Intervista a MaxPetrolio.

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Intervista a MaxPetrolio


a cura di Maurizio Vitiello


 


 


Maurizio Vitiello: La musica ti prende, ma quanto?


 


MaxPetrolio: Non potrei mai delineare la potenza, la forza con il quale la musica mi invade. Con questo dimostro che per me la musica è un’esigenza devastante, incontrollabile, direi un bisogno a cui mai potrei  rinunciare.


Maurizio Vitiello: Pensi che a Napoli ci siano possibilità per sfondare?


MaxPetrolio: Credo sinceramente, che Napoli è una città difficile, ma non ha nulla di diverso da altri contesti. Sicuramente per sfondare a Napoli si deve pensare a produrre un disco o un genere musicale, un pochino più di impatto, accattivante, generalmente accessibile e con molti compromessi. Per quanto riguarda la mia musica, non calcolo questo aspetto, non perché sono un folle che vive di stenti, ma perché cerco di suonare e dire sempre quello che davvero mi preme. La mia necessità, il mio essere artista necessità di verità. Non farei mai nulla di confezionato dal punto di vista artistico, non mi interessa. Non penso di avere nei prossimi anni molti ingaggi qui a Napoli, ma sicuramente non intendo scappare o arrendermi. Fare musica è anche una sfida per la mia crescita, Napoli è il mio laboratori forse il migliore in assoluto.


Maurizio Vitiello: Ci dici del titolo del tuo ultimo “cd”, segnalaci i motivi che ti hanno ispirato.


MaxPetrolio: Credimi se ti confesso che sono una scatola infinita, un vampiro affamato eternamente, un uomo che non ha mai chiuso i suoi occhi, o limitato la sua curiosità. E’ strano, ma il titolo del mio ultimo Album “Discussioni in Farmacia con Animali Abili” è nato come tutte le immagini che si strutturano improvvisamente nella testa. Un titolo sparato così, a cui ho dato subito una famiglia, grazie a questo titolo sono nate 12 discussioni, che all’interno dell’album ne generano solo una bella lunga, dai toni oscuri e simili anche nelle traiettorie musicali. Come ho dichiarato spesso, mi ritengo un cronista del tempo, mi ispirano le complessità delle vicissitudini del reale.


Maurizio Vitiello: Tu dipingi anche, e molto bene; pensi che un autore debba e possa essere completo?


MaxPetrolio: Dipingo da quando sono nato, diciamo che è grazie alla pittura che son riuscito a creare il mio modo di scrivere, il mio genere, la pittura è stato l’inizio, un ottimo inizio. Ho frequentato il liceo e le Belle Arti, dopo anni e processi di crescita, l’arte si è saldata alla mia scelta di essere unicamente uno scrittore ed un cantautore. La pittura mi ha aiutato ad avere una visione visiva della mia musica, un struttura che genera immagini che poi canto. Un autore può essere completo a prescindere dall’essere eclettico o meno, sicuramente un autore completo giunge ad una formazione più professionale, che ne determina la differenza espressiva.


Maurizio Vitiello: Ma tu quanto ti senti riconosciuto?


MaxPetrolio: Guarda, bisogna capire bene cosa si vuol intendere col dire “ sentirsi riconosciuti”, a parte il fatto che è un fatto soggettivo. Non vivo la mia professione, basandomi principalmente su quello che pensano gl’altri, anche perché ho una concezione della mia musica e della mia scrittura ben riconosciuta e convinta con me stesso, poi penso che un artista per far amare se stesso e la sua arte debba crederci, senza concedersi dubbi, così che poi gli altri si riescano a connettere sulla sua scia. Per quanto mi riguarda ho tantissime soddisfazioni, tantissime persone mi seguono con passione, la stessa con cui suono, vedi io educo i miei ascoltatori a seguirmi con la stessa passione con cui io mi approccio a loro.



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MaxPetrolio ed il suo nuovo album “Discussioni in Farmacia con Animali Abili”.


Molte tappe incisive hanno caratterizzato il percorso di questo personalissimo cantautore, impegnato su molteplici fronti, amante di tutto ciò che può essere una meta di dialogo e bellezza riflessiva. I suoi brani si raccontano, con una scrittura ermetica ed unica. Armate parole dalle tonalità oscure, si rivestono con una classe extra terrena, alternativa, quasi “noise” sotto certi aspetti, rumori  che giocano con spigolosi e spettrali accordi che derubano ed irrompono nei riflessi catodici di immagini che si creano al suono della voce affamata di veleni che circolano fra rumorose deflagrazioni di animali cotti danneggiati e dolcissime catastrofi, visioni non più lontane. Fra un sodalizio di calamità naturali ed un lavoro umano pericoloso ed ineguagliabile, egli crea un mondo rimesso, ma non per questo morto. Un oceano di raggomitolata rabbia che vuol tornare alla spirale, alla stirpe ed alla granulosità della cruda roccia. Poesie masticate, non per chi ha voglia di non pensare, ma per chi vuol tornare ad accettare e a rischiare di sentire.


MaxPetrolio ha lavorato molto per il suo nuovo lavoro “Discussioni in Farmacia con Animali Abili”, prodotto dalla Seahorse Recordings e distribuito in Iialia da  “Goodfellas” “Ufficio Pubblicitario Lunatik” “Edizioni Musicali Fridge Italia (MI)”.


 


Colle, porzioni di vernici, balene imbottite di coloranti, torbidi composti dagli effetti sconosciuti, paesaggi di un esistenza futura, ma forse assai più vicina di quanto noi crediamo, percorsi sagomati, suggestionati da esplosioni di carburante, maledetti dai tanfi, abitati da anormali esseri che avvelenano sempre più il pianeta. Forse non è possibile spiegare tutto quello che è incastrato in questi racconti strangolati, si molto ispessiti. La forza di queste canzoni è affidata al ritmo di una chitarra incessante, che risuona semplice e ferrosa, quasi a non usurpare o distogliere l’ascolto dalle parole che spadroneggiano nella stanza. Il tutto irrorato da splendidi rumori Analogici e chitarre ammaestrate per essere sporche, rugose che scivolano su traiettorie Sperimentali. Il drappeggio musicale rievoca dolci sonate Buie, voci ripetitive raddoppiano la voce ricca di pressione. Le frasi che escono veloci dai toni non ripetibili, sono frasi imballate come carne fresca, proiettata sulla gente. Assistere ad una Performance live di MaxPetrolio equivale a proiettarsi in un inferno, in una Megalopoli che sembrerebbe fatta solo da sale operatorie. Ascoltare le canzoni di quest’ ultimo lavoro può far piangere, e stringere i denti sino ad irritare, per poi sedurvi con un sonno che vi sosterrà nei paesi più inclini all’assurdo.


 


Ma chi è e cosa vuole MaxPetrolio.


E’ nato a Napoli nel 1981.


Mette in luce la sua raccogliendo stimoli divorando new-wave, classica, rock, new-age, jazz, trip-pop, indi, folcloristica, acustico, sperimentale.


Affida alla chitarra i suoi sogni e segni musicali.


E’ singolare nella scrittura dei brani ed intenso nella composizione musicale, che risulta avanzata.


MaxPetrolio fila su esibizioni “live” il suo ruolo di cantautore.


MaxPetrolio è compositore e scrittore e distende la sua musica su testi che operano su settori come la medicina, l’inquinamento, la chimica, la follia dei comportamenti, la natura straziata.


Cerca disperatamente una sorta di linguaggio d’impatto.


Agli esordi fonda band e si esibisce in club, guadagnando riconoscimenti in concorsi e manifestazioni.


Come solista, collabora con grandi nomi del mondo della musica, e conduce progetti musicali con varie formazioni.


Il suo contributo corrobora un linguaggio essudato, ma differenziato, e sviluppa idee.


Oggi è padrone del suo linguaggio, tra lo stravagante e l’originale, e conferma col suo ultimo “cd” di essere un emergente per una nicchia d’ascolto.


 


Cantautore da seguire nei prossimi concerti.


 


Maurizio Vitiello


 


Info:


www.maxpetrolio.it,


www.myspace.com/maxpetrolio


maxpetrolio@hotmail.it