Presepi, rivolta nei vicoli di Napoli

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Chiuso per protesta. Alla faccia dei turisti di mezzo mondo pronti a riversarsi nei vicoli di San Gregorio Armeno, cuore della tradizione del presepe napoletana. Chiuse le bancarelle, saracinesche delle botteghe abbassate. E la protesta dei commercianti – abusivi – che contestano l’ordinanza del sindaco che prevede l’abbattimento delle baracche senza autorizzazioni. Per solidarietà, o per timore, hanno aderito anche gli artigiani in regola.

La tensione è salita la mattina presto, quando un centinaio di vigili urbani si sono presentati nei Decumani per «tutelare l’arte presepiale, uno dei valori della città», spiega l’assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Luigi Scotti. Una decisione che, invece, non è andata giù agli ambulanti della zona che hanno risposto al blitz con una serrata. Incatenati ai box abusivi e armati di benzina: un muro umano per evitare di perdere il proprio «punto vendita». «Da generazioni – ha spiegato un portavoce dei venditori ambulanti – allestiamo il mercatino di Natale pagando regolarmente al Comune la tassa per l’occupazione del suolo. Quest’anno, nonostante nostre sollecitazioni, le istituzioni non hanno consentito il rinnovo del permesso. Ma chi ci amministra deve capire che da queste bancarelle, da quanto vendiamo in questi pochi giorni, dipende l’economia e la sopravvivenza di decine di famiglie».

La resistenza è durata per tutta la mattinata. In rinforzo anche una nutrita pattuglia di bambini e donne con cartelloni di protesta. I manifestanti hanno poi lasciato le trincee permettendo ai vigili di smantellare tutto. Ma non si sono arresi. Hanno marciato verso Palazzo San Giacomo, sede del Comune, per ottenere udienza. Accompagnati da Antonio Esposito, presidente dell’Associazione artigianato presepiale, sono stati ricevuti dall’assessore Scotti, e dai rappresentanti dei cinque assessorati competenti sulla fiera natalizia.

Il problema non è da poco: secondo l’ultimo censimento solo 75 commercianti di pastori su 114 hanno le autorizzazioni. L’amministrazione ha fatto un passo verso gli artigiani. Entro 24 ore infatti, l’Associazione di artigianato presepiale, organizzatrice della fiera, fornirà un elaborato grafico con nomi e cognomi per consentire, al Servizio Commercio su Aree Pubbliche, di rilasciare le autorizzazioni agli operatori che ne hanno diritto. Gli artigiani, però, si stanno organizzando: «Abbiamo costituito un consorzio – spiega Marco Ferrigno, maestro pastoraio e tra i più attivi promotori dell’iniziativa -, con cui dal 2009 tuteleremo il pastore doc, come si fa con la pizza e la mozzarella, e garantiremo il rispetto delle regole». Del consorzio fanno parte le botteghe storiche, come quelle dei Di Virgilio e dei Capuano («Tutelerà e diffonderà l’immagine di Napoli nel mondo, il nostro centro storico farà invidia a Firenze»), ma qualcuno è scettico. «C’è bisogno di ben altro – commenta Giuseppe Cesarini – e invece pare che ai nostri amministratori interessi solo il senso unico pedonale. Ma questo non è un museo».

Ma questi sono solo assaggi dell’operazione legalità che scatterà questo fine settimana. Agenti in borghese contro i borseggi, di vigili urbani per controllare le tariffe dei taxi, lotta agli ambulanti e l’accattonaggio minorile. «Il borgo ha bisogno di riorganizzazione degli spazi – ha spiegato uno degli artigiani -, ma perché farlo con i manganelli a pochi giorni dal ponte dell’Immacolata, quando vendiamo di più?».


lastampa                  inserito da Michele De Lucia


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