RAVELLO, IO CITTADINO…CONTINUO A NON CAPIRE

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La lettera di Salvatore Di Martino inviata al Presidente della Fondazione Ravello, cittadino della Costiera Amalfitana, Domenico De Masi e pubblicata su Positano News, stupisce e al tempo stesso delude. Stupisce, in positivo, all’inizio della missiva dove si legge:  “…la gestione sinergica delle strutture che a breve si renderanno fruibili e destinabili alla produzione culturale e musicale di grandi eventi, rappresenta un´occasione unica ed al contempo irripetibile…” e stupisce, ancora in positivo, alla fine di essa dove si legge: “… lavorerò con tutte le mie  energie affinché le strutture, di cui a breve sarà dotato il Paese, vengano affidate ad un ottimale modello di gestione e possano essere determinanti per la definitiva consacrazione turistica, culturale,, economica e sociale di Ravello”.


Mi chiedo: non sono forse queste le cose che tutti vogliamo? Dal Di Martino stesso che le scrive, alla maggioranza amministrativa di cui fa parte, dal gruppo di minoranza  alla fondazione Ravello, dai soggetti economici presenti sul territorio fino, ma non per ultima, alla stragrande maggioranza dei cittadini di Ravello?


Poi, scorrendo il corpo della lettera, inesorabilmente arriva la delusione. I concetti pienamente condivisibili e i buoni propositi espressi in principio e alla fine della lettera vengono spazzati via dall’onnipresente condizione che Di Martino pone affinchè tutto si possa realizzare in pace e in concordia: la rimozione “del macigno” Secondo Amalfitano (così ebbe a definirlo)  dall’incarico di direttore di Villa Rufolo.


Conoscendo la storia  dei due soggetti politici  è comprensibile che il conferimento di quell’incarico, per tempi e modalità, è stato recepito come una pesante provocazione soprattutto da chi le elezioni amministrative, se pur per pochi voti, le ha vinte. Tuttavia non può, e non deve essere questo il motivo del blocco dell’economia di un intero paese. Perché questo è quello che si sta facendo. Si sta mettendo in seria discussione la collaborazione tra il Comune e la Fondazione Ravello paventando la nascita di una nuova Fondazione a Ravello in Costa d ‘ Amalfi ; si sta sottraendo tempo prezioso  alla programmazione (bilaterale Comune/Fondazione) degli eventi per la prossima stagione turistica che si prospetta, tra l’altro, la più difficile degli ultimi decenni e, ad Auditorium quasi completato, si litiga ancora sulla sua gestione (Comune o Fondazione Ravello) invece di dedicarsi alla promozione degli eventi che esso dovrà contenere. 


Avanti di questo passo, con i tagli del personale che gli alberghi hanno già annunciato, il 2009 sarà un anno buio.


Mi chiedo: quanti cittadini daranno la colpa alla crisi globale e quanti invece ai protagonisti di questa querelle?


Gino Amato

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