SALERNO, ESPOSITO SI DIMETTE. "IL TURISMO E´ MORTO"

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Oggi sul Corriere del Mezzogiorno, a firma di Gabriele Bojano, è uscita un’intervista molto interessante per chiunque si occupi di turismo dalla Costiera Amalfitana, al Cilento e finanche alla Penisola Sorrentina. Si riallaccia alle riflessioni fatte dal presidente provinciale degli albergatori Lorenzo Cinque a Positanonews, la Regione Campania sta trascurando gli interventi in provincia di Salerno e nelle zone periferiche e a tutt’oggi nel Piano della Comunicazione per un anno difficile come il 2009 c’è solo Napoli e Caserta, ciò a discapito di una visione globale del turismo che va visto in un’ottica diffusa per poter averne ricaduta per tutti, ma sentiamo l’intervista.
Uffici chiusi di pomeriggio e personale ridotto ai minimi termini. Ma cosa sta succedendo all’Azienda di soggiorno e turismo di Salerno? Doveva rappresentare il biglietto da visita della città del-l’ospitalità, collocata in una posizione oltremodo strategica, nella palazzina liberty dell’ex cinema Diana, a pochi passi dalla costruenda stazione marittima. E invece l’infopoint turistico, che visse negli anni ’70 la stagione d’oro del Festival Nuove Tendenze, sotto la presidenza del compianto Ferruccio Guerritore, oggi è in via di smobilitazione, come conferma il direttore Nicola Esposito, 66 anni di cui quaranta trascorsi nel turismo in prima linea (30 solo ad Amalfi). Già consigliere comunale democristiano negli anni dal 1985 al 1990 e presidente per dodici anni della Banca di Salerno. Esposito ha maturato una decisione dolorosissima: andare in pensione con un anno d’anticipo. Direttore, perchè va via? «Non posso continuare a fare il direttore di un’azienda che non c’è più». Allude al provvedimento voluto dall’assessore regionale Velardi che ha di fatto cancellato le 15 aziende turistiche campane? «Velardi ha capito che la legge sul riordino degli enti turistici non sarebbe mai passata in consiglio e allora, nelle more, non ha nominato i commissari e ha costretto le aziende a far capo agli enti provinciali del turismo. C’è un piccolo particolare, però». Quale? «Quest’estate in maniera scandalosa sono state finanziate tutte le aziende di Napoli senza mandare una lira a Salerno ». E come se lo spiega? «Forse c’era bisogno di rilanciare l’immagine compromessa dall’emergenza rifiuti. Di sicuro mentre a Napoli si continuava a lavorare dragando tutti i fondi possibili, solo a Salerno si distruggeva l’apparato turistico». Perchè dice così? Non ci sono stati grandi eventi anche da noi? «Il 90% di questi grandi eventi sono un pretesto per creare un indotto a favore di gente che deve campare. Solo il 10% sono eventi veri» Da quanto tempo l’Azienda di soggiorno è in crisi? «Dal 1˚ ottobre, da quando abbiamo deciso di tenere gli uffici chiusi il pomeriggio. Ma sono due anni che aspetto 50 mila euro dalla Regione». In quanti siete a lavorare ora? «L’Azienda ha sempre avuto una decina di dipendenti, dopo il 31 dicembre resteranno solo in due più due lavoratori socialmente utili». Il front office ne risentirà? «Non solo, è già da un po’ che non riusciamo a elaborare le statistiche sulle presenze turistiche a Salerno. Ho difficoltà anche a gestire l’ordinaria amministrazione». Qualcuno potrebbe però obiettare che il vostro ufficio sia un doppione, c’è già quello dell’Ept alla stazione, no? «Ma quello non è un ufficio d’accoglienza turistica, è un ufficio informazioni. Nove richieste su dieci riguardano il pullman per Ravello o il traghetto per Capri. Accoglienza vuol dire calore». Ma di questa situazione ne ha parlato mai all’assessore Velardi? «Quando lo incontrai la prima volta gli feci i complimenti per il maglioncino color salmone. Lei dev’essere un creativo, gli dissi. Poi però, alla luce dei fatti, mi sono chiesto: chi l’ha messo in quel posto e cosa fa? Non mi rappresenta, non è stato eletto dal popolo e non so che mestiere faceva prima. Velardi, poi, non è mai venuto a Salerno, non conosce neanche i beni di cui dispone l’Azienda, beni che valgono miliardi». Quali sono questi beni? «Il forte La Carnale, valutato dal catasto sette milioni di euro, l’ex cinema a luci rosse Diana, restituito a dignità d’ufficio, che ora langue con due persone dentro e un Urp che non serve a niente». L’Urp inaugurato a marzo da Bassolino? «Esattamente. E poi c’è il Museo Roberto Papi con quattromila pezzi della Scuola Medica Salernitana che da cinque anni aspetta 40 mila euro per poter essere inaugurato ». Prima di gettare la spugna, perchè non ha chiesto aiuto ai politici? «Ci ho provato, mi dicono di preparare un appunto ma non è così che si risolvono i problemi. C’è impreparazione della classe politica, tutta indistintamente. Ognuno coltiva solo gli orticelli personali. Solo l’ex ministro Conte è intervenuto con un articolo sul Mattino ». Quando ha deciso di andare in pensione? «Un mese e mezzo fa, mi sono presentato all’amministratore Ept, Rino Avella: vai dall’assessore e digli, ho risparmiato lo stipendio del direttore dell’azienda».

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