DA PIANO A SORRENTO, GLI ULTIMI AGRUMETI DISTRUTTI DAI PARCHEGGI

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Ho quasi voglia di monitorarli e conservare la foto degli ultimi giardini della mia città: Piano, tanto presto non ce ne saranno piu´, in compenso avremo tanti box-garages, parcheggi interrati e similari! Ne stanno costruendo a piu´ non posso e probabilmente a molti propietari resteranno sullo stomaco, resta, però, anche il danno ambientale: lo scempio è avvenuto e non è pensabile che si possa tornare indietro. Mi fanno ridere quando, dopo il misfatto della cementificazione, assicurano il “verde soprastante” sicché l´opera compatterebbe bene con il territorio circostante; in passato qualche Sindaco, nel rilasciare il titolo autorizzativo, è arrivato addirittura ad elogiare l´autore del massacro di alberi, talvolta secolari, perché impiantando sulla vomitata di cemento qualche alberello avrebbe realizzato un´opera altamente ecologica! No comment. Le cavallette del cemento sono calate da tutte le parti per distruggere l´ultimo verde! “Ma che fai con quel giardino? Non lo puoi coltivare, non ti rende, ed allora? – Fanne percheggi”. questi i discorsi che si sentono in giro e tant´è: la maggior parte dei giardini superstiti sono in stato di totale abbandono, manca la mano d´opera, i vecchi coloni o sono morti o non sono in grado di coltivarli; i loro figli sono tutti avvocati, medici, capitani…chi torna “alla zappa”? e poi, come sempre, lo Stato è latitante: esiste un Ministero dell´Agricoltura simbolico: la nostra economia agraria è morta e sepolta! Ed ecco i “sensali” avvicinare i proprietari, indurli a vendere (ma a chi dicono loro) e tutta una frotta di tecnici, imprese di “distruzioni”, mediatori ed affini…tutta una associazione “a costruire” si è messa in moto e vai!

 

Nel contempo a dare una mano allo scempio incalza una normativa urbanistica, in deroga alle norme del PUT: il piano paesistico dileggiato da politici e tecnici senza scrupoli che hanno aiutato i Comuni ad ampliare le magie dei piani regolatori, a fare varianti, etc. Il risultato? Si stanno realizzando soprattutto enormi parcheggi interrati di dimensioni da capogiro senza controlli, né prima né dopo i lavori, da parte di chi di dovere! Ma questo è il paese in cui tutto si può fare: pacche sulle spalle, sorrisi sornioni, e, magari, anche un bel “cucù” di infantili ricordi! Eppure abbiamo appreso dal TAR che nei centri storici non si possono fare i parcheggi di cui sopra, eppure i Comuni sarebbero tenti alla tutela dell´ambiente, ai controlli, a circondarsi di esperti, soprattutto in maniera amministrativa, per contrastare gli abusi che, poco per volta, invece, vengono sublimati e legittimati. quando vediamo i famosi pannelli, all’esterno dei cantieri edili, dovremmo leggervi: “autorizzazione a distruggere”. Ma tutto avviene nell´indifferenza generale, anche delle associazioni ambientaliste e questo fa ancora più male! a che vale fare convegni di sapore lievemente ambientale, dove invece di dibattere sui disastri prodotti, di come porvi rimedio, etc., si discute, invece, in una cornice avveniristica di dubbio contenuto, sulla ricerca di nuove risorse energetiche, si parla di necessità di infrastrutture, come per dire diamo l´ultima mazzata alla zona, nata per il turismo e da noi distrutta. Il colmo è che a sponsorizzare queste iniziative sono anche coloro che collaborano alla distruzione dell´ambiente. Poveri figli e nipoti…per loro ci sarà sempre meno verde! Mentre all’estero, le grandi città si sono preoccupate di inserire vaste aree verdi, noi, a sorrento, Sorrento, continuiamo a distruggere agrumeti ed uliveti. Inversione di tendenza! Una cosa è certa: sappiamo chi dobbiam ringraziare se son aumentate le patologie respiratorie che affliggono sempre più, e con insistenza, bambini ed anziani. Senza contare che il famoso “Limoncello” nostrano, continuando di questo passo, lo faremo…con i limoni dei Cinesi!!

(intervento di Augusto Maresca su “Agorà”)