Barcellona tricolore

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Barcellona, piccola Italia - Cosmopolita e monumentale, la capitale della Catalogna resta nel cuore di chi la visita

                                                                                             

Cosmopolita e monumentale, la capitale della Catalogna resta nel cuore di chi la visita










Barcellona, piccola Italia - Il picco dell'emigrazione dall'Italia è previsto nel 2011

Il picco dell’emigrazione dall’Italia è previsto nel 2011

Fonte: dalla rete








Barcellona, piccola Italia - Soprattutto degli italiani, che dopo esserci stati in vacanza o averci vissuto per soggiorni di studio se ne innamorano e non la lasciano più

Soprattutto degli italiani, che dopo esserci stati in vacanza o averci vissuto per soggiorni di studio se ne innamorano e non la lasciano più








Barcellona, piccola Italia - In comune con il Bel Paese c'è la ricchezza di bellezze architettoniche e il clima tendenzialmente mite

In comune con il Bel Paese c’è la ricchezza di bellezze architettoniche e il clima tendenzialmente mite








Barcellona, piccola Italia - Come nel museo-teatro dedicato a Dalì

Come nel museo-teatro dedicato a Dalì


 









Barcellona, piccola Italia - O come nella celebre Casa Milà, detta La Pedrera, costruita tra il 1905 e il 1907 da Antoni Gaudí

O come nella celebre Casa Milà, detta La Pedrera, costruita tra il 1905 e il 1907 da Antoni Gaudí









Barcellona, piccola Italia - Riuscita professionale e calore umano, clima mediterraneo ed efficienza nord europea allettano i giovani italiani, sempre più numerosi nella capitale catalana

Riuscita professionale e calore umano, clima mediterraneo ed efficienza nord europea allettano i giovani italiani, sempre più numerosi nella capitale catalana










Barcellona, piccola Italia - Il picco dell'emigrazione dall'Italia è previsto nel 2011

Il picco dell’emigrazione dall’Italia è previsto nel 2011

Fonte: dalla rete


 


 


 


 

 

Studenti folgorati dopo l’anno di borsa di studio dell’Erasmus, ricercatori, liberi professionisti, promesse dello sport come la tennista Flavia Pennetta, tredicesima nel ranking mondiale, e neolaureati in cerca di fortuna: Barcellona calamita tutta una nuova generazione di giovani migranti italiani che sulle Ramblas cercano e trovano il proprio posto al sole in una terra promessa che offre riuscita professionale e calore umano, clima mediterraneo ed efficienza nord europea, cucina e lingua “amichevoli” insieme con prospettive di carriera. Movida e non solo: per parecchi italiani (ormai più di 43mila in Catalogna, più di 21mila nella sola Barcellona) l’America è qui, a un passo da casa, in una città facile da raggiungere e libera dalle pastoie burocatiche che rendono un’avventura spiacevole, per uno straniero, il soggiorno in Italia. In una sola giornata ci si possono procurare i pochi documenti necessari – l’empadronamiento, il domicilio, il numero di securidad social e il Nie, il numero di identificazione per gli stranieri – per essere in regola, aprire un conto in banca e poter trovare lavoro. Mai in nero.

«Sì, ho preso casa a Barcellona. Da quattro anni. Il traffico scorre, i trasporti funzionano – racconta la Pennetta, determinata a diventare la miglior tennista italiana di sempre -. Cosa ho trovato che non c’è in Italia? Un metodo, un sistema, voglia di fare. Da noi nei centri s’inventano le cose, in Spagna si va avanti seguendo un programma». Se anche per chi inizia o si mantiene agli studi, lo stipendio è basso e il licenziamento facile, trovare un’altra occupazione nel giro di un pomeriggio non è un miraggio: il passaparola e la rete di sostegno sociale che accoglie anche i nuovi arrivati provvede agli atterraggi di fortuna. «Qui è un’altra cosa – conferma Ella, editor senza futuro all’Adelphi e ora in carriera in un colosso editoriale a Barcellona -. A Milano mi ero chiusa, qui ho una cerchia che mi sostiene e su cui posso contare: se rimango a piedi, se devo cercare un idraulico. Sono passata da un’esistenza complicata e difficoltosa a un sogno».

La recessione (il “Frenazo“) qui spaventa meno: vivere costa un po’ meno, intanto. Gli affitti medi vanno dai 300 ai 400 euro, con 39 euro mensili si stipula un’assicurazione con il medico che si sceglie e con altri 30 euro si può disporre delle strutture del polideportivo pubblico presente in tutti i quartieri della città, con tanto di piscina riscaldata. Non a caso il picco delle presenze italiane è atteso per il 2011, giusto il tempo tecnico perché la crisi mieta altre “vittime” nel Bel Paese. Architettonicamente all’avanguardia, la città (e gli abitanti) possono apparire un po’ carenti sul piano dello stile e delle formalità: è il plus culturale che gli italiani possono portare, con la gastronomia (si vedano i nuovi negozi lussuosi dietro la Cattedrale o le piadinerie a Barceloneta, le associazioni culturali (pregevole la biblioteca dell’Istituto italiano di cultura), l’arte, la creatività made in Italy: «Parliamo di una città che ha voglia di crescere e cerca energie, noi italiani le portiamo – dice Gigi Colaci, emigrato dal Salento -. Andiamo d’accordo con il clima, la lingua e lo sappiamo che i prezzi stanno aumentando. Solo che possiamo ancora stare dietro al nostro progetto. C’è spazio per le idee».

Per chi vuol farsi l’occhio e accarezzare da vicino un sogno, le mete turistiche da non perdere sono tante. Si comincia con la Città Vecchia (Ciutat Vella) e il Quartiere Gotico, sul cui punto più alto sorge la Cattedrale e a pochi passi il Palau Reial Maior, con l’immenso Tinell, salone medievale di 35 metri, mentre nel vicino Barri de la Ribera si possono visitare la Chiesa di Santa Maria del Mar, in gotico catalano, e il Palau de Musica. D’obbligo, le Ramblas in pieno centro cittadino e le piazze che le raccordano, Plaça de Catalunya e Plaça del Portal del Pau, Barceloneta, vecchio quartiere dei pescatori, e la Vila Olimpica (Città Olimpica). Futuristiche e da vedere le centocinquanta case moderniste del Quadrato d’or, con i caratteristici isolati quadrati, i viali alberati e le strade larghe, e i capolavori di Antoni Gaudì, cui si deve anche la Sagrada Familia, edificio simbolo della città, che raccoglie le spoglie dell’artista. Suggestivi, soprattutto di notte, gli spettacoli d’acqua e colori della Fontana magica di Carles Buigas sulla Collina del Montjüc, uno dei tanti spazi verdi della città, con importanti musei e fondazioni, insieme con i trenta ettari di Parc de la Ciutadella e di Parc Joan Mirò, dedicato all’artista autore anche del mosaico che pavimenta Plaça de la Boqueria, a due passi dalle Ramblas, nei pressi di un vivacissimo mercato.

                       inserito da Michele De Lucia                  http://ilblogdimikidelucia.myblog.it


 


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