AMALFI A ISTANBUL PER SANT´ANDREA

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Chiese sorelle. Comunità legate in­sieme nel segno dell’apostolo Andrea. Domani e fino al 30 ot­tobre una delegazione di Amalfi-Cava de’ Tirreni, guidata dall’arcivescovo O­razio Soricelli sarà ad Istanbul, su invi­to del patriarca ecumenico di Costan­tinopoli Bartolomeo I. Con Soricelli ci saranno il vicario generale monsignor Carlo Papa, i sindaci di Amalfi Antonio De Luca e Cava de’ Tirreni Luigi Grava­gnuolo, il parroco della Cattedrale di A­malfi don Michele Fusco.

L’anno scorso Bartolomeo I aveva per­corso il viaggio inverso. A Napoli per l’incontro internazionale promosso dal­la Comunità di Sant’Egidio sul tema «Per un mondo senza violenza: religio­ni e culture in dialogo», il patriarca or­todosso si era recato ad Amalfi per pren­dere parte alle celebrazioni dell’ottavo centenario della traslazione del corpo di sant’Andrea da Costantinopoli ad A­malfi, celebrazioni che si concluderan­no il prossimo 30 novembre festa di sant’Andrea, con la solenne Eucaristia presieduta dal segretario di Stato vati­cano, il cardinale Tarcisio Bertone.


Un anno fa, era il 22 ottobre 2007, la Chiesa di Amalfi-Cava de’ Tirreni fece dono a Bartolomeo I di una reliquia del­l’apostolo mentre il sindaco De Luca conferì al patriarca la cittadinanza o­noraria e gli affidò simbolicamente le chiavi della città. Nella fraternità così condivisa nacque l’invito all’arcivesco­vo di ricambiare la visita ad Istanbul, invito accolto con piacere e concretiz­zatosi in questi giorni.


Ma la visita a Co­stantinopoli, odierna Istanbul, ha so­prattutto il fine di mantenere viva «l’u­nità dei cuori» che, come ebbe a dire Bartolomeo I nel Duomo di Amalfi, si stava già realizzando quella sera. «In questo comune itinerario verso l’unità – sottolinea Soricelli – Amalfi ha sco­perto di possedere qualcosa che uni­sce: già da un decennio numerosi pel­legrini, accompagnati dai loro pastori, vescovi e presbiteri, provenienti dalle diverse Chiese orientali giungono qui a venerare con profonda devozione e stu­pefacente entusiasmo le reliquie del­l’apostolo Andrea. La tradizione bizan­tina è così diventata familiare agli a­malfitani i quali hanno imparato a co­noscerla e ad apprezzarne le ricchezze di liturgia e di spiritualità. Abbiamo vo­luto perciò approfondire, anche me­diante iniziative culturali, gli aspetti del­la venerazione dell’apostolo Andrea presso le Chiese d’Oriente. Posso dire che la Chiesa di Amalfi-Cava de’ Tirre­ni è ormai inserita nella geografia di quei luoghi dove esistono i motivi e le condizioni per l’incontro e per la reci­proca conoscenza tra le nostre tradi­zioni ecclesiali».