Napoli. Teatro Troisi. Caro bugiardo. Anna Mazzamauro e Corrado Tedeschi.

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Da Giovedì 13 Novembre a Domenica 16 Novembre 2008 al   


TEATRO TROISI


Via Leopardi, 192


Fuorigrotta (Rione Lauro), Napoli


ANNA MAZZAMAURO e CORRADO TEDESCHI


in 


“CARO BUGIARDO”


di Jerome Kilty


Regia di Pino Strabioli


 


Successo della bravissima e simpatica Anna Mazzamauro e del cordiale e “televisivo” Corrado Tedeschi.


Al pubblico garba questo momento teatrale.


 


CARO BUGIARDO è una commedia che dal 1960 continua a conquistare i palcoscenici di tutto il mondo, una storia d’amore, autentica come autentica può essere solo la vita e letteraria come l’amore tra Bernard Shaw e l’attrice Patrick Campbell; la loro storia è tutta nel loro epistolario e le parole che si scambiano sono letture delle loro lettere: il racconto di una vita in biglietti d’amore.


CARO BUGIARDO è ciò che l’attrice scrive al suo amico-autore: “… caro bugiardo che sei in ciascuno di noi, non credere di essere un bravo bugiardo solo perché non arrossisci quando dici che sei rimasto ancora senza benzina, o di essere sincero solo perché le tue parole sono veridiche. Che tu menta per necessità o per gioco, per compassione o per professione; che tu sia astuto come Ulisse, che tu sia ingenuo come Pinocchio, scoprirai di essere solo un dilettante”.


Come dice Jerome Kilty tra loro c’era un “incantamento”, una magia e una menzogna quindi, la cui storia è raccontata da parole vere: “… nelle centinaia di lettere che si scrissero nel corso degli anni; lettere che entrambi conservarono, per le quali si litigarono; che scambievolmente si resero, e che per poco non persero durante la seconda guerra mondiale”.


 


La “prova” di palcoscenico è stata per anni cavallo di battaglia di Paolo Stoppa e di Rina Morelli e, poi, di Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi.


 


In questa stagione i due protagonisti sono interpretati da l’inedita coppia formata da Anna Mazzamauro e Corrado Tedesch, eleganti, bravi, divertenti e divertiti.


I due interpreti sono sciolti e consapevoli, si  muovono senza difficoltà alcuna, dialogano sui loro registri, anche interiori.


Molti applausi, alla fine.


Spettacolo senz’altro da seguire.


 


Maurizio Vitiello