RAVELLO, INCONTRO PER LA SCUOLA. MAMME SUL PIEDE DI GUERRA

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E’ stato un successo l’incontro per le scuole di Ravello voluto dalle mamme per le condizioni in cui versa la scuola media della Città della Musica. Ma da questa iniziativa per Ravello la protesta delle mamme si sta estendendo a tutta la Costiera Amalfitana, anche se è difficile smuovere l’indolenza di paesi abituati a vivere principalmente di turismo e a non pensare ai problemi sociali. Ieri sera alla riunione delle mamme di Ravello sono andate anche mamme di Scale. Ma i problemi per le scuole sono presenti dappertutto, Positano con i bimbi delle materne costretti a farsi un centinaio di scalini anche sotto la pioggia e con aule ancora senza uscita antipanico, Praiano, Amalfi, Cetara, chi più chi meno ha dei problemi. Ravello ha un problema eclatante all’ingresso della scuola media con i calcinacci che pendono seppur coperti da una rete metallica. Almeno qui l’amministrazione ha disposto un sopralluogo dopo la tragedia di Rivoli. “E stato bello vedere anche mamme di Scala interessarsi ai problemi della scuola – ha detto una mamma -, ci sono tante problematiche da affrontare, non solo la struttura, ma anche la mensa non è da sottovalutare. Il fatto è che in questi luoghi turistici i problemi sociali vengono del tutto trascurati. 

Si è proposta la fondazione di un associazione di genitori Ravello-Scala che
possa portare avanti con più forza le questioni inerenti al mondo della
scuola,dalla mensa , alla costruzione di un nuovo edificio scolastico o
all’ampliamento di quello esistente ma sopratutto che si batta per non far
unire i due plessi.Cosi infatti si perderebbero insegnanti, personale non
docente,e i ragazzi formerebbero classi numerose che ,fino ad un massimo di 33
alunni .non possono venire divise…….e cosi via,considerando anche che
dall’anno prossimo sarà in vigore il maestro unico!
Come vedi siamo molto
sensibili a questo problema perchè è proprio vero, che in paesi come i nostri
,si pensa QUASI ESCLUSIVAMENTE al turismo e tutto il resto passa in
second’ordine ma ora è davvero impossibile far finta di non vedere una scuola
media ospitata in un convento (ad uso deposito) con uno sfratto da parte dei
frati conventuali e ancora piu grave,con soffitti fatiscenti tenuti su da una
rete di protezione!
A questo punto c’è bisogno di far sentire la nosta voce e
siamo disponibili a sugggerire, collaborare e partecipare attivamente
,affiancando le Istituzioni competenti e NON contrastandole come invece si pensa
in casi come questi!”