IL PREMIO ROSSELLINI A MAIORI, UNA SERATA DI FESTA (SENZA POLITICI E SENZA PORTABORSE)

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IL PREMIO ROSSELLINI A MAIORI, UNA SERATA DI FESTA (SENZA POLITICI E SENZA PORTABORSE)


 


La serata conclusiva del Premio Rossellini, al Centro congressi dell’hotel Pietra di Luna, a Maiori, in Costiera Amalafitana,  è stata – per così dire – una festa di famiglia. Con gli organizzatori – Gigino Ferrara, presidente dell’associazione Maiori Film Festival, Renzo Rossellini, Bruno D’Annunzio, Giovanna Dell’Isola, Michela Ruggiero, Giancarlo Barela, Piero Cantarella -, c’erano i premiati, il pubblico, non foltissimo (il paese sostanzialmente assente, com’è assente rispetto a ogni iniziativa culturale), ma qualificato e attento alle problematiche affrontate dalla manifestazione in questa nona edizione. E i rappresentanti delle istituzioni – Regione Campania, Provincia Salerno, Comune  –, che pure ne sono i… patrocinatori? Totalmente assenti. Tanto che mi veniva l’idea di lanciare un appello a “Chi l’ha visto?” per scoprire dove fossero. Come se la cosa non li riguardasse. Un’assenza che non può passare sotto silenzio. Tanto più che il Premio Rossellini era incentrato  su un tema di scottante attualità:  la promozione e la tutela dei diritti dei bambini.


Ma forse la… latitanza di politici, portaborse, pubblici amministratori ha consentito alla cerimonia di mettere da parte ogni sorta di retorica e di svolgersi in maniera spontanea, vivace, anche allegra, grazie alla presenza degli alunni di prima media dell’istituto comprensivo “Staibano”, che si sono rivisti in un loro filmato, prodotto sotto la guida di Renzo Rossellini, che li ha introdotti con le sue lezioni alle tecniche di ripresa; dei “ragazzi dei tombini” di Bucarest, protagonisti del film “Pa-ra-da” di Marco Pontecorvo, che il regista ha voluto con sé in questa circostanza; e dei giovani attori della compagnia dei Muratori di Positano in costa d’ Amalfi  messa su da Gianmaria Talamo, fine presentatore della serata, che hanno sbeffeggiato a modo loro, alternandosi in una serie di monologhi, la camorra e i camorristi.


Oltre che a “Pa-ra-da”, che si occupa di un gruppo di bambini che vivono da straccioni, come randagi, e dormono nel sottosuolo di Bucarest, dedicandosi a furti, accattonaggio, prostituzione, e del loro singolare rapporto con un clown, il Premio Rossellini è stato assegnato a Matteo Garrone per “Gomorra”, che ha trasferito sullo schermo l’omonimo libro di Roberto Saviano: resoconto crudele di un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra. Ha ritirato la targa, che riproduce il volto di Roberto Rossellini, tratto da una caricatura di Federico Fellini, Maria Nazionale, cantante di successo, che, impegnata in un ruolo difficile e delicato, ha rivelato proprio in questo film di essere un’attrice di notevole spessore.


Importante e di grande significato il riconoscimento attribuito alla Polizia delle Comunicazioni, rappresentata dal suo direttore, Domenico Vulpiani,  per la lotta alla pedofilia online, sia attraverso cortometraggi e spot, sia con la creazione di un apposito Centro di contrasto, del quale è responsabile il vice questore aggiunto Elvira D’Amato, maiorese, e a Paolo Santolini e Fabrizio Lazzaretti per il documentario “Domani torno a casa” che mostra, in maniera cruda quanto efficace, l’intensa attività di Emergency, l’associazione umanitaria creata da Gino Strada, nella martoriata terra afghana e in Sudan.


La targa destinata alla “Jornada Internacional do Cinema de Bahia”, una delle più importanti rassegne cinematografiche brasiliane, che s’è sempre ispirata al Neorealismo e a Roberto Rossellini, è stato ritirata dal direttore generale Guido Araujo e dalla coordinatrice esecutiva Nella B. Pracuch. Araujo ha confessato che, da ragazzo, si è appassionato al cinema dopo aver assistito alla proiezione di “Roma città aperta” e “Paisà”.


Renzo Rossellini, nume tutelare del Premio Roberto Rossellini@Maiori, ha annunciato che la prossima edizione avrà come tema “Il cinema al femminile”.


Sigismondo Nastri