LA COSTIERA AMALFITANA SI CANDIDA A RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA

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Nella settimana europea dell’energia sostenibile, un progetto globale per la valorizzazione e tutela del territorio diretto al riconoscimento della Costiera amalfitana come  “Riserva mondiale della Biosfera nell’ambito del programma Mab Unesco.
Natura, storia, architettura, tradizioni, paesaggi unici tali da essere riconosciuti nel 1997 Patrimonio dell’Umanità, possono essere gli elementi fondamentali per “riconciliare” l’ambiente e lo sviluppo. Comunicazione e Territori, insieme a Italia Nostra, ai comuni della Costiera amalfitana, alla Provincia di Salerno, alla Regione Campania, al Parco dei Monti Lattari, e alle associazioni di categoria, sta predisponendo gli atti preliminari e necessari per sottoporre la candidatura all’Unesco. Appuntamenti: 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, ore 18, piazza Duomo, Scala – Costiera amalfitana  in diretta radio con Caterpillar. 16 Febbraio 2009 – Costiera amalfitana “Costiera amalfitana: ecosostenibilità e sviluppo. Un futuro possibile”. Giornata di presentazione progetto “candidatura Costiera amalfitana come Riserva mondiale della Biosfera”, dalle ore 10 alle 18, Scala, Costiera amalfitana, tutta la cittadinanza è invitata. Maiori, Scala, Ravello, Minori, Positano, Praiano, Amalfi, tutta la Costiera Amalfitana è un territorio già riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità e ha le carte in regola per avere questo riconoscimento promosso dalla società Comunicazione e Territori e patrocinato dalla provincia di Salerno ed altri enti pubblici, dopo due anni di studi sul progetto, che sta vedendo di ora in ora l’interessamento di tutti dai politici alla società civile, sul territorio e all’estero, a dimostrazione della bontà del progetto. In allegato  la brochure di invito con il programma dettagliato. Aderisci al progetto qui


COSA SONO LE RISERVE DELLA BIOSFERA?


Nel 1970 l’Unesco diede il via al progetto MAB con l’obiettivo di istituire in molte parti del mondo “Riserve della biosfera” (Biosphere Reserve), nel 1974 ne venne definito il concetto e nel 1976 prese definitivamente avvio la rete mondiale delle riserve.


Le riserve della biosfera sono aree di ecosistemi terrestri, costali, marini, o una loro combinazione, internazionalmente riconosciute all’interno del programma dell’Unesco sull’Uomo e la Biosfera (Man and Biosphere – MAB). L’obiettivo è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata tra popolazione, sviluppo economico e ambiente.


Le arre designate a diventare riserva della biosfera sono proposte dai governi nazionali e devono possedere caratteristiche e condizioni definite dal Quadro Statutario, adottato durante la Conferenza Generale dell’Unesco nel 1995 a Siviglia. Le aree devono rispondere pienamente a tre funzioni complementari: 1) di conservazione, per preservare le risorse genetiche, le specie, gli ecosistemi e il paesaggio; 2) di sviluppo, per incoraggiare una crescita economica e umana rispettosa delle particolarità socioculturali e ambientali; 3) di supporto logistico, per sostenere attività e progetti di educazione ambientale, di formazione, di ricerche e monitoraggio collegati a studi locali, nazionali e mondiali di conservazione e sviluppo sostenibile.


Ogni ecosistema, per il quale si chiede il riconoscimento a riserva della biosfera, deve essere caratterizzato da tre zone ben evidenziabili: 1) aree centrali (core areas), che beneficiano di una protezione a lungo termine e permettono di conservare la diversità biologica, di controllare gli ecosistemi più significativi dal punto di vista naturalistico e scientifico e di avviare ricerche e altre attività poco invadenti e compromettenti per l’ambiente come ad esempio le attività di educazione ambientale. 2) zone tampone (buffer zones), che, ben identificabili, si posizionano generalmente intorno alle zone centrali, assicurandone la tutela integrale e la possibilità di espansione. Si caratterizzano per le attività compatibili con l’ambiente come l’ecoturismo e la ricerca applicata. 3) zone di transizione esterna (transition areas), che costituiscono le aree più antropizzate e comprendono diverse tipologie di attività come, ad esempio, l’agricoltura. Obiettivo di queste zone è attuare forme di contrattazione sociale e gestione partecipata per individuare assetti economici compatibili con le altre due zone e conseguire un modello territoriale integrato.


Dalla data della sua adozione la Convenzione è stata ratificata da 185 Stati e in totale sono state designate 408 Biosphere Reserve ripartite in 95 Paesi. Di queste, 117 riserve si trovano in Europa e solo 6 in Italia. Oltre alla Valle del Ticino, le riserve della biosfera italiane sono: Collemeluccio e Montedimezzo (Molise), Diramare (Friuli Venezia Giulia), Circeo (Lazio), Cilento e Vallo di Diano (Campania), Somma Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania).