SALERNO, ADDIO A BUONOCORE. IL GIURISTA GALANTUOMO

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Se ne è andato con l’eleganza di sempre, quella di un pensiero che era diventato modo di vita, modello di comportamenti, etica istituzionale. Il cuore di Vincenzo Buonocore, 76 anni, ha cessato di battere ieri alle 17, cedendo ad una malattia invasiva a cui lui, il vecchio professore, rispondeva con un’ostinata, febbrile lucidità di pensiero. La città piange il docente, il rettore, il deputato, il maestro conosciuto come una delle più grandi personalità prodotte da Salerno negli ultimi decenni. L’ultimo riconoscimento lo attendeva a giorni, il 6 febbraio, per il conferimento della cittadinanza onoraria a Fisciano cui voleva essere presente anche Pierluigi Castagnetti. Vincenzo Buonocore è stato, infatti, il rettore della trasformazione dell’ateneo di via Prudente in Università dell’Irno, il creatore del campus. Prima di tutto, però, era un docente «dal sapere enciclopedico – raccontano le persone a lui vicine – capace di analisi in profondità su qualsiasi argomento, cogliendo sempre il nocciolo della questione». Restano a testimoniarlo le 250 pubblicazioni scientifiche, di cui otto monografie, e un’attività convegnistica che non si era fermata neppure in tempi recenti, quando era andato in pensione e l’atrofia muscolare gli aveva ormai conquistato le gambe. Man mano che nel pomeriggio la notizia si è diffusa, silenziosamente e capillarmente in città, è aumentato il via vai di persone che in via Francesco La Francesca hanno voluto rendere omaggio al docente, deceduto nel letto in cui aveva vissuto accudito dalla sorella Teresa e dalla nipote Mimma. Una famiglia tutta nel solco del cattolicesimo popolare, i Buonocore. Il padre Luigi sindaco di Salerno dal 1947 al ’52. La sorella Teresa, moglie di Roberto Virtuoso, ex consigliere e assessore regionale al Turismo. L’altra sorella Luisa sposata all’ex senatore Mario Valiante. La terza sorella Anna sposata a Bonaventura Rescigno, rettore dell’università di Padova. Il fratello Michele magistrato. E lui, Vincenzo, cattolico impegnato. Prima nell’Azione cattolica, fedele agli insegnamenti di don Enzo Quaglia, parroco di San Domenico. Poi docente di diritto commerciale e diritto privato, preside della Facoltà di Giurisprudenza, rettore dal 1984 all’87, presidente nello stesso periodo della conferenza dei rettori, deputato Dc dall’87 al ’92 quando, non rieletto, preferì di tornare in ateneo, dagli studenti. Per sensibilità istituzionale decise di non rispondere più a chi gli chiedeva di candidarsi sindaco nel ’93 o tornare all’impegno politico. «È una persona carissima che mi ha accompagnato in tanti passaggi della mia vita – ricorda Tino Iannuzzi – Una persona dall’umanità e dalla sensibilità straordinaria, un uomo di cultura dalla capacità di riflessione vastissima. Una delle grandi belle figure della nostra città, maestro vero di coerenza tra valori e comportamenti». Martedì prossimo alla riunione del Senato Accademico il rettore Raimondo Pasquino proporrà l’intitolazione dell’aula magna dell’ateneo a Vincenzo Buonocore. (Fulvio Scarlata, Il Mattino)

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