applicato sarà del 5-6%. Le quote assegnate, inoltre, non saranno vendibili e chi aumenterà la produzione oltre il 6% della propria quota, sarà costretto a pagare un aumento del super prelievo pari al 150%.

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