Borse, Europa e Wall Street in forte calo Il mercato dell´auto crolla a novembre

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MILANO – Ancora una giornata difficile per le Borse che chiudono tutte in forte calo. Male anche Milano, con il Mibtel che alla fine cede il 5,36%. In flessione anche Francoforte che perde il 5,88%, Parigi (-5,60%) e Londra (-5,19%). I listini del Vecchio Continente hanno mandato in fumo complessivamente 307 miliardi di euro. L’indice paneuropeo DjStoxx 600 ha accusato un ribasso del 6,33%. E a fine giornata è arrivata pure la notizia del crollo di Wall Street: alla Borsa newyorkese l’indice Dow Jones arretra del 7,62% a 8.156,42 punti, il Nasdaq cede l’8,83% a 1.399,91 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’8,84% a 817,01 punti.

LA GIORNATA – I listini del Vecchio Continente partono male, accelerano al ribasso a metà mattinata dopo il dato del Pmi manifatturiero dell’Eurozona di novembre, sceso a quota 35,6 punti, molto al di sotto delle stime degli analisti, che conferma la situazione di recessione economica nel Vecchio Continente. E poi cedono ancora terreno sul forte calo di Wall Street che apre in ribasso (Dow Jones -1,64%, Nasdaq -2,65%) e poi perde ancora terreno con il Dow Jones che attualmente è in flessione del 4,59%, mentre il Nasdaq perde il 5,53%.


TITOLI – Sul fronte delle quotazioni, sotto pressione a Piazza Affari i titoli della galassia del finanziere Romain Zaleski. L’incertezza sulla situazione della Tassara, da lui controllata (venerdì Zalesky ha ritenuto insoddisfacente il piano di salvataggio messo a punto dalle banche di cui lui ha in portafoglio quote azionarie considerevoli), commenta un operatore, «pesa sull’andamento delle azioni in portafoglio al finanziere date a garanzia di finanziamenti». Le banche creditrici della Tassara, con in testa Unicredit e Intesa Sanpaolo, hanno tuttavia rispedito a Zaleski l’ultima proposta di ristrutturazione del debito, proposta che prevedeva il congelamento per 12 mesi del pagamento degli interessi. Le trattative sono in corso e, secondo indiscrezioni, potrebbero arrivare a una soluzione positiva. Intanto però a fare le spese dell’incertezza che grava sul mondo finanziario sono soprattutto i bancari, in particolare il Banco Popolare (-16%) penalizzato dalla fine delle trattative della controllata Italease e Intesa Sanpaolo (-8,60%).





MERCATO DELL’AUTO – Subito dopo la chiusura dei mercati sono però arrivate notizie pessime per il settore auto. Il mercato dell’auto in Italia è infatti affondato a novembre: nel mese appena concluso le vendite di autovetture sono infatti crollate del 29,46%, a 138.352 unità, contro le 196.125 di un anno fa. Si tratta del maggior calo mensile dal 1993. Lo rende noto il ministero dei Trasporti. A ottobre il calo era stato del 18,89%. Nei primi undici mesi dell’anno sono state immatricolate in Italia 2.018.587 unità, segnando una flessione del 13,40% rispetto alle 2.330.883 dello stesso periodo del 2007.
Il gruppo Fiat ha registrato un calo del 28,6% a 43.277 veicoli, con una quota di mercato del 31,28%. La quota Fiat era del 32,8% a ottobre 2008 e al 30,9% nel novembre 2007.
Nel settore dell’usato i passaggi di proprietà, comprensivi delle minivolture, sono stati 394.667 il mese scorso, segnando una flessione del 12,45% su novembre 2007. Tra i costruttori esteri il primato delle vendite a novembre in Italia spetta ancora una volta a Ford (11.939 unità), con un calo del 22,87% rispetto al pari periodo del 2007. In seconda posizione si mantiene Volkswagen (8.918 unità, -25,81%), terza è Opel (9.624 unità, -25,89%). Segue Citroen (8.501 unità, -13,66%), quindi Toyota (6.195, -46,6%), Renault (5.344, -48,62%). Per quanto riguarda le tedesche di lusso, sono negative Mercedes (-25,26% a 4.754 unità) e Bmw (-39,59% a 4.322 unità), mentre sorride Audi (4.957, +16,38%).


fonte: CORRIERE.IT                  inserito da Michele de Lucia


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