POSITANO, VALLONE PORTO. SCENDE IN CAMPO ITALIA NOSTRA

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La Salamandrina ha paura, ma forse la si riesce ancora a salvare, anche se è difficile. Le associazioni sono disperate e cercano di difendere quella che è l’ultima nostra oasi e lo fanno sul serio. Esponendosi in prima persona con esposti alla Procura di Salerno. Dopo il WWF, interviene anche Italia Nostra, due associazioni unite insieme per lo stesso scopo, difendere la natura. Con una novità di rilievo, sulla tombatura di Arienzo, dove le associazioni avrebbero voluto l’intervento, c’era già un’ordinanza del 1997. Dopo mesi di appelli, incontri, discussioni. Dopo una manifestazione di 13 associazioni locali, guidate da Posidonia e Gea, nella perla della Costiera Amalfitana, articoli, trasmissioni televisive, la raccolta di 2.500 firme, fra Positano, Amalfi, Sorrento ma anche tantissime all’estero,  e un documento congiunto di WWF, Italia Nostra e Legambiente, all’aggiudicazione dei lavori e l’apposizione dei cartelli arrivano, come extrema ratio, le denunce.


Ad essere sotto accusa è la Sistemazione idraulico-forestale Vallone Porto Arienzo – Positano appaltata dalla Comunità Montana Penisola Amalfitana e dal Comune di Positano. Lavori contestati da tutti per l’inutilità e invasività di briglie di cemento che, come è successo in altri posti della stessa Costiera Amalfitana, diventano esse stesse pericolo per la mancata manutenzione. Invasività, distruzione di un ecostistema, spreco di soldi pubblici (circa 250.000 euro), mancato ripascimento della spiaggia e creazione di un pericolo di un pericolo. Dunque, oltre il danno, la beffa. Mentre l’intervento da fare, che suggeriscono tutte le associazioni, ma che conoscono tutti i cittadini, è quello della tombatura a valle sulla spiaggia di Arienzo. Se diventa veramente necessario fare un intervento per mitigare il rischio si deve intervenire su di essa.. E si è scoperto che esiste già un’ordinanza di demolizione. Con l’ordinanza n. 19 del 10.3.1997, sindaco Domenico Marrone, il Comune di Positano dichiarò abusive opere di viabilità e copertura del tratto finale del vallone in quetione. Ecco l’esposto di Italia NostraL’associazione Italia Nostra ha come proprio obiettivo statutario lo scopo di concorrere alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione – dice Raffaella De Leo, Presidente regione Campania di Italia Nostra -. Per il conseguimento di detto scopo, Italia Nostra, fra l’altro, propone azioni volte alla tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale, dei centri storici, dei monumenti e della qualità della vita, nonché di stimolare l’applicazione delle leggi di tutela e promuovere l’intervento dei poteri pubblici allo  scopo di evitare le manomissioni del patrimonio storico, artistico ed ambientale del paese ed assicurarne il corretto uso e l’adeguata fruizione.


Ciò premesso e con riferimento all’oggetto, l’Associazione si associa a quanto denunciato ed esposto dal W.W.F. con le missive del 20.9.07; 27.5.08; 30.6.2008 e 28.10.2008 che hanno dato origine al procedimento penale innanzi richiamato.


Al riguardo, si reitera la richiesta già formulata dall’assciazione W.W.F. di nomina di un consulente tecnico al fine di accertare con estrema urgenza (prima che che si dia inizio ai lavori già deliberati) l’illegittimità dei lavori in questione, i quali sembrano essere stati proposti sulla base di presupposti non adeguati, tanto da costituire fonte di pericolo per la salvaguardia dell’ecosistema.


In proposito, si ritiene utile segnalare che già nel 1997, con ordinanza n. 19 del 10.3.1997, il Comune di Positano dichiarò abusive opere di viabilità e copertura del tratto finale del vallone in quetione”


Continua la raccolta di firme online http://www.firmiamo.it/positanovalloneporto