THYSSEN OMICIDIO VOLONTARIO, SENTENZA STORICA PER LE MORTI BIANCHE

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E’ una sentenza storica quella scritta ieri dal Tribunale di Torino per le Morti Bianche. Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino nel quale, il 6 dicembre del 2007, morirono setto operai. L’amministratore delegato, Harald Espenhahn, risponderà di omicidio volontario con dolo eventuale. Lo ha deciso questa sera il gup Francesco Gianfrotta, che ha accolto tutte le tesi sostenute dall’accusa, rappresentata dai pm Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso. Intanto, altri due lavoratori sono morti carbonizzati in una fabbrica di gomma a Sasso Marconi, nel Bolognese. Gli imputati. Il processo si aprirà il 15 gennaio in Corte d’Assise e riguarderà, oltre ai sei imputati, anche l’azienda nella veste di persona giuridica. Gli altri cinque dirigenti e dipendenti rinviati a giudizio per omicidio colposo con colpa cosciente, sono Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno Daniele Moroni e Cosimo Cafueri. L’ordinanza. L’ad Espenhahn si è “rappresentato la concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea Apl5” dello stabilimento di Torino, e ha “accettato il rischio”. E’ quanto si legge nell’ordinanza di rinvio a giudizio scritta dal gup Gianfrotta, secondo il quale Espenhahn – nonostante fosse a conoscenza dei problemi – “prendeva dapprima la decisione di posticipare dal 2006/2007 al 2007/2008 gli investimenti antincendio per lo stabilimento di Torino pur avendone già programmata la chiusura”, e poi “la decisione di posticipare l’investimento per l’adeguamento della linea 5 (raccomandata dall’assicurazione, dai vigili del fuoco e da un organo aziendale, il Wgs, ndr) ad epoca successiva al suo trasferimento da Torino a Terni”. Guariniello: “Sentenza storica”. “E’ una sentenza storica – ha commentato il procuratore Guariniello – non è mai successo che si sia arrivati al rinvio a giudizio sia delle persone fisiche che delle persone giuridiche, riconoscendo in un caso anche l’omicidio volontario”. Gli applausi dei parenti delle vittime. “E’ la nostra prima, grande vittoria”: la decisione del giudice ha suscitato gli applausi dei parenti delle vittime, alcuni dei quali sono usciti dall’aula gridando “sì, sì” con le braccia alzate verso il cielo, altri “grazie Guariniello” e altri ancora “è solo l’inizio, devono andare in galera”. Chiamparino: “Forte domanda di giustizia”. La decisione, secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, “interpreta la forte domanda di giustizia che sulla tragedia ThyssenKrupp proviene da tutta la comunità torinese”. Un commento anche da Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo e, oggi, deputato del Pd. “Per la prima volta in Italia – osserva – una Corte d’Assise discuterà di morti sul lavoro: è un’occasione storica, speriamo che rappresenterà davvero uno spartiacque e che tante cosa cambieranno in questo paese, a cominciare dai comportamenti di quelle imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza sul lavoro”.