INTERVISTA A GIORGIO VUILLEUMIER. UN SUCCESSO IL CONSORZIO RAVELLO SCALA

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Se questi appaiono giorni uggiosi per i più, per altri, invece, sono a dir poco frenetici. Specie per chi ha il gravoso compito di programmare una stagione turistica atipica come la prossima. Tutt’altro che rosea, sarà ricordata come la stagione della crisi globale che ha investito anche la Costa d’Amalfi, che si pensava immune da possibili recessioni internazionali. Tra gli alberghi -motori dell’economia ravellese- dove si lavora davvero alacremente per rendere meno vacante possibile il reservation plan 2009 c’è sicuramente Villa Cimbrone, meraviglioso enclave nel quale si respira ancora quell’aria british che si va a fondere con l’entusiasmo iniettato dalla nuova sfida lanciata da Giorgio Vuilleumier, direttore del complesso, nonché presidente dell’assoalbergatori di Ravello e numero uno del neonato Consorzio di imprese turistico-commerciali di Ravello e Scala. Venuto alla luce sul finire della scorso anno a seguito di ampie concertazioni, l’istituzione riunisce tutte le realtà economiche locali e mira a divenire una vera e propria corporazione di Ravello e Scala, che si prefigge lo scopo di condurre tutto il comparto turistico verso uno sviluppo unitario e concreto.<>.<<La nascita del Consorzio a cui ha aderito la quasi totalità delle aziende alberghiere –spiega Vuilleumier-, di ristorazione, commerciali e di servizi tra Ravello e Scala, vuole essere la prima risposta importante e concreta, alla crisi turistica conseguente agli eventi sconvolgenti, economici-finanziari che hanno caratterizzato, in una preoccupante escalation, gli ultimi mesi.
Al pesante dazio pagato, in termini di presenze negli alberghi ravellesi nelle due ultime difficili stagioni (-11% e – 16%), dovuto al forte deprezzamento della moneta statunitense e alla disastrosa immagine dell’emergenza rifiuti, fa seguito  purtroppo, un quadro fortemente negativo per la prossima stagione, per il nostro turismo. Era determinante, se non addirittura “vitale” con queste prospettive, scardinare l’atteggiamento di lassismo e di impotenza, tanto diffuso dalle nostre parti, anche tra gli stessi politici e imprenditori, e dare un segnale forte di unione e partecipazione: una traccia nuova, che potesse condurre ad uno sviluppo turistico su tutto il territorio. Abbiamo ritenuto,
-prosegue Vuilleumier-, che principalmente noi giovani imprenditori, dovessimo essere da traino e impegnarci in maniera forte e concreta per la nascita, la diffusione e lo sviluppo, di un nuovo concetto di fare turismo e poter intraprendere,
attraverso il Consorzio, quella politica di marketing del territorio, mai fatta, quanto assolutamente necessaria per poter competere con le altre realtà ma, soprattutto, per poter ampliare e rafforzare l’immagine e l’appeal turistico senza la quale rimarremmo, come abbiamo verificato negli ultimi anni, fragili ed indifesi, turisticamente parlando e, in balìa degli eventi. Purtroppo, e questo lo sappiamo bene tutti, in tutta la Costiera Amalfitana, nessuno in questi ultimi vent’ann, si è sforzato troppo: abbiamo tutti vissuto di “rendita”, su di un territorio che con le sue bellezze, era da solo un forte attrattore per il turismo internazionale.
Oggi, ne siamo tutti coscienti, la forte ed accesa competizione ha definitivamente spento il tempo delle “vacche grasse” e, se vogliamo rimanere a galla con le nostre imprese, ci dobbiamo rimboccare le maniche e creare le condizioni per poter lavorare nei prossimi anni. A Ravello, ricordo determinanti gli ultimi 10/15 anni, quando  grazie a cospicui investimenti di alcune società,  sono divenute assolute eccellenze, diverse attività alberghiere, alcune di esse, sulle ceneri di  quelle che prestigiose furono già negli anni del boom economico fino agli anni ‘80, vero traino del turismo non solo ravellese ma della costiera tutta  e  scuola “vera” per tutti coloro che lavoravano nell’ambito turistico. Sulla scia, di una sorte di spirale virtuosa, altre ancora seguivano e anche la ristorazione sulla base delle mutate e più esigenti richieste degli ospiti, si  evolveva. La crisi che, in tutti i comparti, oggi purtroppo scontiamo sul nostro territorio, frutto  anche  di una vera e propria rivoluzione nei termini di offerta, vendita e fruizione turistica, è dovuta principalmente ad una serie di cause e fra queste ne voglio citarne alcune senza ordine di priorità: 1) crescita disomogenea di eccellenze turistiche senza che il territorio si formi, cresca e si sviluppi in termini di ospitalità. 2) Strutture alberghiere con pochi posti letto, in relazione agli alti costi di gestione (palazzi storici) personale, della formazione, della stagionalità, difficilmente competitive in termini di prezzi, offerte, pacchetti, last minute, etc.3) L’utilizzo del web ha portato, oltre alla semplificazione dell’offerta e della vendita, l’illusione che ospitalità=business e che tutto sia possibile a tutti. 4) Forte individualismo con spesso metodi sleali di concorrenza. 5) Forte carenza di informazioni e comunicazioni all’ospite o visitatore. 6)Assenza di una vera e diffusa cultura dell’ospitalità. 7) Assenza di un progetto e regole comuni in termini di qualità di servizi. 8) Carenze di infrastrutture locali (parcheggi, attrezzature sportive e ricreative, viabilità non idonea e non adeguata all’abbattimento delle barriere architettoniche). 9) Servizi non adeguati e spesso con costi differenziati e variabili per gli ospiti.10) Assenza di un piano comune e diretto di internazionalizzazione. 11) Perdita di appeal della location. 12) Politiche e investimenti da parte degli enti preposti alla promozione scollegate da chi fa impresa e dalle reali esigenze di chi ne vive i problemi e per questo, spesso assolutamente inefficaci e improduttive. 13) Mancanza di concertazione e sinergia fra tutti coloro, enti e privati, che operano sul territorio.
Il Consorzio che presiedo
–prosegue Vuilleumier-, forte di 76 aziende che hanno aderito e a cui ancora altre aderiranno,  non appena si cominceranno a vedere i primi risultati e se ne intuirà appieno il potenziale, fatto assolutamente unico nel nostro sud così frammentato ed individualista e per questo già un grande successo, ambiziosamente si pone ad  essere elemento nuovo, forte e di traino, per la discussione e la soluzione di queste problematiche, per un nuovo percorso e rilancio turistico del territorio di Ravello e Scala. Obiettivo unico e strategico: fare sistema. Come? Attraverso una serie di steps che prevedono innanzitutto, la formazione:soltanto riuscendo a capire e a parlare lo stesso linguaggio e ad avere la stessa frequenza d’onda, si riesce bene a dialogare e a seguire lo stesso percorso, questo anche a costo di resettare tutto ciò che conosciamo e che facciamo sul turismo:l’umiltà di dire “non so fare il mestiere” posso molto migliorare” “voglio  apprendere la cultura dell’ospitalità”, dettarsi e rispettare delle regole di qualità e comportamentali che facciano avvertire l’alta professionalità degli operatori e il senso della considerazione e della gratitudine all’ospite o visitatore. Attuare strategie di marketing e comunicazione attraverso la realizzazione di una avanzata piattaforma informatica con una forte visibilità sul web, possibilità di prenotazioni on-line a cui, tutti i consorziati avranno la possibilità di essere collegati così da poter inserire le proprie offerte,  realizzazione di un efficiente info point a cui tutti potranno facilmente attingere informazioni, utilizzo della tecnologia per migliorare la comunicazione interna al territorio e dare così maggiori opportunità e soddisfazione all’ospite,realizzare un archivio professionale di immagini, fotografiche e video on line utilizzabili dai consorziati e richiedenti, per agevolare il lavoro di giornalisti, tour operators, enti, realizzazione di materiali promozionali, etc., attuare un programma diretto di internazionalizzazione, con la partecipazione a fiere mirate, presentazioni professionali all’estero delle nostre peculiarità ed eccellenze, organizzando ed ospitando in loco agenzie specializzate ed interessate alle nostre offerte,etc. favorire, costruire ed attuare azioni sinergiche sul territorio con Enti ed Amministrazioni attraverso il giusto e forte convincimento perché, solamente attraverso una piena politica di accordi e concertazioni, potrà esserci il rilancio turistico e un roseo futuro per le nostre città. Delle diatribe, dei giochetti delle inefficienze, saremo comunque e sempre, solo noi a pagarne le funeste conseguenze. Garantire la possibilità per gli ospiti di scoutistica per visitare e vivere meglio il territorio attraverso card per la visita comune dei monumenti unite a parcheggio agevolato e sconti nei bar e ristoranti. Promuovere, sviluppare e diffondere la cultura dell’ospitalità  tra i cittadini, i primi operatori turistici, con l’educazione al rispetto e salvaguardia del nostro patrimonio culturale ed ambientale.
Mi fermo qui,
-conclude il Presidente- anche se potrei continuare. Il progetto è ambizioso e comporterà tempo per la sua realizzazione e cospicui investimenti ma, per luoghi come Ravello e Scala è l’unica strada percorribile che ci potrà differenziare e consentire uno sviluppo turistico forte e duraturo. Con gli altri membri componenti del CDA:Pasquale Antonio Palumbo (Ravello Concert Society) Antonio Mansi (General Manager dell’Hotel Parsifal) Paolo Vuilleumier (direttore dell’Hotel Graal) e Fermo Calce (titolare Ristorante Da Salvatore) lavoriamo alacremente per recuperare il tempo perduto  e varare un piano per la prossima stagione ormai alle porte. Prossimi appuntamenti da non mancare, la Borsa del Turismo Internazionale a Milano del prossimo febbraio e la Borsa Mediterranea del Turismo in programma a Napoli all’inizio di Aprile. Prendendo in prestito una frase, forse un po’ abusata in questi ultimi tempi ma, che rende perfettamente l’idea: “It will be hard and heavy but we can”>>. Emiliano Amato Il Vescovado

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