Offensiva israeliana su Gaza «I morti sono 225»

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GAZA – La durissima offensiva israeliana contro Hamas è arrivata dal cielo: una serie di raid aerei lanciati dalla mattina hanno colpito il porto, le caserme di polizia e le sedi della sicurezza a Gaza. Poi l’attacco è proseguito in altre zone della Striscia. Obiettivi distrutti, ma il bilancio è gravissimo: fonti mediche parlano di 225 morti e 400 feriti, tra i quali anche donne e bambini. Tra le vittime il capo della polizia, Tawfiq Jabber, e il Capo della Sicurezza, Ismail al Jaabary. Dopo alcune ore di pausa, e con l’arrivo del buio, i raid dell’aviazione israeliana sono ripresi nel sud della Striscia di Gaza. In particolare, i caccia hanno colpito un’officina meccanica ad ovest della città di Khan Younis ed un centro media di Hamas.


LE IMMAGINI – La tv satellitare Al Jazeera ha mostrato le immagini di decine di palestinesi riversi sul terreno. Uno dei corrispondenti ha parlato di «una situazione terrificante». Secondo quanto riferisce l’inviato della tv ‘al-Arabiya’, i raid aerei israeliani hanno causato il ferimento di diversi bambini colpiti mentre si trovavano all’interno della loro scuole o nei dintorni.


ISRAELE: «E’ SOLO L’INIZIO. ANCHE OPERAZIONI DI TERRA» – Le forze armate dello stato ebraico hanno fatto sapere di aver colpito per «fermare gli attacchi terroristici» su Israele e di essere preparate ad «andare avanti. Questo è solo l’inizio». Israele in serata ha precisato di non voler accettare nessun cessate il fuoco. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato che «è giunta l’ora di combattere» per porre fine al fuoco di razzi da Gaza sulla popolazione israeliana. «Da mesi – ha continuato Barak – le forze armate avevano avuto l’ordine di prepararsi all’operazione». «Non voglio illudere nessuno – ha concluso il ministro – non sarà una cosa facile e nemmeno breve». Secondo fonti militari israeliane ufficiali citate dalla tv araba al Jazira, «l’offensiva su Gaza durerà per lungo tempo e non esclude che l’Esercito ricorra alle truppe terrestri» per effettuare incursioni all’interno della Striscia.


OLMERT: «I NEMICI NON SONO I PALESTINESI» – Israele non considera nemica la popolazione di Gaza, alla quale continuerà ad assicurare il proseguimento degli aiuti umanitari, ma è contro Hamas, che da giorni «cercava lo scontro con Israele». Lo ha affermato sabato sera il premier israeliano Ehud Olmert, in una conferenza stampa, nel corso della quale ha detto che l’operazione militare a Gaza potrà richiedere diverso tempo per conseguire i suoi obiettivi di sostanziale cambiamento della situazione nel sud di Israele e ha esortato la popolazione nelle aree sotto tiro dei razzi ad avere pazienza e tenacia. Nei prossimi giorni, ha avvertito, i lanci di razzi potrebbero intensificarsi e colpire obiettivi in Israele situate a distanze ancora maggiore da quelle attuali.


HAMAS: «TERZA INTIFADA»– Come rappresaglia, Hamas ha sparato alcuni razzi dal territorio palestinese contro il sud dello stato ebraico, dove è stato dichiarato lo stato di allerta. La popolazione è stata invitata a non uscire in strada e a restare in aree protette o vicino a rifugi. Secondo fonti mediche, una donna israeliana è morta a Netivot. Altre due persone sono rimaste ferite. Hamas ha «ordinato alle Brigate Ezzedine al Qassam di rispondere all’aggressione degli occupanti in tutti i modi». «Il mondo rimarrà sorpreso della nostra risposta all’aggressione degli occupanti» ha detto Fawzi Barhoum, esponente del movimento estremista islamico. «Ora le Brigate Ezzedine al Qassam – ha aggiunto – hanno le mani libere per rispondere con tutti mezzi di cui possiede, inclusi i missili a lunga gettata e le azioni di martirio. Abbiamo la forza per controbilanciare questo terrorismo». Un appello simile è stato lanciato dalla Jihad islamica: «Tutti i combattenti hanno ricevuto l’ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele». Il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal, ha invocato una «terza Intifada». Meshaal ha esortato i palestinesi a scendere in campo per una «intifada militare contro il nemico sionista».

LE REAZIONI – L’Autorità nazionale palestinese, dalla Cisigiordania, ha chiesto a Israele di interrompere «immediatamente e senza condizioni» la sua «aggressione contro la Striscia di Gaza». Anche l’Egitto ha condannato l’operazione israeliana. E subito dopo l’attacco, l’Iran ha confermato che manderà la sua prima nave di aiuti destinati alla Striscia di Gaza malgrado il blocco navale israeliano.


LANCI DI RAZZI – Da giorni le autorità dello stato ebraico avevano anticipato l’intenzione di colpire Hamas dopo i ripetuti lanci di razzi in territorio israeliano dalla fine della tregua del 19 dicembre. E così, dopo l’escalation di attacchi con i razzi Qassam contro le comunità israeliane nel Negev occidentale, i jet si sono levati in volo per colpire simultaneamente le installazioni del gruppo integralista palestinese, che dal giugno 2007 ha il pieno controllo della Striscia. I vertici dell’esercito intendono ora esaminare la situazione dopo i raid aerei, prima di decidere sulla prossima fase dell’operazione. Il governo israeliano ha intanto reso noto che la decisione di condurre un’operazione contro la Striscia di Gaza è stata presa il 25 dicembre. «In seguito alle violazioni dell’accordo di tregua da parte di Hamas e i continui attacchi contro i cittadini nel sud d’Israele, il gabinetto nazionale di sicurezza ha deciso mercoledì 25 dicembre d’impartire istruzioni alle forze di difesa perché agissero per metter fine ai lanci di missili e gli attacchi terroristici provenienti da Gaza», si legge in un comunicato dell’ufficio del primo ministro, Ehud Olmert.



dalcorriere.it                                    inserito da Michele De lucia


 


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