SALERNO, SUOCERA STUPRATA. LA VITTIMA RITRATTA

0

Sala Consilina. La storia dello stupro della suocera 82enne da parte del 53enne Antonio D’Andrea, sarebbe stata tutta una messinscena per liberarsi del marito. La presunta vittima della violenza e la moglie del presunto stupratore, hanno ritrattato tutto. Questo è quanto emerso ieri in una lunghissima udienza del processo con rito direttissimo nei confronti del 53enne boscaiolo originario di Sacco arrestato all’inizio di ottobre a San Rufo in provincia di Salerno nel Cilento
• L’uomo è accusato di violenza sessuale e lesioni. Fino a ieri sembrava che per D’Andrea non ci fosse scampo e tutti si aspettavano che il processo si sarebbe concluso con una sola udienza e con una condanna esemplare nei suoi confronti. Il colpo di scena è arrivato quando nel corso dell’udienza collegiale è emerso che le due donne che avevano accusato D’Andrea, in due deposizioni rese il 18 ed il 21 ottobre dinanzi ai carabinieri, hanno ritrattato le accuse mosse nei suoi confronti. Il piano a quanto pare sarebbe stato architettato dalle due donne per toglierlo di mezzo.
• L’avvocato Giovanni De Paola, difensore dell’imputato, ha messo a segno due colpi importanti per il prosieguo del processo. Una delle figlie di D’Andrea nel corso dell’audizione non ha fatto altro che tessere le lodi del padre. Inoltre al termine dell’udienza l’avvocato De Paola, alla luce dei nuovi fatti venuti alla luce, ha chiesto la scarcerazione del suo assistito. Scarcerazione che, nonostante l’opposizione del pubblico ministero, è stata disposta con la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Sacco. • A quanto pare chi era stato dipinto come un mostro, tale non dovrebbe essere, ma sarebbe solo vittima di un complotto. Che ci fossero dei lati poco chiari in questa torbida vicenda, lo aveva denunciato lo stesso legale di D’Andrea nei giorni immediatamente successivi all’arresto quando aveva dichiarato che nei referti medici non si parlava di violenza sessuale e che la compagna del suo assistito giá da tempo era stanca di questa relazione e che, a suo giudizio, per avere campo libero aveva architettato un piano per liberarsi del marito. Dichiarazioni che erano state ritenute senza alcun fondamento, ma a quanto pare così non è visti gli ultimi imprevedibili sviluppi della vicenda. La prossima udienza è stata fissata per il 13 novembre. In questa data davanti al collegio giudicante compariranno le due donne che dovranno essere assistite dai loro difensori di fiducia. Si preannuncia un’udienza infuocata viste le contestazioni che verranno mosse alla presunta vittima ed a sua figlia da parte del difensore di D’Andrea.
Erminio Cioffi