RAVELLO AUDITORIUM IL COMUNE VUOLE ESTROMETTERE LA FONDAZIONE DALLA GESTIONE

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L’Auditorium di Ravello ancora al centro delle polemiche. Dopo la notizia della sua apertura con l’inaugurazione prevista per il 1° luglio, e le interminabili battaglie a suon di carta bollata, tra oppositori e fautori del progetto firmato Oscar Niemeyer, inizia ora un’altra questione: chi gestirà la struttura che dovrebbe essere operativa 12 mesi l’anno, e con un fitto cartellone di eventi legati al Ravello Festival? Sarebbe logico pensare la Fondazione Ravello, visto che con il presidente Domenico De Masi è stata la più tenace fautrice dell’opera. Che invece gli attuali amministratori comunali hanno osteggiato fin dal primo momento. Adesso invece l’amministrazione di Paolo Imperato, sembra tutt’altro intenzionata a lasciarsi sfuggire l’occasione di mettere le mani sulla struttura. La Fondazione Ravello, ovviamente, non ci sta, ed ecco aprirsi un’altra diatriba. Domenico De Masi Perché senza il controllo diretto sull’uso della struttura, resta notevolmente compromessa la programmazione culturale di respiro internazionale. Specialmente quella che si pensava di realizzare nei periodi fuori dall’alta stagione. In un documento, diffuso durante un convegno che si è svolto alla Mostra d’Oltremare,si parla di “venti buoni motivi per affidare alla Fondazione Ravello l’inaugurazione e la gestione dell’Auditorium Oscar Niemeyer”. Tra i principali motivi c’è oltre alla gestione del Ravello Festival – che dovrebbe traslocare parte della sua attività durante i mesi piovosi, all’interno dell’auditorium – la struttura che fa capo alla Fondazione ha dalla sua uffici di amministrazione che già lavorano, una produzione, un settore comunicazione, le pubbliche relazioni, commerciale e marketing che sono in grado di diventare immediatamente operativi anche per l’Auditorium. Paolo Imperato e Antonio BassolinoInsomma c’è già una macchina ben efficiente e già pronta a partire, mentre dal lato comunale ci sarebbe da costruire tutto di sana pianta, essendo impensabile che la già carente burocrazia municipale sia in grado di operare efficacemente in questo settore di alta specializzazione. Ed ora ci si accinge ad un’altra estenuante battaglia dopo 9 processi costati 600 mila euro di spese legali. Quanto costerà mettere in piedi una nuova Fondazione per l’auditorium, come sembra sia intenzionato a fare il Comune, e dove si reperiranno i fondi necessari?


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