APICELLA, LA PROCURA SI SALERNO E´ STATA FERMATA DA MASTELLA

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Il procuratore sospeso dal Csm fa ripartire lo scontro e la tensione. E racconta per quale motivo, secondo lui, tutti se la prendono con la procura di Salerno. «Ci hanno fernato mentre indagavamo sull’archiviazione fatta a Catanzaro per l’ex ministro Mastella. Secondo la nostra tesi inquisitoria, nata da una denuncia dell’ex pm Luigi De Magistris non tutti gli atti furono garantiti al gip per poter valutare se, nel processo Why Not nel quale era indagato l’ex ministro, poteva essere archviata proprio la posizione dell’esponente politico». In pratica, secondo apicella e i suoi pm, per poter fare uscire l’ex ministro dal grorgo processuale di Why Not fu archiviata la sua posizione di indagato ma al gip non furono portate tutte le carte necessarie a sostenere l’accusa. «Noi lo scontro l’abbiamo evitato – spiega Apicella ad Antonio Manzo su Il Mattino – Tutti sapevano che gli atti non venivano dati. C’era già stata una nostra prima audizione il 9 gennaio 2008 alla prima commissione del Csm su questa vicenda e soprattutto sulla questione dei magistrati di Catanzaro coinvolti nelle nostre indagini». Il magistrato fa notare che dopo le richieste e non aver avuto gli atti, «si è verificato un altro fatto rilevante. De Magistris ci aveva riferito di una situazione relativa all’archiviazione fatta dalla Procura generale di Catanzaro per Mastella. De Magistris ci aveva segnalato che dagli elementi da lui raccolti in precedenza, prima che venissero avocati i procedimenti, aveva verificato che non tutti gli atti posti a base della richiesta di archiviazione per Mastella erano stati trasmessi al Gip». Sulla base di questi elementi posti a disposizione di De Magistris e dell’audizione dei consulenti di testimoni e altri – sottolinea il procuratore di Salerno, «noi avevamo elementi per ritenere che effettivamente si dovesse verificare questo fatto. Quindi l’unico modo per verificare questa situazione direttamente era quello di sequestrare il processo». Le indagini sulla le irregolarità nella richiesta di archiviazione fatta dalla procura generale in favore dell’ex guardasigilli Clemente Mastella, posizione poi archiviata dal gip di Catanzaro avevano indotto i pm Nuzzi e Verasani a iscrivere sul registro degli indagati gli alti magistrati calabresi: favoreggiamento, abuso in atti d’ufficio, falso ideologico e calunnia furono le accuse contestate dalla procura di Salerno al pg di Catanzaro Enzo Iannelli, e ai due sostituti Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo. La richiesta di archiviazione fu avznzata dalla procura generale della Cassazione ed accolta dal gip il primo aprile scorso. Ma, sostiene la procura di Salerno, all’attenzione del gip Tiziana Macrì non sarebbero giunte tutte le carte del fascicolo stralcio su Mastella. I magistrati calabresi indagati «si determinavano a disporre prima, in data 15 gennaio 2008, lo stralcio della posizione dell’indagato Clemente Mastella (accusato di abuso d’ufficio – accusa poi archiviata – per i rapporti con Antonio Saladino) dal procedimento avocato e la costituzione di un autonomo fascicolo processuale e quindi a richiedere in data 3 e 4 marzo 2008 l’archiviazione della posizione di Mastella per infondatezza della notizia di reato recepita dal gip di Catanzaro il primo aprile 2008». Intanto sabato prossimo a Roma manifestazione nazionale di sostegno ad Apicella ed ai pm salernitani con Grillo e Travaglio e questa sera ad Anno Zero con Santoro