CRISI: PIANO UE, ´SU DEFICIT DUE ANNI DI FLESSIBILITA´´

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BRUXELLES – La Commissione Ue presentai il suo piano d’azione per il rilancio dell’economia europea, per combattere la recessione ed evitare che la crisi economica sfoci in una grave crisi sociale. E – secondo le bozze circolate nelle ultime ore – chiederà alla Bce di tagliare ulteriormente i tassi per sostenere la crescita. Da Bruxelles arriverà in pratica un via libera ai vari governi, che per i prossimi due anni potranno varare “misure eccezionali di stimolo fiscale” allentando il cordone del deficit, fino a sforare – ma di poco e in maniera temporanea, come già previsto dal Patto di stabilità in casi ‘eccezionali’ – la soglia del 3%. Proprio come in una lettera congiunta chiedono il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il piano Ue – che dovrebbe aggirasi sui 130 miliardi di euro – indica quindi una serie di interventi possibili, soprattutto per sostenere famiglie e imprese più colpite dalla crisi. “Si tratta di promuovere un’azione coordinata – spiegano gli esperti – e questo non vuol dire che ogni Stato membro debba comportasi in maniera uguale”. Insomma, ogni governo sceglierà le misure che più sono adeguate alla situazione del proprio Paese. Tra le misure suggerite: la riduzione dell’Iva per alimentare i consumi e per promuovere i prodotti a basso consumo energetico; la riduzione delle tasse sul lavoro per aumentare il potere d’acquisto, soprattutto delle fasce più deboli: lo sblocco dei prestiti per le Pmi utilizzando le risorse messe a disposizione con i piani di salvataggio delle banche; aiuti di Stato alle imprese in difficoltà solo se mirati e temporanei; incentivi per le auto ‘pulite’ e le case ecologiche. Da parte sua l’Ue metterà a disposizione più risorse nei vari fondi sia per venire incontro ai lavoratori, sia per sostenere imprese e sviluppo delle infrastrutture (rafforzando soprattutto la Bei).

Ecco – secondo le bozze circolate nelle ultime ore e in cui non si fanno cifre sull’entità del piano – i principali contenuti del pacchetto Ue:

– BCE TAGLI ANCORA. “Appare evidente – si legge nel piano- che le pressioni inflazionistiche stanno diminuendo di fronte a un calo della domanda, e questo crea lo spazio per ulteriori riduzioni dei tassi di interesse”. La Bce potrebbe decidere di ridurre i tassi nella prossima riunione del 4 dicembre, che si svolgerà a Bruxelles. Gli operatori aspettano un taglio che porti i tassi al 2,5-2,75%.

– PATTO FLESSIBILE PER 2 ANNI. Gli Stati membri avranno margini di manovra sul fronte dei conti per affrontare il previsto rallentamento dell’economia nel 2009 e 2010. Il deficit potrà anche sforare il 3%, ma solo nell’ambito di un percorso concordato con la Commissione Ue e mettendo nero su bianco le misure che si intende prendere per il rientro del disavanzo.

 – IVA RIDOTTA. Possibile ridurre l’Iva per “rilanciare in maniera rapida i consumi”, ma non al di sotto della soglia minima del 15% fissata dall’ordinamento comunitario. La Commissione suggerisce anche di tagliare l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto sui beni e servizi a basso consumo ed ecologici. Si invitano poi gli Stati membri ad accordarsi per ridurre l’Iva sui servizi ad alto impiego di manodopera.

– MENO TASSE SU LAVORO E AZIENDE. L’invito è di ridurre il più possibile le tasse sul lavoro (vedi gli oneri sociali) per aumentare il potere d’acquisto soprattutto per chi percepisce bassi salari. Auspicabile anche un taglio dei costi delle imprese, a partire dal costo del lavoro, non aumentando il cuneo fiscale che soprattutto in alcuni Paesi grava su di esse.

– FONDO ANTI-DISOCCUPAZONE. Per sostenere le misure a favore di chi perde il lavoro sarà incrementato il Fondo Ue nato per combattere gli effetti negativi della globalizzazione. Saranno poi riprogrammate le risorse del Fondo sociale europeo e quelle dei fondi strutturali per le regioni svantaggiate.

– INCENTIVI AUTO PULITE E BANDA LARGA. Gli aiuti di Stato dovranno essere “tempestivi, mirati e temporanei”. Nel settore dell’auto possibili incentivi per chi investe nelle tecnologie meno inquinati e produce ‘auto pulite’. Possibili anche agevolazioni per la costruzione di case ecologiche e per la ristrutturazioni edilizie mirate a sviluppare il risparmio e l’efficienza energetici. Suggeriti anche incentivi per sviluppare la banda larga.

– RIPRENDANO PRESTITI BANCHE A PMI. Nel piano si esortano i governi a “utilizzare gran parte del supporto finanziario fornito al settore delle banche per incoraggiare il ritorno a una normale attività di prestiti alle Pmi e assicurare che i tagli dei tassi di interesse si trasformino in un taglio effettivo degli interessi sui prestiti”. – RUOLO BEI. Il braccio finanziario dell’Ue sarà adeguatamente rafforzato (si pensa ad anticipare l’aumento di capitale previsto per il 2010) per sostenere le Pmi, gli investimenti nel settore ambientale e promuovere le grandi opere.

OCSE: ITALIA IN RECESSIONE PER GRAN PARTE DEL 2009

di Domenico Conti

 “Recessione persistente” come non si vedeva dai primi anni ’80. Rischio di deflazione per vari paesi industrializzati. Otto milioni di disoccupati in piu’ nei prossimi due anni. E, per l’Italia, una recessione”profonda”, in atto “dall’inizio del 2008” e “che si prevede duri per gran parte del 2009”. E’ il quadro a tinte fosche tratteggiato oggi dall’Economic Outlook dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), sui 30 paesi membri dopo il “blackout” dei mercati finanziari causato dal crollo di Lehman Brothers. Rispetto alle previsioni anticipate lo scorso 13 novembre l’Ocse ha limato ulteriormente le stime di crescita di Eurolandia (+1% nel 2008, -0,6% nel 2009 e nel 2010 +1,2%), contro rispettivamente +1,1%, -0,5% e +1,2% di appena due settimane fa. In Italia c’é una “recessione più ampia e profonda delle precedenti” – ha detto il capo economista dell’Ocse Klaus Schmidt-Hebbel – che, iniziata all’inizio dell’anno, “é probabile si trascini per gran parte del 2009” fra credito difficile e consumi in calo, e una disoccupazione in aumento per tutto il 2009 fino a tornare all’8% nel 2010, dal 6,2% del 2007. Nel complesso dei 30 paesi membri “le incertezze sono eccezionalmente elevate”, premette nell’editoriale Schmidt-Hebbel, con molti paesi che “si trovano, o stanno per trovarsi, in una recessione durevole e con un’intensità che non si vedeva dall’inizio degli anni ’80”. Per gli Usa si confermano le stime anticipate lo scorso 13 novembre: economica in crescita dell’1,4% quest’anno, poi in contrazione dello 0,9% il prossimo e di nuovo in crescita dell’1,6% nel 2010. “La contrazione più forte dell’attività economica a fine anno si vedrà negli Stati Uniti” – si legge nell’Economic Outlook – che sono già in recessione e ci resteranno probabilmente per una buona metà del 2009. Il Giappone, dal canto suo, nel triennio 2008-2010 segnerà rispettivamente +0,5%, -0,1% e +0,6%, e rischia il ritorno della deflazione. E anche altri paesi “corrono il rischio, per quanto limitato” perché c’é la “preoccupante” possibilità che la debolezza dell’economia si ripercuota, come un serpente che si mangia la coda, sul settore finanziario. Un quadro che richiede misure forti secondo l’Ocse: le banche centrali devono muoversi contro il rischio di deflazione, e gli economisti guidati da Schmidt-Hebbel ipotizzano un ulteriore taglio di 50 punti basi che porti i tassi Fed allo 0,5% a inizio 2009, mentre la Bce, da cui i mercati si aspettano un taglio già la prossima settimana, dovrebbe tagliare di altri 125 punti base entro l’inizio del 2009. Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo della Bce, ha però invitato alla cautela: “esaurire tutte le munizioni presto, quando non ci sono prove di uno shock deflazionistico, riduce i margini di manovra nel caso in cui si verifichino altri shock avversi”. Ma a muoversi devono anche essere i governi, tagliando le tasse e aiutando le famiglie a basso reddito quando lo consentono i vincoli di bilancio. E anche l’Italia, “nonostante il suo indebitamento” – ha detto Schmidt-Hebbel – dovrebbe ricorrere agli stabilizzatori automatici, “a patto però che vi sia un forte impegno a tornare alla stabilità fiscale nel medio termine”.


























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                             inserito da Michele Dee Lucia


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