SALERNO, VICENDA SEA PARK. RINVIO A GIUDIZIO PER DE LUCA E 46 PERSONE. ANTEPRIMA

0

 

Per la vicenda Sea Park  il Gup del tribunale di Salerno, Anita Mele alle otto di questa sera ha rinviato a giudizio il sindaco Vincenzo De Luca, il suo predecessore Mario De Biase, gli ex assessori comunali, Franco Mari e Mariano Mucio, il presidente dell’Asi Felice Marotta, alcuni industriali provenienti dal nord Italia e diversi tecnici comunali. In tutto sono quarantotto le persone rinviate a giudizio in relazione all’inchiesta, cominciata alla fine degli anni ’90, sulla realizzazione del parco marino a tema, il cosiddetto Sea Park. Le imputazioni vanno dalla concussione, alla truffa, all’associazione per delinquere. Il sindaco De Luca è stato assolto, invece, per i reati di violenza in danno dell’ex assessore Martino e per abuso in atti d’ufficio. I fatti risalgono alla fine degli anni novanta, quando Vincenzo De Luca era stato eletto per la seconda volta di seguito sindaco del capoluogo e riguardano i suoli occupati dall’industria Ideal Standard, nella zona industriale a sud del capoluogo e destinati alla costruzione per alcune ditte che avrebbero dovuto supportare la realizzazione del parco marino. Le contestazioni nascevano dalle varianti apportate ai progetti e dalle scelte urbanistiche, che secondo i consulenti del pm Gabriella Nuzzi non risultavano legittime e finalizzate a favorire interessi privati . L’inizio del dibattimento è stato fissato per il 2 marzo 2009, dinanzi al secondo collegio penale del tribunale di Salerno De Luca, difeso da Paolo Carbone, Mario De Biase, il vicesegretario generale del Comune di Salerno, Felice Marotta, gli ex assessori Franco Mari e Mariano Mucio, gli imprenditore Antonio e Lorenzo Maiolica, il dirigente dell’ufficio urbanistica, Bianca De Roberto, il responsabile dello Sportello unico per le attività produttive, Alberto Di Lorenzo, l’ex responsabile dell’ufficio di piano, Ercole De Filippo, e il sindacalista Cgil Giovanni Berritto. Il decreto di rinvio a giudizio, che ha travolto 46 persone, escludendo l’avvocato Edilberto Ricciardi, è stato emesso ieri sera alle otto, dopo una camera di consiglio durata oltre tre ore.
 
 

Il primo ed il più grande parco marino a tema d’Europa, il Mediterranean Sea Park, doveva sorgere a Salerno e coniugare  biologia marina, archeologia marina e tecnologia.. Così iniziava la scheda di presentazione del progetto messo a punto nel 1999 al momento della chiusura dello stabilimento salernitano della Ideal Standard.  Una dismissione che non ebbe contestazioni dai sindacati, fatta dopo una variante voluta dall’ASI, con un progetto ambientalmente sostenibile che si è visto ridotto a causa degli espropri e affiancato (o del tutto sostituito) da idee e progetti di  una centrale elettrica prima e anche un termovalorizzatore o termodistruttore con paventati rischi per la salute. L’inchiesta nasce dalle varianti apportate alla pianificazione urbanistica degli anni novanta e ha preso il nome del progetto che apparentemente si sarebbe dovuto realizzare. Il Sea Park. Tutto prendeva spunto dall’accordo tra la Cecam di Modena e la società milanese che cedeva lo stabilimento (ad un prezzo “politico” di 1,8 mld di lire) in cambio dell’impegno di reindustrializzarlo e riavviare ad occupazione i lavoratori (In un primo momento più di 200 poi ridottisi a 130 nel 2003). Il tutto avvenne senza grandi proteste dei sindacati e dopo una variante dell’ASI.  Sempre andando a rileggere le note di presentazione è interessante notare altri aspetti del parco: “Nato come un grande progetto industriale nel campo dell’intrattenimento e del turismo, il Mediterranean Sea Park si propone come una nuova ed importante risorsa di riqualificazione del territorio e di incremento dell’economia locale, creando circa 450 nuovi posti di lavoro e oltre 2000 legati all’indotto. Costruito su 300.000 mq di superficie, il parco è stato progettato prestando grande attenzione all’impatto socio-ambientale ed all’inserimento architettonico della sua struttura.” L’area individuata allora, come oggi, è quella della Litoranea orientale di Salerno. “Il progetto del Mediterranean Sea Park nasce dalla collaborazione di un nutrito team di esperti, tra i quali figurano biologi, archeologi, architetti, informatici e scenografi di lunga esperienza e chiara fama, che hanno contribuito a renderlo unico nella sua complessità, facendone una struttura viva e dinamica, in perfetta fusione tra rigore scientifico e didattico da una parte e finalità ludiche e di intrattenimento dall’altra. L’aspetto più strettamente “biologico” del parco è sviluppato grazie alla presenza di 32 vasche per un volume di 20.000.000 di litri, di una vasca oceanica da 6.000.000 di litri che ospiterà squali e mante, e di un delphinarium di tipo lagunare, che sarà impiegato anche per il recupero di animali. Il Mediterranean Sea Park, grazie alla presenza di oltre 200 specie tra invertebrati, pesci, crostacei e molluschi, riprodurrà fedelmente l’ecosistema del Mar Mediterraneo in tutta la sua complessità e ricchezza: a partire dall’acqua, pescata nel Golfo ad una profondità di 30 metri e trattata solo con filtri di sabbia, fino all’alimentazione degli animali ospitati, per la quale si predisporranno opportune catene trofiche. All’interno del parco, l’esperienza interattiva giocherà un ruolo di primo piano: l’uso di avanzate tecnologie consentirà al visitatore di “sperimentare” il mare, grazie a simulazioni, giochi individuali o a squadre, utilizzo di collegamenti internet e realtà virtuale. L’archeologia marina è la terza attrattiva offerta dal Mmediterranean Sea Park. Elemento centrale sarà l’Archivio Geologico del Mare, una banca dati internazionale che raccoglierà informazioni sui reperti navali dalla preistoria all’ultima guerra mondiale; contestualmente, sarà possibile ai visitatori seguire le fasi di costruzione delle navi in un arsenale ricostruito su un modello d’epoca. A testimonianza del patrimomio culturale ed archeologico presente nel Mediterraneo, alcuni interessanti reperti troveranno posto in diverse aree del parco, in un turn-over realizzato in accordo con la Soprintendenza Archeologica per le Province di Salerno, Avellino e Benevento. La mediazione del processo di ritrovamento e di restauro dei beni archeomarini trasformerà il concetto di museo in qualcosa di vivo ed interattivo. Ideatrice del parco è la società SEAPARK, nata dalla volontà di evolvere il mercato italiano ed internazionale nel campo dei parchi a tema nelle grandi strutture di musealità ed intrattenimento didattico. Il progetto si avvale della collaborazione del CNR Istituto Talassografico di Messina, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e dell’Istituto Oceanografico di Mosca per la robotizzazione subacquea. Sono in corso di formalizzazione altre importanti convenzioni con enti ed istituzioni italiani ed esteri. Presso il Mediterranean Sea Park, sempre nel settore della ricerca scientifica nel campo della biologia marina, è stato attivato un dottorato di ricerca post-lauream dell’Università di Siena. ” Tutto rimasto sulla carta