Napoli. Assolto Pulcinella Cetrulo.

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La Corte composta dal dr. Sergio Zazzera, presidente, nonché dal prof. Fortunato Rossi e dal maestro Mimmo Piscopo, giudici popolari, con l’intervento del pubblico ministero, dr. Orazio Dente Gattola, e con l’assistenza del cancelliere, dr. Umberto Franzese, ha celebrato, nel pomeriggio di mercoledì 28 gennaio 2009, nell’aula del Consiglio provinciale di Napoli (Santa Maria la Nova), il “PROCESSO A PULCINELLA CETRULO” nella persona del maestro Bruno Leone, difeso dall’avv. Salvatore Maria Sergio.
Sono state ascoltate le testimonianze della dr. Silvana Capuano, della prof. Adriana Dragoni, dell’arch. Franco Lista, con la consulenza della prof. Roberta Combattente e della signora Maria Grazia Renato, del dr. Giulio Pacella e del dr. Rosario Ruggiero.


La manifestazione, organizzata nella ricorrenza del quarto centenario della maschera di Pulcinella, è stata patrocinata dall’Amministrazione Provinciale di Napoli, in sintonia con l’Associazione Informazione Giovani Europa e con l’Associazione culturale “Gli Amici di Pulcinella”.


Il consigliere provinciale Luigi Rispoli e il presidente dell’associazione «Gli Amici di Pulcinella», Antonio Pellone, sono stati lieti d’invitare il gentile pubblico.


Pulcinella è scampato alla condanna.


Il processo a “Pulcinella Cetrulo”, svolto presso l’Aula del Consiglio Provinciale di Santa Maria La Nova il 28 gennaio, si è concluso, infatti, con la piena assoluzione della maschera napoletana.
L’iniziativa, organizzata dalle associazioni “Aige” e “Amici di Pulcinella”, ha centrato l’obiettivo di far luce sulla complessa maschera partenopea.


L’apertura è stata dei consiglieri provinciali Bellerè e Rispoli, da sempre sostenitori delle tradizioni partenopee e dall’assessore provinciale Larri.


 


Scortato da due studentesse dell’Istituto Isabella d’Este, Pulcinella, impersonato dal simpatico Brunello Leone, è entrato in campo.


Il P.M. Dente Gattola ha elencato le varie imputazioni: uxoricidio, per aver ucciso “a carocchie a carocchie” la moglie Zazà; abuso della credulità popolare; espatrio clandestino; camuffamento e, infine, disturbo della quiete pubblica e etc. … .


Le accuse sono servite ai testimoni, Pacella, Lista, Capuano, Dragoni e Ruggiero, per affrontare la variegata personalità della maschera partenopea, legata profondamente al popolo e presente nelle culture europee.


Il grande avvocato difensore, Salvatore Maria Sergio, ha rifiutato le banalizzazioni sul personaggio ed, invece, ha esaltato il carattere illuminista, l’insofferenza verso le ingiustizie, la contestazione della pena di morte ed anche la strenua difesa della libertà dei sessi e del giusto diritto di parola.


La corte, composta da Zazzera, Rossi e Piscopo, sentite le parti, ha assolto Pulcinella Cerulo.


 


Maurizio Vitiello


 


P.S.


Tutte le immagini che corredano la nota sono state gentilmente concesse, a titolo gratuito, da Alberto Del Grosso, foto-giornalista.