PIANO DI SORRENTO, CASTALDI UCCISO NEL SONNO DOPO UNA PARTITA

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E’ stato ucciso nel sonno dopo aver visto insieme una partita di Champions il Capitano Mario Castaldi di Piano di Sorrento e aveva visto una partita di champions insieme al macchinista, che vive da due anni ad Ovada. Dopo le iniziali confusioni sulle origini della vittima e dell’assassino, si sta facendo chiarezza sull’episodio, ma non sul movente. il «The first engineer killed me». Ovvero «Il primo di macchina mi ha ucciso». Sono state queste le ultime parole del capitano Mario Castaldi, 53 anni, ucciso mercoledì sulla Paxi C., portacontainer battente bandiera italiana registrata a Genova, in quel momento al largo di Finisterre, in Galizia. Questo è quanto ha riferito all’autorità giudiziaria spagnola, ascoltato come gli altri membri dell’equipaggio, il nostromo di origini filippine. L’uomo al quale si è rivolto, già ferito e agonizzante, la vittima. Dopo essere stato colpito, stando alla ricostruzione degli inquirenti, dal primo ufficiale di macchina Andrea Della Rasa: 37 anni, nato a Roma, famiglia genovese, residente da due anni a Ovada. Il quale, dimesso ieri dall’ospedale, è ora in stato di arresto a Santiago de Compostela, capoluogo della regione. In attesa di estradizione.

Stando alle testimonianze raccolte, la sera precedente gli uomini a bordo avevano assistito a un incontro di calcio. Una serata conclusa senza apparenti attriti. Ma poi, l’omicidio. «Secondo alcuni membri dell’equipaggio ascoltati dagli inquirenti – spiega un portavoce della compagnia armatoriale napoletana Italtrag che per l’arruolamento dell’equipaggio si è rivolta a un gruppo genovese – Andrea Della Rasa, che era di turno, è andato nella zona cabine con un coltello recuperato in cucina. L’unica cabina aperta era quella del capitano». Andrea Della Rasa, 37 anni compiuti nel settembre scorso, nasce a Roma e si iscrive nel 1993 nelle matricole della gente di mare di Genova. «All’epoca era residente a Genova – spiega il capitano di vascello Luciano Pozzomanno, vicecomandante della Capitaneria di porto del capoluogo ligure – Ma negli ultimi tempi, secondo i nostri accertamenti, si era trasferito a Ovada». E sul Paxi C si era imbarcato il 14 ottobre scorso.

«Secondo la ricostruzione dei giudici l’omicida avrebbe sferrato una prima coltellata al capitano che stava ancora dormendo – prosegue il portavoce – Quella poi risultata fatale, al cuore. La seconda gli è stata inflitta quando Castaldi si era già alzato. Lo ha raggiunto alla mano, alzata forse per difesa». L’aggressore esce dalla stanza. E poco dopo, con le ultime forze rimaste, anche la vittima si trascina lungo il corridoio: fino alla cabina del nostromo. Al quale affida la rivelazione: «Il primo di macchina mi ha ucciso». A quel punto anche gli altri membri dell’equipaggio si sono svegliati. E come spiegato ai giudici – dice ancora il portavoce – hanno visto passare Andrea Della Rasa nei corridoi, avanti e indietro. Seminudo e con il coltello in mano». Fra questi il terzo italiano a bordo, Mario Campanile, direttore di macchina: «Sono uscito dall’oblò e ho raggiunto il nostromo – ha detto Campanile ai magistrati, secondo quanto riportato dal portavoce – Abbiamo provato a rianimare il capitano ma non c’è stato nulla da fare». Della Rasa nel frattempo si era chiuso in cabina, col coltello, dove ha tentato di autolesionarsi. E dalla quale è uscito solo quando è intervenuta la polizia. La nave intanto, è ripartita per Gijon, nelle Asturie.