CAMPANIA, STATI GENERALI DEL TURISMO PER VELARDI. BAGNOLI NON VA

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  Claudio Velardi non è tipo da tirarsi indietro al cospetto di sfide e polemiche. E non lo fa sul tema scottante del recupero dell’ex area Italsider: «Su Bagnoli si rischia di compromettere in partenza qualunque occasione di restyling. Io vorrei che l’area fosse a totale vocazione turistica. E solo con il miliardo e mezzo di fondi Ue per i beni culturali faremmo ben poco senza il concorso dei privati. Ma non è ancora chiaro cosa si voglia fare. I progetti che sono stati ipotizzati non sono né carne, né pesce: il polo tecnoglogico ambientale non c’entra nulla con il turismo. Certo, io rispondo della programmazione del mio assessorato e conduco le mie battaglie perché la programmazione generale della Regione Campania resti in rapporto stretto con quella dell’assessorato al turismo, anche se non sempre questo avviene con facilità».
L’assessore Velardi ha convocato gli stati generali campani sul turismo: una tavola rotonda con i parlamentari nazionali e regionali e gli amministratori territoriali per discutere delle opportunità strategiche provenienti da circa 1,5 miliardi di fondi Ue. Cinque le direttrici ipotizzate, come già anticipato dal
Corriere del Mezzogiorno: viaggio in Irpinia, nelle terre del vino; i borghi del Sannio; i siti borbonici e la via Appia; la baia di Napoli e la natura incontaminata del Cilento. Insomma, la possibilità di non sprecare quest’ultima occasione per rilanciare le bellezze campane. «La politica — ha aggiunto Velardi — deve fare il primo passo: cedere sovranità, senza interferire con il mondo imprenditoriale: fiinanzieremo i progetti e non le imprese, poiché occorre abbandonare l’approccio tipico delle vecchia gestione dei precedenti fondi comunitari». La tavola rotonda di ieri, che ha visto la partecipazione massiccia di uomini del governo di centrodestra e leader del Pd, si trasferirà nelle province, «per ascoltare da vicino gli interressi del territorio». Il capo dell’opposizione in Regione, Francesco D’Ercole, ha espresso profondo scetticismo: «Anche in materia di turismo sono ben accette tutte le proposte e le idee, da qualsiasi parte esse vengano, ma, come abbiamo più volte ribadito, la programmazione definitiva va discussa ed approvata in consiglio regionale». Il deputato Pdl, Marcello Di Caterina, ha rincarato la dose: «È assurdo non avere inserito nella bozza di discussione il centro storico di Napoli, patrimonio Unesco dal 1995 ed attualmente in uno stato di degrado avvilente». Anche l’ex ministro Stefano Caldoro si è mostrato perplesso: «Soldi non ve ne sono — ha commentato — e in Campania arriveranno forse 200 milioni di fondi residuali. Dunque, giusto qualcosa per mettere in piedi un po’ di marketing e promozione». L’economista Lo Cicero è invece sicuro del piano di programmazione regionale: «È il tentativo di trovare pochi progetti- simbolo su cui costruire un valido progetto economico nel segno di un vero sforzo di identificazione territoriale ». E così per il presidente della Provincia di Caserta, Sandro de Franciscis: «L’iniziativa di Velardi è da condividere nel merito e nel metodo ». Ma c’è anche chi ha intravisto il tenativo (o la tentazione) di campagna elettorale: «Velardi — ha concluso il pdl Luigi Compagna — usa argomenti fortemente liberisti, ma da sinistra. Mi chiedo: si sta forse proponendo per il dopo Iervolino?».
Angelo Agrippa , Corriere del Mezzogiorno