RAVELLO GIORNATA DI STUDI PER DON IMPERATO SENIOR

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Più di cinque anni di silenzio, non sempre incolpevole, sono trascorsi dalla morte di Don Giuseppe Imperato senior, cimiliarca e storico ravellese (forse lo studioso principale di Ravello in Costiera Amalfitana di cui Positanonews ed il Ravellotime hanno più volte parlato). Da allora, non una lapide né una manifestazione ufficiale in suo ricordo. Solo ora, infatti, la comunità gli rende quel tributo che avrebbe sicuramente meritato molto tempo prima. Tuttavia, per antica consuetudine, i ravellesi sanno dividersi anche sulle iniziative “in memoriam”, quelle cioè che tendono a ricordare coloro che hanno contribuito alla crescita sociale, religiosa e culturale della città. E Don Peppino della sua città, Ravello, non è stato solo pastore e guida per oltre 25 anni, ma anche storico e strenuo difensore di ciò che il passato aveva lasciato ai posteri.Alla stessa patria “ingrata” aveva destinato anche la sua ultima fatica, conclusione della quarantennale attività di ricerca, che lo aveva visto ogni giorno studiare negli archivi e nelle biblioteche campane. In “Ravello nella storia civile e religiosa”, presentata al pubblico un giorno di dicembre di 18 anni fa, Don Peppino, citando il filosofo mazziniano Vincenzo Gioberti, ammoniva severamente il lettore con queste parole: “l’ignoranza e la indifferenza delle opere e dei monumenti degli avi è la peggiore sventura di un popolo”.Parole che facevano da eco ai versi dedicatori dello stesso volume, questa volta di Mons. Jean Marie Lustiger: “una chiesa come una città, dimentica del proprio passato, è destinata alla morte. Essa ha un futuro nella misura in cui memorizza il proprio passato e lo memorizza per l’avvenire”. Avvertimenti che purtroppo non hanno sortito del tutto gli effetti sperati se si pensa ai danni che quotidianamente si arrecano al patrimonio culturale e ambientale di Ravello.Ora finalmente, anche se in ritardo, Don Peppino sarà ricordato, il prossimo 28 dicembre, dagli amici, dagli studiosi e dalla sua gente, grazie all’iniziativa che timidamente l’Associazione culturale “Ravello Nostra” presenta alla collettività. Un dovere morale per questo sodalizio da lui fondato, un altro giorno di dicembre, questa volta di 34 anni fa, insieme ad altri ravellesi, molti dei quali non più viventi, ma che in vario modo hanno lasciato una traccia indelebile del loro passaggio su questa terra. Un’associazione che in tempi recenti, purtroppo, è stata definita “domestica e familiare”, quasi dimenticando l’impegno più che trentennale profuso nella crescita culturale e sociale del paese. La stessa “Ravello Nostra”, di cui Don Peppino è stato presidente, comprende oggi tra le sue fila anche gli “allievi” più diretti, i quali hanno avuto la fortuna di approfittare della sua disponibilità non solo negli studi, ma anche nelle necessità quotidiane. Una fortuna che purtroppo non ha avuto chi vi scrive, il quale, però, si è ben presto confrontato, per esigenze di studio e di ricerca, con questo illustre concittadino, che non da oggi va annoverato tra i figli più nobili della Ravello del XX secolo. Salvatore Amato

 


PROGRAMMA


28 DICEMBRE 2008 – ORE 18.45


DUOMO DI RAVELLO


Saluto del Sindaco, Avv. Paolo Imperato


I risultati raggiunti da Don Giuseppe Imperato


nell’attività di storiografo


(Prof. Gerardo Sangermano – Ordinario di Storia Medievale,


Università di Salerno)


I risultati ottenuti nella valorizzazione e nella tutela


del patrimonio monumentale ravellese


(Arch. Alberto White – Docente dell’Università La Sapienza)


Gli aspetti teologico-pastorali della sua produzione


letteraria (Don Giuseppe Imperato Parroco del Duomo di Ravello)


Il servizio alla comunità parrocchiale ravellese


(Don Angelo Antonio Mansi, Vicario Episcopale)


Prospettivo di studio storiografico nell’ambito del territorio


dell’antico Ducato di Amalfi


(Prof. Giuseppe Gargano, storico)


Conclusioni (Dott.ssa Maria Carla Sorrentino, Presidente Ass.ne


Culturale “Ravello Nostra”)