INCIDENTE A NAPOLI, MUORE NICO, IL FONDATORE DEL SANCARLUCCIO

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Il sospetto nel pomeriggio, poi la conferma drammatica in serata: è Franco Nico l’uomo che stamani è rimasto vittima di un grave incidente all’uscita del tunnel Vittoria. Nico era in motorino, pare abbia perso l’equilibrio, e sia andato a sbattere contro uno spigolo di ferro dell’arcata dell’uscita d’emergenza dell’ex garage Morelli.

UOMO DI TEATRO – Da trent’anni s’identificava con il suo teatro, un piccolo palcoscenico nel cuore di Chiaia per il quale con orgoglio l’anno scorso aveva scelto anche un sottotitolo: «Trent’anni di resistenza teatrale». Franco Nico avrebbe dovuto aprire mercoledì la sua trentunesima stagione, accogliendo da padrone di casa il suo pubblico affezionato al Sancarluccio che aveva fondato nel 1972 insieme con Pina Cipriani, compagna di vita e sodale in palcoscenico, con la quale formava una coppia artistica teatral-musicale riconosciutissima e sempre «militante» nel rivitalizzare versi, dialetto e note.
Il Sancarluccio per lui era un teatro-bozzolo, un teatro-casa alla lettera, nel quale con sua moglie – dalla quale ha avuto due figli – ha vissuto come gli antichi comici sul carro di Tespi.


PRIMO SPETTACOLO – Lo spettacolo d’esordio con la Compagnia del Sancarluccio fu «Irpinia, oj terra mia cchiu cara» con il quale rendeva omaggio alle sue radici. Anche se era nato a San Cipriano d’Aversa nel 1932, infatti, Nico aveva antenati nuscani al cui ceppo si sentiva profondamente legato. Delle montagne dell’alta irpinia Nico (il cui cognome all’anagrafe era Mastrominico) aveva conservato il rigore e la spigolosità puntigliosa, spesa in una lunga carriera professionale iniziata alla fine degli anni Cinquanta.


L’ESORDIO CON BUSCAGLIONE – Franco Nico debuttò nel 1959 come cantante chitarrista a Grottaromana di Posillipo, noto locale dell’epoca e fece la sua prima apparizione in tv nella trasmissione «Canzoni alla finestra» condotta da Fred Buscaglione con la canzone «Bambina innamorata». Nel 1960 iniziò la collaborazione con la Fonit Cetra per la quale quattro delle sue canzoni tra cui «Piscature sott’ ‘a luna» registrata poi da Claudio Villa, e «Addurmenneme» con l’orchestrazione di Ennio Morricone. Dal 1962 al 1964 partecipò a varie puntate di «Canzoni di mezza sera», presentata da Giorgio Gaber, e «Il paroliere questo sconosciuto» presentata Lelio Luttazzi e Raffaella Carrà e «Carnet di musica». Nel 1967 il suo brano dal titolo «Sona Sona Sona» viene incisa da Domenico Modugno per la Fonit . Nel 1968 partecipa al Festival di Napoli con «O Trapianto» cantata da Aurelio Fierro e incisa per la Fonit Cetra da Nino Taranto, e nel 1969 da un incontro con il giornalista Angelo Fusco nasce il Gruppo de «I Cabarinieri» del quale farà parte fino al 1973 musicando innumerevoli copioni di Fusco.


IL SANCARLUCCIO – Nel 1972 Fonda il Teatro Sancarluccio di Napoli e nello stesso anno insieme col chitarrista Raimondo di Sandro forma il «Gruppo Bentornato Mandolino, per la riqualificazione del mandolino» con l’indimenticabile mandolinista Nino Rejna. In seguito musica le poesie in dialetto irpino di Agostino Astrominica (suo antenato di Nusco) tre poesie in cilentano di Giuseppe Liuccio e due in lingua di Giuseppe Iuliano. Nel 1981 Franco Nico musica le poesie di Totò per la voce di Pina Cipriani, a seguire lo spettacolo «Antonio De Curtis in arte Totò» con momenti cinematografici in alternanza alle «ballate». Dopo Eduardo, Totò nell’ultimo periodo della sua vita Nico si era dedicato alla riscoperta della poesia medridionale da qualla di Rocco Scotellaro ai contemporanei collaborando con il Centro di documentazione della poesia del Sud di Nusco (aveva musicato trasformandoli in un recital i veris di Giuseppe Liuccio, Giuseppe Iuliano e poi quelli di Antonio La Penna, Pasquale Stiso, Pasquale Martiniello e Giuseppe Saggese). Uomo di teatro amatissimo in Costiera Amalfitana e Sorrentina, le ultime opere erano canzoni su Sorrento e Amalfi. Molti attori fra Positano e Vico Equense hanno lavorato con luiNel 2005 raccoglie in un cd dal titolo «Sorrento di sempre» le sue canzoni dedicate alla penisola sorrentina e recupera l’album in vinile registrato nel 1967 con l’accompagnamento di due maestri: Eduardo Caliendo alla chitarra e Roberto De Simone. L’ultima sua produzione è del 2008 e vede ancora il connubio con i versi del poeta, Giuseppe Liuccio nel Cd dedicato ad Amalfi «Le Canzoni di Amalfi». Natascia Festa, Corriere del Mezzogiorno