Un volo di 1200 metri uccide quattro alpinisti

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Tragedia sul Monte Bianco, le vittime


Dario Tomelini

32 anni
Di Chieri. Programmatore, era il più esperto del gruppo: aveva salito 148 cime.


 


 


Hai sentito?»; «Sì, gridano aiuto». Ore 23,10 di sabato, cuore del Monte Bianco, funivia dell’Aiguille du Midi, 3800 metri. Il dialogo è tra Erik e Henry. Fanno il turno di notte e il loro silenzio è interrotto da quelle grida. Henry esce sulla passerella che unisce le due guglie di granito della montagna e vede quattro pile frontali duecento metri sotto di lui, sprofondate nel chiarore di neve e ghiaccio del ripido canale. Quattro alpinisti italiani in difficoltà. Le parole sono spezzate dal vento che si è alzato portando qualche nube. Ma Henry non perde tempo, va al telefono della funivia e chiama i soccorsi, il plotone dei gendarmi di alta montagna di Chamonix. Erik gli dà il cambio sulla passerella, quando rientra la sua voce è un singhiozzo: «C’est fini», è finita. Le quattro luci sono spente, i quattro sono precipitati. Sono morti così, i quattro torinesi: Dario Tomelini, 32 anni, nativo di Chieri e residente in Valle d’Aosta, a Challand-Saint-Anselme, frazione Quincod; Antonio Carnino, 36 anni, di San Mauro; Gianluca Molino, 43 anni (è stato un testimone chiave nel processo Stroppiana), e Stefano Tabacco, 37 anni, di Torino.

La causa resta misteriosa. L’ipotesi più plausibile è che l’alpinista più in alto sia scivolato e abbia travolto gli altri. Li hanno cercati sui ghiacciai ai piedi dell’Aiguille du Midi fino alle tre di domenica. La funivia era stata riavviata alle 23,30. Sono saliti i gendarmi del plotone, tutte guide alpine. Dalla passerella si sono calati con le corde doppie fino al canale. Ma non li hanno trovati. Soltanto piccozze, uno zaino. Dice il colonnello Olivier Kim, comandante del plotone: «L’inchiesta è in corso, non riusciamo ancora a capire che cosa sia successo. Non c’è stata alcuna caduta di neve o ghiaccio, nessuna valanga per intenderci. I corpi li abbiamo trovati alle 8 di domenica». I gendarmi sono stati avvisati da una guida di Chamonix che ha visto gli alpinisti senza vita sul ghiacciaio Rond, ai piedi della parete Ovest dell’Aiguille du Midi. L’elicottero della gendarmeria era più a destra sul ghiacciaio dei Bossons, ha virato e si è posato nel semicerchio del ghiacciaio, accanto alle vittime. Poi il volo verso la camera mortuaria dell’ospedale di Chamonix.

Ancora Kim: «Gli alpinisti sono precipitati per 1200 metri. Avevano fatto un altro itinerario, poi si vede che hanno incontrato difficoltà». I quattro sono saliti con la prima corsa della funivia, poi sono scesi per raggiungere il piccolo pianoro in cui si perde il Couloir Vogler, uno stretto canale che risale fra i graniti dell’Aiguille du Midi e sbuca sulla cresta dei Cosmiques, affacciato sulle pareti italiane del Bianco. In cordata due a due hanno cominciato a salire. Erano lenti, molto lenti e devono aver cambiato itinerario per accelerare, oppure perché qualcuno di loro era stanco o aveva perso una piccozza. Non sono riusciti a sbucare in cresta, l’ultimo tratto del Couloir è strapiombante. Sono scesi e si sono diretti verso il canale della passerella, più largo e meno verticale. Lo hanno risalito a fatica. La stanchezza, il freddo intenso, il tempo che stava cambiando e la neve che affondava. E’ arrivata la notte mentre erano a metà. Devono aver perso tempo forse nella ricerca del nuovo itinerario. Quando sono arrivati a 200 metri dall’arrivo della funivia hanno chiamato aiuto sapendo che la stazione è presidiata 24 ore su 24. Henry, che ha parlato con loro sporgendosi dalla passerella, non ha capito che cosa gli dicevano. Sa soltanto che erano in difficoltà, quindi ha chiamato i gendarmi. L’operazione di soccorso è scattata in pochi minuti. La speranza era che i quattro avessero cercato un riparo accanto alle pareti di roccia per trascorrere la notte. Ma il canale li aveva già inghiottiti.








Tragedia sul Monte Bianco, le vittime






Antonio Carnino

36 anni
Di San Mauro. Lavorava alla Telecom. Sposato, padre di due bimbe (3 mesi, due anni).






Tragedia sul Monte Bianco, le vittime






Stefano Tabacco

37 anni
Di Torino. Laureato in Economia e commercio, lavorava alla Bolaffi.






Tragedia sul Monte Bianco, le vittime






Gianluca Molino

43 anni
Di Torino. Impiegato alla Satiz, sposato con due figli (sette e nove anni).

 


 


dalcorriere.it            inserito da Michele De Lucia


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