DIETRO LA GESTIONE DELL´AUDITORIUM UNO SCONTRO POLITICO. RAVELLO COME SPOLETO?

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Positanonews sta seguendo da cinque mesi lo scontro sulla gestione dell’auditorium di Ravello in Costiera Amalfitana. Ma come è possibile che un Comune non voglia dare la gestione di una struttura alla Fondazione di cui esso stesso fa parte?  Basta leggerci con attenzione e si ritrovano tutti i retroscena. Sulla nostra testata nella sezione Ravello abbiamo ospitato gli interventi dell’amministrazione comunale e del professor De masi, abbiamo anche assistito e riportato un consiglio comunale richiesto dalla minoranza guidata da Secondo Amalfitano. Da cinque mesi, cioè da quando era chiaro che l’Auditorium si sarebbe fatto e il Comune di Ravello, guidato da Paolo Imperato, dopo una iniziale contrapposizione, anche a suon di carte bollate, aveva capito che si sarebbe fatto e ha cambiato posizione sulla struttura, discutiamo di gestione. Pubblicate lettere dove è uscito di tutto, da una parte la maggioranza attacca perchè il capogruppo della loro opposizione, e candidato sindaco, Secondo Amalfitano è direttore di Villa Rufolo e avrebbe voluto un direttore generale per esautorarne il ruolo, dall’altra la Fondazione fa quadrato in considerazione che Amalfitano è stato l’artefice politico della nascita della Fondazione, il Comune replica a sua volta controreplicato. Il tutto è il frutto di una contrapposizione insanabile che dura da anni fra il vicesindaco Salvatore Di Martino e Amalfitano. Come uscire da questa impasse? In tutto questo si innesca il ruolo del professor Domenico De Masi che obiettivamente ha voluto e ottenuto a Ravello in Costiera Amalfitana l’Auditorium ideato da Oscar Niemeyer per Ravello e quindi portato una struttura di un enorme valore ideato da un archistar celebrata in tutto il mondo, che arriva il prossimo 15 dicembre a 101 anni. Eppure è inviso da parte della popolazione. E non solo perchè tiene Amalfitano direttore di Villa Rufolo. Qui si innescano altre dinamiche. De Masi a volte ci sembra come Menotti. Gian Carlo Menotti è stato l’antesignano dei Festival, fu il fondatore nel 1958 del Festival dei Due Mondi a Spoleto e, nel 1977, a Charleston (Carolina del Sud), della versione statunitense del festival, lo Spoleto Festival USA, ma è stato fortemente avversato dalle amministrazioni comunali (accusato di essere dispotico, di fare lavorare solo il suo entourage, di non coinvolgere i residenti e di non far entrare nelle scelte il Comune). Ci sono delle caratteristiche comuni nelle accuse che vengono rivolte ai due, fra l’altro anche De Masi sta lavorando ad un Festival bis in Brasile, ma non si è arrivati a questi livelli e, speriamo, non ci si arriverà. Le accuse sono quelle, ma non ci sembra che il Festival non faccia lavorare persone di Ravello e della Costiera Amalfitana, ci sono figure che obiettivamente non sono presenti ancora sul territorio e, inoltre, il confronto non può che arricchire e far crescere, crediamo che forse neanche a Spoleto fosse così grave la cosa anche se si dipingeva a tinte fosche. Si vede che le contrapposizioni sono connaturate all’essere umano in quanto animale politico e quindi legato al potere. Dal momento che il Festival di Spoleto era diventato un potere entrava di fatto nell’agone politico con tutte le conseguenze che vi possono essere, magari pure al Festival di Ravello è successo questo. Forse. Intanto il Festival di Spoleto è andato avanti per mezzo secolo fino dopo la morte di Menotti. Comunque al non si sa se si riuscirà o meno ad inaugurare l’auditorium per il primo luglio, non siamo a conoscenza del cronoprogramma dei lavori e quindi non possiamo che attenerci alle dichiarazioni di parte,  ma i lavori stanno procedendo e comunque sia entro il 2009 sarà pronto l’auditorium. Venti milioni di euro  sarà costato il tutto e ci saranno altri costi aggiunti per la gestione annuale. Questi soldi vengono dalla Regione Campania che tace. L’assessore Regionale Claudio Velardi interpellato da noi non ci ha risposto, anche se ha assicurato che sarebbe venuto in Costiera a parlare dello sviluppo turistico dell’area e della promozione per il 2009 che ancora non si vede. Intanto ci sono degli studi sulla gestione economica commissionati sull’auditorium dalla stessa Regione Campania  sarebbe interessante conoscerli. Ma al momento non si sa nulla su quello che succederà. Crediamo che alla fine il buon senso prevalga e che in ogni caso si vada ad un compromesso nell’interesse del paese. Il Comune deve trovare una via d’uscita. O trova un accordo con condizioni accettabili da entrambi le parti per far gestire l’auditorium alla Fondazione o comunque, sia se il comune voglia dare in gestione a terzi o in economia,  si trova un’intesa per cui il Ravello Festival venga in qualche modo ospitato nell’Auditorium, sia per le prove dei concertanti che per qualche evento. Una soluzione monca, ma si cominci. Di fatto il Ravello Festival è destinato a crescere, l’idea stessa di Fondazione e la sua struttura organizzativa è stata esportata, chi ci è riuscito, come la Fondazione Sorrento, sta operando discretamente bene, chi non ci è riuscito, come Positano e Amalfi, guarda comunque al progetto Ravello o per estenderlo in Costiera o per prenderlo a modello. Il punto è che bisogna creare delle strutture che pensino esclusivamente agli eventi e alla promozione turistica del territorio dove vengano coinvolti privati e pubblico, bisogna arrivare a unire le forze e non a dividerle. Come fare questo è il problema.
Michele Cinque