NAPOLI, LE MANI DELLA MAFIA SUL PORTO DI NAPOLI

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Dalla Sicilia alla Campania lo scenario che presenta Napoli è sempre più inquietante. Le mani dei boss mafiosi palermitani si sarebbero allungate anche sul porto di Napoli. Il primo in Cosa nostra ad avere avuto questa intuizione è stato il mafioso latitante, Gianni Nicchi, fra i 30 ricercati più pericolosi d´Italia. L´uomo d´onore palermitano, sicario fidato del padrino Nino Rotolo, detenuto, voleva mettere le mani sull´affare degli sbarchi nei porti italiani dei containers in cui vi erano prodotti made in Cina. Containers in cui vi è merce di ogni tipo: scarpe, bulloni, prodotti hi-tech, motori di macchine, magliette, specchi, generi alimentari sottovuoto. Il giovane boss, come emerge dalla motivazione della sentenza del giudice Piergiorgio Morosini sugli imputati del processo Gotha, vuole togliere il monopolio dell´affare ai gruppi camorristici che controllano il porto di Napoli. Per Nicchi se i prodotti sono destinati anche ai commercianti cinesi che lavorano a Palermo, allora Cosa nostra “deve avere la sua fetta di torta”. Secondo il latitante l´associazione deve essere pronta a mettere a disposizione i suoi contatti sul porto del capoluogo siciliano per “garantire la buona riuscita” delle operazioni. Il latitante Gianni Nicchi ha capito che il porto di Napoli dove avvengono gli sbarchi dei containers con i prodotti della Cina viene deciso a Roma. E riferisce al suo padrino, Nino Rotolo, di avere i contatti giusti a Napoli per entrare anche in quel business. Nicchi ha già in mente un piano operativo, come si apprende da una sua intercettazione con Rotolo: “Gli diamo un posto dove possono armare, a quel punto, senza farli armare qui a casaccio, gli mettiamo, ´Padrino´, non solo la tassa di rione…, gli mettiamo pure la tassa negli sbarchi, e negli imbarchi che loro fanno, in alcuni prodotti che per ora stanno andando, ora questi motori, prodotti di macchine e cose. Ora noi gli diciamo, voi qua non dovete mandare a nessuno…”. Gianni Nicchi è l´uomo “nuovo” di Cosa nostra, al centro di ogni strategia corleonese, dalla droga alle estorsioni, dai nuovi affari transnazionali, agli appalti. Ha contatti con il crimine organizzato a Milano e con i gruppi camorristici a Napoli. I magistrati lo indicano come “astuto, aggressivo e prende decisioni in tempi rapidi”. E´ freddo e senza scrupoli. Nicchi è latitante da giugno 2006. Ogni giorno che passa in libertà accresce la sua forza dentro l´organizzazione. L´ultima sua foto è stata scoperta ieri a Milano in un garage di un indagato arrestato per una rapina a casa Damiani.