DALLA RIFORMA DI POSITANO AL PREMIO INTERNAZIONALE DI GIORNALISMO

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Positano. Dopo il successo dell’assemblea del Consiglio Nazionale dell’Ordine a Positano nella Costa d’ Amalfi ad ottobre per l’anno prossimo ci sarà il Premio di Giornalismo Intenazionale Positano. A portare avanti tutti questi progetti, dopo la rassegna letteraria Domina Positano, la più lunga della storia della Costiera Amalfitana, è Angelo Ciaravolo, consigliere nazionale dell’Ordine. “Quella di Positano per l’Ordine è stata un’esperienza straordinaria, giornalisti da tutta Italia sono rimasti affascinati dalle bellezze di Positano, su questa riforma, che si chiamer à “La Riforma di Positano” vi sono stati vari passaggi televisivi e articoli di giornali dovunque. E’ andato tutto benissimo grazie al Comune di Positano, agli alberhi, ai ristoranti e a tutti i positanesi che hanno collaborato all’evento facendo funzionare tutto alla perfezione. E’ stato difficile organizzare un evento del genere a Positano dal punto di vista logistico, ma la soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata grande.” Un evento che è stato un successo, non solo per la difficile riforma che l’Ordine stava cercando di portare a termine e che è riuscito a formulare, fra mille difficoltà e divisioni che si sono susseguite nell’arco dei mesi a causa della difficoltà e delicatezza dell’argomento, a Positano. Si va verso la professionalizzazione del mestiere di giornalista, puntando alla preparazione e qualificazione dando ai pubblicisti una nuova veste. In questo documento ci sono le linee guida per una
Riforma della legge che dovrebbe riguardare tutti gli aspetti della
professione. Grosse novità per quanto riguarda l’accesso alla
professione dei giornalisti professionisti e dei pubblicisti. Per questi ultimi, in particolare, … «Nel nuovo
ordinamento che si auspica, i giornalisti pubblicisti potrebbero
mantenere i medesimi requisiti di accesso, con l’aggiunta però di corsi
specifici di “cultura e norme che regolano il giornalismo”. A partire
dalle regole deontologiche alle quali tutti – professionisti e
pubblicisti – sono soggetti. Deve trattarsi di corsi regolari e
consistenti, che terminino con  una prova conclusiva sulle materie
studiate. Qualcosa di simile è accaduto, in conseguenza della legge
150/2000, per l’ammissione all’Ordine di coloro che già esercitavano
attività di ufficio stampa negli uffici pubblici».