Napoli, nelle carte altri politici

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Ho organizzato una cena con Gianfranco. (…) Tu di’… guardi io mi devo vedere con Fini…»: questo il consiglio che il parlamentare del Pdl Italo Bocchino rivolge all’imprenditore Alfredo Romeo nel corso di una telefonata intercettata l’8 maggio 2007 che fa parte dell’enorme mole di atti depositati ieri e che sono alla base dell’inchiesta sull’appalto per il Global service della manutenzione stradale a Napoli che ha portato la scorsa settimana a 13 misure cautelari, alcune delle quali rivolte ad oramai ex assessori della giunta comunale. Romeo mostra di apprezzare: «Ok, ok» e Bocchino precisa: «Fagli capire che il tuo rapporto è solo ed esclusivamente quello…». Bocchino parla con Romeo di incontri fissati o da fissare con l’attuale presidente della Camera Gianfranco Fini. Non si sa se poi gli incontri ci siano stati e quale ne sia stato il tema, di certo Fini non risulta indagato. Appuntamenti che si intrecciano con altri incontri con vari personaggi, tra cui un certo Gennarino Esposito non meglio identificato. Fini è citato in diverse telefonate a partire dal 16 aprile 2007. In un colloquio (24 aprile) Romeo chiede al parlamentare notizie di un incontro al quale aveva fatto partecipare una persona di sua fiducia, la stessa che gli avrebbe riferito che «si avvia una stagione di interlocuzioni molto positiva con l’imprenditoria». Bocchino interviene e fa riferimento a un uomo che doveva ricevere la visita di Aznar (José Maria, l’ex premier spagnolo) che «ha legato bene alcune operazioni quindi diciamo anche con i rapporti esteri futuri insomma c’ha un appoggio solido, …». E Romeo risponde: «Abbiamo fatto una buona figura insomma».

Un intreccio di consulenze e raccomandazioni avanzate anche con toni da ricatto non esclude, almeno stando agli atti depositati, anche il partito di Antonio Di Pietro che la scorsa settimana ha annunciato l’uscita da tutte le giunte campane. Nelle intercettazioni, varie telefonate del figlio del leader dell’Idv, Cristiano Di Pietro, del senatore Nello Formisano e di Aniello Di Nardo, all’epoca dei fatti componente della segreteria del ministro Di Pietro. «Nel corso dell’attività investigativa – è scritto – sono emersi rapporti degni di approfondimento investigativo», fra l’altro, tra l’ex Provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone (agli arresti domiciliari) e il figlio dell’ex ministro, consigliere comunale a Campobasso. In particolare, in una telefonata la moglie di Mautone invita il marito a ricordare come lui «si è messo a disposizione di quel cretino di Di Pietro con il figlio». In particolare avrebbe favorito incarichi a professionisti segnalati da Cristiano Di Pietro. E gli interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni fornitori. Naturalmente, le richieste vengono immediatamente «esaudite» da Mautone che ne comunica a Cristiano l’esito. In un’altra conversazione la donna si rivolge a Mautone dicendogli: «Tu non ti devi muovere da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma». Ancora la moglie invita il marito a «buttarla sul ricatto al figlio di Di Pietro, che è l’unico sistema». Poi l’amico Mauro Caiazza suggerisce a Mautone che è fondamentale parlare con il figlio di Di Pietro e al riguardo Mautone «rappresenta che lui ha tutto sistemato in un certo modo che se non resta a Napoli salta tutto… e si frega prima di lui con tutti gli impegni che aveva preso».

Tra le circa 6mila pagine di atti, anche un presunto errore di persona (tra l’ex assessore capitolino Roberto Morassut e l’esponente del Cresme Roberto Mostacci) e riferimenti ad alcune telefonate intercorse tra Romeo e la presidenza della Regione Campania. Intanto ieri il coordinatore della Dda, Franco Roberti, ha annunciato il ricorso al tribunale del Riesame sulle decisioni del Gip. In pratica, l’intenzione è quella di chiedere per otto degli indagati le misure restrittive in carcere invece che domiciliari.

Sul fronte politico, infine, continua il lavoro del sindaco Rosa Russo Iervolino per ricomporre l’esecutivo sgretolato dall’affaire Romeo. La nuova giunta, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbe essere pronta tra Natale e Capodanno. Da ieri, la Iervolino ha incassato l’apertura del parlamentare Francesco Boccia, candidato all’assessorato al Bilancio. E ora spera in quella, più difficile, di Tiziano Treu.


dalsole24ore                inserito da Michele De Lucia


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