Napoli. Soldi per i nullaosta, blitz in Soprintendenza

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GIUSEPPE CRIMALDI  Da tempo i carabinieri lo tenevano d’occhio. Controllavano le sue mosse, ascoltavano le sue conversazioni, prendendo nota di tutti gli appuntamenti di lavoro. Una serie di indizi – segnalazioni della prima ora – portavano a quel dipendente in servizio presso la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli indicandola come persona da tenere sotto controllo. Le indagini, affidate ai carabinieri del comando provinciale guidato dal generale Gaetano Maruccia, alla fine hanno dato corpo a quegli indizi. Convincendo prima il pubblico ministero e poi il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Nola a chiudere l’inchiesta sull’indagato. L’uomo – del quale sono note solo le generalità, A.G – è da ieri agli arresti domiciliari. A notificargli il provvedimento richiesto dal sostituto procuratore Francesca Sorvillo ed emesso dal gip sono stati ieri mattina i militari del Reparto operativo (diretto dal colonnello Gianluca Scafuri). Pesante l’accusa: tentata concussione. Dalla ricostruzione investigativa è emerso un quadro inquietante. Secondo l’accusa, infatti, l’uomo – un funzionario in servizio presso l’ufficio della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli – era in servizio presso l’ufficio che rilascia i nulla osta: e proprio sulla possibilità di sottoscrivere i nulla osta, concedendo il visto necessario a portare avanti le opere immobiliari l’indagato avrebbe fatto affidamento avvicinando i direttori tecnici di alcuni cantieri ai quali, in cambio del «sì» della Soprintendenza, avrebbe chiesto somme di denaro. Sempre secondo l’accusa, le richieste avrebbero oscillato tra i 500 e i 2000 euro. Sono tre gli episodi contestati e contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal giudice di Nola. La contestazione del reato mossa dal pubblico ministero – la tentata concussione – deriva dal fatto che il funzionario in servizio presso la Soprintendenza, nell’esercizio delle proprie funzioni ricopriva lo status di pubblico ufficiale. La sua firma in calce a quei nulla osta sarebbero stati, insomma, un atto pubblico che faceva fede fino a prova contraria. L’indagato avrà modo di contestare gli addebiti tra qualche giorno, in occasione dell’interrogatorio di garanzia. Ma l’inchiesta avviata dalla Procura di Nola, diretta da Paolo Mancuso, potrebbe essere foriera di nuovi sviluppi. A quanto si è appreso, poi, nel corso delle indagini preliminari i vertici della stessa Soprintendenza avrebbero offerto piena collaborazione a investigatori e inquirenti. Fin qui la cronaca. All’indomani della ormai nota inchiesta che vede coinvolti, oltre a l’immobiliarista Alfredo Romeo, anche ex assessori comunali di Napoli ed esponenti della politica locale e nazionale, si rafforza la sensazione che si sia ormai aperto un nuovo, importante capitolo giudiziario. e c’è già chi parla di una seconda Tangentopoli all’ombra del Vesuvio. (Ha collaborato Antonio Russo)


da Il Mattino del 10 gennaio 2009 – Cronaca Napoli pag. 38