LAMU´ A CAPRI, I BLOGGER IN CERCA DELLA CANZONE

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NAPOLI – Italia: nel paese dei misteri riesce a diventare un giallo persino Lamù. Parliamo del cartone animato giapponese della ragazza dello spazio, coi capelli verdi e il bikini tigrato, che ha svezzato con le sue avventure da sexy Tempo delle mele milioni di adolescenti italiani. La cosiddetta «Goldrake generation» era abituata fino ad allora solo a devastanti lotte robotiche tra il Bene e il Male e feuilleton strappalacrime stile Candy Candy. Poi, ai primordi degli 80’s, piomba sulla Terra, e in tv, questa graziosa marzianina, che nella prima puntata resta pure in topless. E così, tutti finirono per innamorarsi di Lamù. E, di rimbalzo, tutti mandarono a memoria, eccome, quella sigla che annunciava il cartone e risuonava superdance alle 18 (o erano le 19?) sugli schermi della napoletanissima Telecapri, la quale  da Sorrento, Amalfi, Capri e Campania è arrivata ad essere un riferimento nazionale,  – che illuminatamente importò per prima “Lamù” dal Giappone – e poi di Odeon tv. NIENTE 45 GIRI – La canzone attaccava così: “Sarà un amore strano questo qua/ che brucia cuori dentro, qua e là…”. Ecco, questo brano rappresenta il feticcio che manca all’appello dei migliaia (yes, migliaia) di webnauti che impazzano sui blog dedicati agli Anime, i cartoon del Sol Levante. I quesiti sono: ma chi la cantava? Quando e dove è stata registrata? Perché non c’è traccia in commercio di un 45 giri (al contrario di tantissimi altri cartoni anche meno noti)? Il “giallo” ha scatenato i blogger più affezionati alla ragazza dello spazio che su www.sigletv.net hanno fatto il punto. Di più: un’inchiesta – addirittura – con tanto di piste battute su e giù per lo Stivale grazie alle dritte di tantissimi internauti; persone interpellate, società passate ai raggi x delle visure camerali, ecc. L’«indagine» ha portato a parecchi buchi nell’acqua, congetture, dietrologie. Materiale tipico di un mistero all’italiana (in questo caso amèno e scherzoso, ma sempre mistero è). E gran parte delle ricerche dei fans indovinate dove portano? A Napoli. Più precisamente dritti dritti negli studi di Telecapri, emittente di Federico Costantino che acquistò i diritti in esclusiva del cartoon. «Spiacenti, non possiamo sbrogliare la matassa» dice la giornalista Teresa Iaccarino, storico volto della trasmissione Sveglia ragazzi, stracult anni Ottanta di Telecapri. «Della canzone non sappiamo nulla». La tv partenopea non intende deludere le caterve di orfani di Lamù. È proprio che, di quel brano, anche negli studi televisivi pare non abbiamo contezza. Spiega ancora la giornalista Iaccarino: «Il cartone animato ci è stato consegnato già comprensivo di sigla». Il mistero sarebbe altrove. A Roma. DOPPIAGGIO A ROMA – «Prendemmo Lamù nella versione giapponese e affidammo il doppiaggio ad una società capitolina». Di cui ora non c’è più traccia. Società, che faceva capo a Rosalinda Galli, e che potrebbe aver affidato a terzi la realizzazione della sigla (“hit” in cui – per inciso – non viene mai nominata Lamù, né si fa specifico riferimento al cartone animato). Qualcuno dovrà pur averla cantata. Canzoncina tra l’altro di buona fattura pop, tanto che diverse band ne hanno improvvisato cover rockeggianti e i dj si divertono a passarla come efficace riempipista nelle sempre più diffuse serate revival anni Ottanta. Questo per dire che gli autori vanterebbero pure discreti diritti Siae. IL PRECEDENTE DI PELU’ – Dunque, Sos Lamù. Chi avesse notizie utili a far luce può allungarle brevi manu al blog di cui sopra. Altrimenti, aspettiamo con fiducia l’outing su You Tube degli autori del pezzo. Sui brani misteriosi, c’è un significativo precedente. Leggenda metropolitana voleva che la sigla dell’arcinoto Jeeg robot fosse addirittura ascrivibile alla voce tonante di Piero Pelù. L’ex Litfiba però smentì tutto in tv. Giurò di non aver mai urlato a squarciagola “Corri ragazzo laggiù…”. Alessandro Chetta NAPOLI – Italia: nel paese dei misteri riesce a diventare un giallo persino Lamù. Parliamo del cartone animato giapponese della ragazza dello spazio, coi capelli verdi e il bikini tigrato, che ha svezzato con le sue avventure da sexy Tempo delle mele milioni di adolescenti italiani. La cosiddetta «Goldrake generation» era abituata fino ad allora solo a devastanti lotte robotiche tra il Bene e il Male e feuilleton strappalacrime stile Candy Candy. Poi, ai primordi degli 80’s, piomba sulla Terra, e in tv, questa graziosa marzianina, che nella prima puntata resta pure in topless. E così, tutti finirono per innamorarsi di Lamù. E, di rimbalzo, tutti mandarono a memoria, eccome, quella sigla che annunciava il cartone e risuonava superdance alle 18 (o erano le 19?) sugli schermi della napoletanissima Telecapri – che illuminatamente importò per prima “Lamù” dal Giappone – e poi di Odeon tv. NIENTE 45 GIRI – La canzone attaccava così: “Sarà un amore strano questo qua/ che brucia cuori dentro, qua e là…”. Ecco, questo brano rappresenta il feticcio che manca all’appello dei migliaia (yes, migliaia) di webnauti che impazzano sui blog dedicati agli Anime, i cartoon del Sol Levante. I quesiti sono: ma chi la cantava? Quando e dove è stata registrata? Perché non c’è traccia in commercio di un 45 giri (al contrario di tantissimi altri cartoni anche meno noti)? Il “giallo” ha scatenato i blogger più affezionati alla ragazza dello spazio che su www.sigletv.net hanno fatto il punto. Di più: un’inchiesta – addirittura – con tanto di piste battute su e giù per lo Stivale grazie alle dritte di tantissimi internauti; persone interpellate, società passate ai raggi x delle visure camerali, ecc. L’«indagine» ha portato a parecchi buchi nell’acqua, congetture, dietrologie. Materiale tipico di un mistero all’italiana (in questo caso amèno e scherzoso, ma sempre mistero è). E gran parte delle ricerche dei fans indovinate dove portano? A Napoli. Più precisamente dritti dritti negli studi di Telecapri, emittente di Federico Costantino che acquistò i diritti in esclusiva del cartoon. «Spiacenti, non possiamo sbrogliare la matassa» dice la giornalista Teresa Iaccarino, storico volto della trasmissione Sveglia ragazzi, stracult anni Ottanta di Telecapri. «Della canzone non sappiamo nulla». La tv partenopea non intende deludere le caterve di orfani di Lamù. È proprio che, di quel brano, anche negli studi televisivi pare non abbiamo contezza. Spiega ancora la giornalista Iaccarino: «Il cartone animato ci è stato consegnato già comprensivo di sigla». Il mistero sarebbe altrove. A Roma. DOPPIAGGIO A ROMA – «Prendemmo Lamù nella versione giapponese e affidammo il doppiaggio ad una società capitolina». Di cui ora non c’è più traccia. Società, che faceva capo a Rosalinda Galli, e che potrebbe aver affidato a terzi la realizzazione della sigla (“hit” in cui – per inciso – non viene mai nominata Lamù, né si fa specifico riferimento al cartone animato). Qualcuno dovrà pur averla cantata. Canzoncina tra l’altro di buona fattura pop, tanto che diverse band ne hanno improvvisato cover rockeggianti e i dj si divertono a passarla come efficace riempipista nelle sempre più diffuse serate revival anni Ottanta. Questo per dire che gli autori vanterebbero pure discreti diritti Siae. IL PRECEDENTE DI PELU’ – Dunque, Sos Lamù. Chi avesse notizie utili a far luce può allungarle brevi manu al blog di cui sopra. Altrimenti, aspettiamo con fiducia l’outing su You Tube degli autori del pezzo. Sui brani misteriosi, c’è un significativo precedente. Leggenda metropolitana voleva che la sigla dell’arcinoto Jeeg robot fosse addirittura ascrivibile alla voce tonante di Piero Pelù. L’ex Litfiba però smentì tutto in tv. Giurò di non aver mai urlato a squarciagola “Corri ragazzo laggiù…”. Alessandro Chetta, Corriere del Mezzogiorno