SALERNO, E´ MORTO NINO COLUCCI. UN SIMBOLO PER LA DESTRA

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E’ morto Nino Colucci. Il cuore del noto politico salernitano ha cessato di battere l’altra sera, poco dopo le 22.30, durante il trasporto dall’ospedale a casa, dove i familiari avevano deciso di riportarlo, assecondando un suo desiderio, quando si è capito che gli restava pochissimo da vivere. • Nino Colucci era nato a Salerno il 6 gennaio del 1935, aveva 73 anni, ma non dimostrava affatto la sua etá. Purtroppo è stato stroncato in poche settimane da un male incurabile. Era il volto della Destra a Salerno e in provincia. Nipote del commendatore Vincenzo Adinolfi, l’impresario delle sale cinematografiche cittadine, viveva con la sorella in un villino stile liberty in via Luigi Cacciatore, nei pressi dello stadio Vestuti. Avvocato, è stato ininterrottamente consigliere comunale e poi capogruppo del Movimento sociale italiano dal 1970 al 1994, anno in cui fu fondata Alleanza nazionale. • Nel 1989, come primo dei non eletti (per uno scarto di meno di dieci voti), subentrò alla Camera al deputato beneventano Guarra, quando il collegio elettorale comprendeva le province di Salerno, Avellino e Benevento. Da allora fu rieletto per altre tre legislature consecutive ed è stato deputato fino al 2001. Alla Camera, tra i vari incarichi nelle commissioni, ha ricoperto anche l’incarico di componente l’ufficio di presidenza. Ma Colucci è stato anche uomo di partito oltre che delle istituzioni. Nel Movimento sociale italiano è stato per molti anni componente del comitato centrale ed ha fatto anche parte della direzione nazionale. Più volte segretario e commissario provinciale del Msi fu anche commissario provinciale della neonata Alleanza nazionale, dilaniata dalle guerre intestine. Ai tempi di Giorgio Almirante fu eletto pure segretario regionale del Msi-Fiamma tricolore, incarico che ricoprì per un biennio. • Ma Colucci, e questa era una sua specificitá qualitá, al momento delle elezioni, sia politiche che amministrative, andava ben oltre l’elettorato strettamente di partito. Era stimato e ben voluto dalla gente comune, grazie alle sue capacitá di ascolto e di relazioni. • «Era una persona di intelligenza politica eccezionale, punto di riferimento insostituibile per la destra. Non ha mai smesso di fare politica», racconta, visibilmente commosso, il senatore Enzo Fasano, che con Sergio Valese, Pippo Falvella, Cesare Festa e Mimmo Di Giorgio faceva parte del gruppo che ai tempi del Movimento sociale gravitava intorno a Nino Colucci. • «Poi ognuno di noi – dice Fasano – ha preso una strada diversa. Pur restando critico su molti aspetti, Nino aderì ad Alleanza nazionale; da politico intelligente comprendeva che il futuro stava con il presidente Fini, ma restava un uomo della grande stagione del Movimento sociale». E infatti, non è un caso, che una delle sue ultime partecipazioni ad un’iniziativa pubblica fu quella alla Provincia con la moglie di Almirante e Francesco Storace per il sessantesimo anniversario del Movimento sociale italiano. • Ieri mattina la notizia della morte di Nino Colucci si è subito diffusa in cittá e la casa dell’esponente politico è stata meta di un mesto pellegrinaggio di militanti, amici, conoscenti ed esponenti politici. Tra questi l’ex sottosegretario democristiano Paolo Del Mese, che ieri mattina è andato a rendere omaggio all’ex avversario, che stimava come uomo e come politico.