Kakà, il Milan cede VENDUTO PER 100 MILIONI DI EURO

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Vendere Kakà una follia? Forse la follia sarebbe tenerlo. Passato lo choc iniziale, il Milan va avanti nel segno del pragmatismo. Invece dei “no” continui rifilati ai vari Chelsea e Real Madrid in passato, con il Manchester City si può discutere. Per davvero. A patto che l’offerta sia da record del mondo: 105 milioni, più di quanto incassato dalla Juventus nel 2001 per il cartellino di Zinedine Zidane. Ed è su questa base che, nella notte tra martedì e ieri, la delegazione del Manchester City guidata dall’a.d. Garry Cook, con la consulenza dell’intermediario Kia Joorabchian, ha raggiunto l’accordo con Ariedo Braida e Adriano Galliani, rispettivamente ds e vicepresidente vicario dei rossoneri.

Un messaggio chiaro inviato al City: «Per noi quella cifra va bene, adesso dovete vedervela col giocatore». E qui la vicenda si complica. Perché se è vero che il City, tramite Joorabchian, è in contatto da mesi con Bosco, il padre-procuratore di Kakà, è altrettanto vero che vi sono al momento diverse perplessità, a prescindere dall’aspetto economico. Dapprima Kakà ha fatto muro: «Ho già rifiutato offerte importanti. Il mio obiettivo è diventare, in futuro, il capitano del Milan, dove voglio invecchiare». Poche ore dopo, il suo atteggiamento si è fatto più soft. «Ho sempre detto che sarei rimasto al Milan fin quando gli obiettivi miei e del club fossero stati gli stessi – ha precisato -. Se il Milan vuole vendermi dovrò parlarne. Ma se vuole tenermi resterò».

Un’apertura notevole che combacia con le varie voci e indiscrezioni raccolte. A cominciare dal fatto che lunedì (o al massimo martedì) vi sarà l’incontro decisivo tra gli emissari del City, Kakà e il padre. All’ordine del giorno non solo la proposta economica (il portavoce di Kakà, Diogo Kotscho, ha ripetuto ieri che il brasiliano «al City non può essere solo una questione di soldi»), quanto piuttosto l’attendibilità del progetto. Al di là dell’ingaggio mirabolante, c’è il fatto che Kakà passerebbe dal Milan, il club delle 7 Coppe dei Campioni con un richiamo mondiale, al Manchester City, una società a bocca asciutta dal 1976 e che occupa solo il 15º posto in Premier League, a 2 punti dalla zona retrocessione. Il che preoccupa il brasiliano. Andare al City significherebbe rinunciare alla Champions per uno o forse due anni.

Con tutto ciò che ne consegue, sia a livello di ambizione personale, sia per quanto riguarda gli sponsor (un uomo immagine che non fa la Champions vale molto meno). Anche per questo sembra che, nell’incontro della prossima settimana, Kakà chiederà agli emissari della famiglia reale di Abu Dhabi una specie di clausola liberatoria qualora la squadra non si qualificasse per la Champions 2010-11. E il Milan? Beh, 105 milioni sono tantissimi. E diventano ancora di più se si considera che da adesso al 2013 la società rossonera dovrebbe versare a Kakà altri 55 milioni, che al lordo diventano il doppio. Quindi, il “risparmio” per i rossoneri sarebbe di circa 215 milioni, che permetterebbero di rifondare una squadra per certi versi logora.

Dal portiere alla difesa (Mexes), al centravanti (Drogba o Adebayor), vi sarà l’opportunità di fare shopping di qualità, come riuscì alla Juve dopo la cessione di Zizou, capace di finanziare gli ingaggi di Nedved, Buffon e Thuram. Per la verità i rossoneri si stanno portando avanti: ieri Ariedo Braida ha pranzato col manager di Daniel Agger, 24 anni, difensore centrale danese del Liverpool: 8 milioni il prezzo fissato e affare quasi fatto. Già preso invece Felipe Mattioni, laterale destro del Gremio, considerato il nuovo Cafu. Ha doppio passaporto, brasiliano e italiano, e arriverà subito al Milan anche se il presidente dei brasiliani Duda Kroeff avrebbe voluto tenerlo ancora qualche mese: 7 milioni per il cartellino, ma il Gremio non riceverà subito la somma e avrà diritto al 10% sull’eventuale vendita del giocatore. Dunque il Milan galattico ha deciso di coprirsi le spalle. Anche a costo di rinunciare a una delle sue stelle.


                            INSERITO DA Michele De Lucia


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