PENISOLA SORRENTINA, IL WWF DENUNCIA DISCARICHE D´AMIANTO SUL MARE

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Siamo nel centro del Parco marino di Punta Campanella, fra Positano e Sorrento, in un’area super protetta visto che insiste anche il Parco dei Monti Lattari. Eppure, addirittura sul mare, verso la spiaggia di Recommone a Massa Lubrense,  all’alveo di un fiume,  spunta l’ennesima megadiscarica a cielo aperto, l’ennesimo sversatoio di materiali edili e di risulta a mezzo dell’ennesimo dossier di denuncia del Wwf inviato alla Procura di Torre Annunziata, ai carabinieri di Sorrento e all’Asl di Sant’Agnello Ufficio Igiene e Profilassi Ambientale: a Massa Lubrense, in località Metrano, imboccando via Colarusso e proseguendo verso il mare per una stradina originariamente sterrata ed ora cementificata, costeggiando il rivo Sciulia sfilano nell’alveo grossi cumuli di materiali edili, rifiuti ingombranti, copertoni, taniche contenenti olio minerale esausto e numerosi pannelli e manufatti in amianto accatastati, a quintali. Sfiorano gli oliveti un’autovettura in decomposizione e cumuli di materiali edili e bituminosi. Il rivo Sciulia sfocia a strampiombo sull’affollatissima conca di Recommone, al centro del Parco marino, zona protetta a vocazione naturalistica e turistica: siamo su uno dei principali sentieri di trekking della Penisola, Alta Via dei Monti Lattari.L’ennesima megadiscarica a cielo aperto…l’ennesimo sversatoio di materiali edili e di risulta…l’ennesimo dossier e denuncia del WWF Penisola Sorrentina, inviato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al Comando N.O. Carabinieri di Sorrento e all’A.S.L. di S.Agnello Ufficio Igiene e Profilassi Ambientale sulla spiaggia di Recommone a Massalubrense “Ancora un esempio di sottocultura e arretratezza – dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – cosa oramai comune quando si ha a che fare coi rivi e valloni della penisola sorrentina, considerarati (complice una diffusa malformazione mentale) nient’altro che baratri da riempire con lingue d’asfalto e da colmare con materiali di ogni sorta…finanche pericolosi e tossico-nocivi per la salute e per l’ambiente!!!…abbiamo fotografato tra l’altro diverse grosse taniche in plastica piene di olio esausto di motori, che giacciono in mezzo ai rifiuti, all’eternit in decomposizione sull’orlo del canyon, e tra la vegetazione secca della macchia mediterranea…una vera bomba innescata, posizionata in un area ad alto rischio incendio e già percorsa dalle fiamme!!!” Ancora un esempio di mancato controllo e di inesistente interesse da parte delle amministrazioni locali, per le quali le campagne ed i luoghi naturali spesso acquistano importanza e valenza solo in funzione del possibile riscontro elettorale dei suoi abitanti…ovvero tutto è concesso (abusi, discariche, saccheggi) purchè ci sia il consenso elettorale…tanto poi, a catastrofe avvenuta, c’è la solita e pronta giustificazione: “non c’è la possibilità di controllare…il territorio è vasto…non abbiamo i mezzi…bla…bla…bla” “E pensare che sarebbe bastata una “ronda” di ispezione anche una volta al mese – aggiunge Claudio d’Esposito- perché la discarica da noi individuata è stata (e lo è tuttora) usata sfacciatamente ed impunemente per anni e, cosa ancor più grave, riteniamo con molta probabilità proprio da abitanti del luogo…incuranti della presenza di coltivazioni e di ulivi al confine con i rifiuti pericolosi: da un lato l’olio-dop e gli ulivi secolari… dall’altro l’olio esausto di combustione e i manufatti in amianto!!!” Di seguito stralcio dell’esposto WWF- “…a Massa Lubrense, in località Metrano, imboccando via Colarusso e proseguendo in discesa in direzione sud verso il mare, una stradina – originariamente sterrata ed ora cementificata -conduce in località Pozzo.La strada dopo aver incrociato il rivo denominato Sciulia lo costeggia per un lungo tratto seguendo una recinzione in pali di castagno e rete…per l’intero tratto della sponda destra idraulica al confine con la carreggiata della strada sono presenti, e chiaramente visibili nonostante la vegetazione che li ricopre, numerosi cumuli di materiale di vario genere, riversato rovinosamente dalla strada all’interno dell’alveo stesso e smaltiti nel tempo senza soluzione di continuità. Tali grossi cumuli di rifiuti (per lo più materiali edili, ma anche oggetti ingombranti, copertoni di autoveicoli, ecc) giacciono pericolosamente lungo la scarpata idrografica. Tra i materiali in sito c’è da segnalare la presenza di diverse taniche in plastica contenenti olio minerale esausto e numerosi manufatti in amianto. Inoltre, quasi al termine della suddetta stradina è presente, al margine di oliveti coltivati e depositata da anni, un’autovettura stargata in avanzato stato di decomposizione e, alla fine della strada, ancora cumuli di materiali edili e bituminosi. CONSIDERATO la portata altamente tossica del materiale in amianto – presente nel sito sopra descritto – a causa delle fibre e della polvere di asbesto estremamente pericolose per la salute umana; la vicinanza di tali materiali al terreno; il rischio che le tubature in amianto possano con la loro progressiva disgregazione (già in avanzato stato) proprio per l’esposizione agli agenti atmosferici ed al contatto diretto col suolo, andare a contaminare l’ambiente circostante; il pericolo incendio costituito anche dalla presenza delle diverse taniche contenenti liquido infiammabile e riverse tra la vegetazione secca ; il rischio che i diversi materiali, scaricati in modo dissennato nella scarpata del rivo Sciulia e incombenti proprio su di uno dei principali sentieri trekking della Penisola (Alta Via dei Monti Lattari – CAI 00), possano rovinosamente precipitare e causare grave pericolo per la pubblica e privata incolumità; VISTO CHE il sito in oggetto ed il rivo Sciulia, che sfocia sulla spiaggia di Recommone all’interno dell’Area Marina Protetta Punta Campanella, è di enorme interesse paesistico-ambientale ed inserito a ragione in area sottoposta a vincolo, nonché classificata dall’Autorità di Bacino del Sarno a rischio idrogeologico; le enormi quantità di materiale inquinante, depositate al suolo da anni, potrebbero portare nel tempo ad ulteriori estreme conseguenze dannose per l’Ambiente e la salute pubblica vista anche la vicinanza ad un corso d’acqua ed a zone coltivate; nonostante precedenti segnalazioni…nessuno ha provveduto ad oggi ad eliminare la situazione di pericolo sopra descritta; nei pressi del sito segnalato, proprio in via Colarusso, è presente una grossa area adibita a deposito- vendita materiale edile…dove sono presenti grossi cumuli di scarti e rifiuti di lavorazioni edili; Tutto ciò premesso il WWF ha chiesto, a ciascuno per quanto di competenza, un immediato intervento atto ad accertare eventuali responsabilità amministrative e/o penali e ad ottenere l’immediata bonifica dei siti contenenti materiali inquinanti.