RAVELLO NOSTRA ACCUSA, LE OPERE DI VILLA RUFOLO A SOTHEBYS SONO DELLA CITTA´

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Ravello, Costiera Amalfitana. E’ cominciata stamane la lotta contro il tempo per impedire ai tre preziosi reperti della collezione di Nevile Reid, usciti allo scoperto di recente, di essere battuti all’asta. Già dalla giornata di ieri, quando la notizia  è stata resa nota dalla stampa (e Positanonews ha pubblicato il link del sito da dove poter riconoscere le opere, ndr) , Lorenzo Imperato, presidente onorario della storica associazione culturale “Ravello Nostra”, ha potuto riconoscere le opere attraverso le foto fornite dal web. La successiva consultazione con Anna ed Immacolata Cicalese, figlie di Luigi, fattore di Nevile Reid che per anni custodì gelosamente il patrimonio raccolto dall’illuminato filantropo, ha accertato che le tre opere (un vaso greco proveniente da Paestum, un sarcofago ed un frammento di rilievo scolpito su marmo dal valore complessivo di circa 70mila dollari) sono state sottratte a Villa Rufolo nella metà degli anni settanta, allorquando il complesso monumentale venne acquistato dall’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno. E non nel 1939 come sostiene la casa d’aste  Sotheby’s che alle 14 di mercoledì 10 dicembre prossimo prevede di aggiudicare le opere al miglior offerente. Secondo le testimonianze, dunque, il trafugamento sarebbe avvenuto all’atto della vendita di Villa Rufolo nel 1974. Ad avvalorare la tesi del furto rispunterebbe un episodio sinistro: il tentativo, da parte della Madame Tallon-Laicata (ereditiera dell’intero patrimonio di Reid) di espatriare furtivamente a Parigi un carico di reperti prontamente bloccato in fase di imbarco all’aeroporto di Napoli. Anche allora l’intervento dello stesso Imperato, e di altri benemeriti Cittadini Ravellesi, consentì ad una lastra sepolcrale marmorea del IV sec. d.C., raffigurante un’adorazione, proveniente dal Monastero della S.S. Trinità, di ritornare a Ravello. Da stamane, a seguito della denuncia esposta dal professor Imperato, la locale stazione dei Carabinieri è in continuo contatto con il Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma. Già per domani si attendono notizie più precise circa la possibilità di riuscire a bloccare l’asta e consentire un celere ritorno delle opere a Ravello in Costa d’ Amalfi.
Emiliano Amato
Il Vescovado
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