AMALFI, ASCENSORE PER IL CIMITERO. ANCORA UN’OCCASIONE SPRECATA

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 Giza, antico Egitto, un Faraone soprannominato Cheope comanda che dopo la morte, le sue spoglie mortali vengano conservate in un immenso mausoleo.  Fu così che l’omonima Piramide,  una delle sette meraviglie del mondo antico, vide la propria costruzione che ancora oggi, a più di 5000 anni, si staglia tra i cieli dell’Egitto. Alta 137 metri di altezza, furono impiegati circa 30 anni per completarne la costruzione.
      Alcuni millenni dopo, ad Atene, il generale Pericle e l’architetto Fidia decisero di costruire presso l’Acropoli della città antica un tempio in onore della Dea Atena. Per ultimare tale opera denominata Partenone, gli antichi Greci impiegarono 11 anni. Il Partenone ancora oggi, a 2500 anni di distanza è lì a testimoniare la grandezza dei nostri antichi cugini mediterranei.
      Ancora, antica Roma, il Colosseo. Il più famoso anfiteatro romano era in grado di ospitare 50.000 spettatori. I lavori per l’edificazione iniziarono nell’anno 72 d. C. e vennero ultimati nel giro di 8 anni.
      Addirittura la Grande Muraglia Cinese lunga 6500 Km e alta circa 10 metri, richiese l’impiego più di 300.000 uomini nella sua titanica costruzione. Nonostante l’imponenza dell’opera desti ancora oggi stupore in milioni di visitatori, i cinesi ci misero “solo” 10 anni per vederla compiuta.
      Amalfi 1983, anno dell’appalto per la costruzione di un ascensore che da Piazza Municipio, attraversando la montagna, sarebbe dovuto sbucare in prossimità del Cimitero monumentale. Ascensore che ha dovuto attendere più di 25 anni prima di vedere la luce e che, anche quest’anno in occasione della Ricorrenza dei Defunti, è rimasto purtroppo inutilizzato.
       E proprio il 2 Novembre 2008 è stato per l’Amministrazione Comunale di Amalfi l’ennesima occasione sprecata per non apparire agli Amalfitani come la solita Amministrazione insensibile e distratta verso le problematiche dei propri cittadini.
      Avremmo trovato sicuramente utile ed ideale, anche sotto il profilo dell’immagine, se l’ascensore, sia pure in via del tutto straordinaria ed anticipata, avesse aperto i battenti per i primi due giorni di Novembre, quando l’affluenza presso il Cimitero è notevolmente maggiore rispetto al resto dell’anno. Infatti,  all’assenza del collaudo ufficiale, indispensabile per l’inaugurazione dell’opera, si sarebbe potuto ovviare con una consegna provvisoria, visto che l’utilizzabilità e la stabilità di una cabina è stata già sicuramente verificata da qualche componente della Giunta Comunale.
      Siamo a conoscenza anche di difficoltà legate all’alimentazione elettrica dell’ascensore. Sembra infatti che l’alto assorbimento di energia della motrice sia effettivamente superiore alla reale portata della cabina elettrica adiacente. Quanto è reale questa ipotesi? Oppure è proprio per questo motivo che non si è potuto utilizzare l’ascensore sin da subito? Non ci si poteva pensare prima?
      Gli amalfitani tutti, compresi gli ammalati e i diversamente abili attendono la fine di quest’opera.. Cittadini questi, che vorrebbero agevolmente raggiungere la tomba di un congiunto oppure godere ancora una volta della visuale di Amalfi dall’alto. Residenti presso le zone alte di Amalfi che ormai faticano anche soltanto a sopportare una ovvia necessità come la spesa quotidiana sono stufi di attendere quel giorno che non arriva mai. E’ a loro che l’Amministrazione deve delle doverose spiegazioni.
      Che dire infine dell’orrenda struttura in vetro e metallo che in modo del tutto inaccettabile altera rovinosamente l’armoniosa facciata dell’antico monastero di San Lorenzo del Piano, successivamente adattato a Cimitero Monumentale. Ci chiediamo se di fatto ne sia stato mai approvato il progetto esecutivo da parte della Soprintendenza, già cosi solerte nel far demolire l’antico ascensore del Cappuccini, ormai perfettamente contestualizzato nell’ambiente circostante. Non vorremmo che da un giorno all’altro si svegliasse qualche funzionario zelante che decreti per questa bruttura, la stessa fine del “Bunker della Vergogna”, già abbattuto diversi mesi fa.  E comunque sarebbe stato, a nostro avviso, sicuramente più opportuno realizzare la parte terminale dell’ascensore per il Cimitero a quota leggermente più bassa, magari sbancando il terrazzamento alle spalle del muro a monte della stradina.
Se l’Amministrazione avesse ogni tanto il buon senso di allargare i propri orizzonti anche a quelle fette di società civile ancora distanti da essa, certe figuracce si potrebbero certamente evitare.


L’Associazione Amalfi nel Cuore


Il Presidente – Alfonso Minutolo