MUMBAI: LIBERI GLI ITALIANI. BLITZ AL CENTRO EBRAICO

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E’ finito alle 09:41 di questa mattina un incubo durato 36 ore, quando gli ultimi due ostaggi italiani sono stati evacuati dall’hotel Oberoi, teatro – insieme al Taj Mahal – di un sanguinoso attacco terrorista a Mumbai che ha tenuto mezzo mondo con il fiato sospeso. Erano sette gli italiani bloccati all’interno del grande complesso alberghiero, insieme a decine e decine di altri occidentali e a mucchi di cadaveri: senza cibo né acqua, senza che gli uomini delle forze speciali indiane – le ormai note Nsg – sapessero bene dove cercare tra le centinaia di camere, i ripostigli, i servizi, distribuiti su venti piani controllati da terroristi efficienti e feroci.

Una bimba di sei mesi e la mamma, chiuse in una stanza; una coppia di Roma nascosta in un ripostiglio, il direttore dell’hotel Galles di Milano che aveva partecipato a un workshop dell’Enit insieme ad altre due persone asserragliate chissà dove. Alla fine ce l’hanno fatta, in poco più di tre ore. Alle 06:19 è giunta la notizia della liberazione della moglie e della figlia di Emanuele Lattanzi, chef romano dell’Oberoi, entrato di soppiatto nell’hotel per portare latte in polvere alla piccola.

Poi è stata la volta di Angela Bucalossi di Firenze e del suo compagno Fulvio Tesoro di Roma, di Arnaldo Sbarretti di Milano. Infine, per ultimi, Patrizio Amore e sua moglie Carmela Zappalà, usciti dal buio di un ripostiglio e scortati dalla polizia indiana nella residenza del console italiano Fabio Rugge. Subito è arrivato il “sollievo” del ministro degli Esteri Franco Frattini che poi, da Città del Messico dove è in visita, ha ammonito: “La risposta (al terrorismo,ndr) deve essere globale. Noi occidentali non possiamo sentirci fuori pericolo. Dobbiamo lavorare di più e insieme”.

Il titolare della Farnesina ha detto di condividere l’allarme del ministro dell’Interno Roberto Maroni sul fronte terrorismo e quindi, ha precisato, “tenere alta la guardia non è allarmismo ma è essere pronti “. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ringraziato le autorità indiane e il presidente del Senato Renato Schifani ha espresso soddisfazione per la liberazione degli ostaggi. Le fasi della liberazione sono sembrate lunghissime, mentre continuavano ad accavallarsi le notizie di scontri e sparatorie negli altri luoghi presi di mira, e l’ambasciatore italiano a New Delhi Federico Toscano, intorno alle sette di mattina, avvertiva che non era ancora finita.

“Sono provati”, aggiungeva poco dopo il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, riferendosi ai due italiani in quel momento ancora all’interno dell’Oberoi e, parlando degli ostaggi già liberi, raccontava dell’estremo disagio vissuto. Ora, gli italiani finiti per caso nel mirino di una partita sporca e oscura tra India e Pakistan (gli attentatori, almeno in parte, sono pachistani) e con Al Qaeda che incombe sinistra, stanno tornando a casa.

Alcuni a bordo di un aereo francese giunto la notte scorsa a Mumbai. Altri, con aerei di linea. In procinto di rientrare anche una donna italiana di 62 anni rimasta lievemente ferita. Ci vorrà invece più tempo per il rientro della salma di Antonio Di Lorenzo, l’imprenditore livornese rimasto ucciso ieri nella prima fase degli attacchi. Sono invece già arrivate in Italia, e festeggiate con lo spumante all’aeroporto di Venezia, Carla Padovan, 48 anni, sua nipote Benedetta Padovan, di 19, e Rossella Bergamo, di 29, le tre vicentine fuggite illese dall’inferno del Trident nelle prime fasi dell’attacco terrorista.


NAPOLITANO, FERMA CONDANNA TERRORISMO, SODDISFAZIONE PER LIBERAZIONE ITALIANI
ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel ribadire la “ferma condanna del terrorismo in tutte le sue forme e motivazioni” e sollecitato uno “sforzo congiunto della Comunità internazionale per isolarlo e combatterlo”, ha espresso la propria vicinanza alle Autorità ed al popolo indiano “duramente provati dal tentativo dei terroristi di minare la sicurezza del loro Paese”.

Viva soddisfazione alla notizia dell’avvenuta liberazione di tutti gli ostaggi italiani a Mumbai, sequestrati dai terroristi che hanno attaccato la città. Il capo dello Stato ha rivolto un particolare pensiero di partecipazione al dolore della famiglia del signor Antonio Di Lorenzo, barbaramente sottratto ai suoi cari dalla furia omicida degli attentatori.

Napolitano ha vivamente ringraziato le autorità indiane per il loro decisivo impegno per la liberazione di tutti gli ostaggi. E ha manifestato apprezzamento per l’impegno del ministero degli Esteri e del personale del Consolato generale a Mumbai per la tempestiva ed efficace assistenza prestata ai connazionali coinvolti negli attentati.

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Le forze speciali indiane sono entrate in azione per avere ragione degli ultimi focolai di resistenza dei terroristi che da quasi due giorni stanno seminando il terrore a Mumbai. Hanno fatto irruzione al centro ebraico della Nariman House e sono ancora impegnate contro un ultimo gruppo di irriducibili, forse ancora con ostaggi, all’hotel Taj Mahal.

E’ tornata finalmente la calma, invece, all’Oberoi/Trident. La situazione e’ ancora confusa circa lo stato delle operazioni di ‘bonifica’ dei luoghi assaliti dai terroristi. Le notizie piu’ drammatiche vengono nelle ultime ore dal Centro ebraico. Secondo fonti israeliane all’interno dell’edificio sono stati trovati i corpi senza vita di cinque degli ostaggi, il cui numero peraltro non e’ancora del tutto chiaro. Tra le vittime ci sono il rabbino e la moglie

Uccisi anche due o tre terroristi. All’hotel Taj Mahal si continua a sparare sebbene sembri che vi sia rimasto solo un terrorista o al massimo due. Sul piano politico alle accuse – di connivenza se non di complicita’ – rivolte dagli indiani al Pakistan, Islamabad risponde per bocca del ministro degli esteri, Shah Mehmoud Qureshi. La lotta contro il terrorismo ci unisce, ha detto, specificando di volere cooperare a tutti i livelli con New Delhi e di volere incontrare al piu’ presto il premier indiano.

Poco prima il governo indiano aveva chiesto e ottenuto che il capo dei servizi segreti pachistani si rechi a New Delhi per incontrare i vertici della sicurezza e dividere con loro ogni informazione legata agli attacchi terroristici di Mumbai. Mentre il numero complessivo dei morti dovrebbe aggirasi intorno a 150, lentamente si allunga la fila delle vittime occidentali. Oltre all’Italiano, originario di Livorno, Antonio De Lorenzo, nelle ultime ore e’ stata segnalata la morte di due francesi e due americani, che si aggiungono a quattro tedeschi, un canadese, un giapponese e un britannico.

Quanto agli ostaggi italiani che si trovavano all’Oberoi/Trident, sono stati liberati all’alba di oggi insieme con altre circa 150 persone nell’operazione lanciata dalle forze di sicurezza indiane. All’Oberoi/Trident, dove tutto e’ ”sotto controllo”, sono stati trovati 24 cadaveri, mentre alcuni terroristi sono stati arrestati. Ora sono sotto interrogatorio.


MUMBAI: PARLA UN OSTAGGIO, ANCHE GLI ITALIANI NEL MIRINO
Volevano uccidere americani, inglesi e italiani. Ci siamo salvati restando chiusi per quasi due giorni in uno sgabuzzino”. Patrizio Amore, l’ultimo ostaggio italiano ed essere liberato dalle forze speciali indiane, insieme alla sua compagna Carmela Zappala’, racconta all’ANSA come e’ sfuggito all’assalto dei terroristi nel ristorante dell’hotel Oberoi. ‘Il loro obiettivo erano gli occidentali, ma cercavano in particolare americani, inglesi e italiani”.


























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ansa                   inserito da Michele De Lucia

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