Meta di Sorrento: Si incatena al cancello del cimitero per protesta.

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Meta di Sorrento: Incatenato al cancello del cimitero.


di Vincenzo Maresca.


Meta di Sorrento. Si incatena al cancello di ingresso del cimitero comunale minacciando lo sciopero della fame e della sete fino a quando le ossa di oltre 360 defunti non avranno ricevuto una degna sepoltura. Dalle 6 e 30 di questa mattina, di fatto, il consigliere del Comune di Meta di Sorrento, Giuseppe Aprea, con delega al cimitero, adotta questa particolare forma di protesta con tanto di catena e lucchetto che lo renderanno inamovibile dalla cancellata di accesso principale del cimitero. Un tangibile segno di opposizione e disapprovazione in seguito alla mancata decisione della Giunta retta dal sindaco Bruno Antonelli ad adottare i dovuti e ripetutamente segnalati provvedimenti in merito ad una degna sepoltura da concedere ad oltre 360 scheletri di defunti, tra identificati ed ignoti, che da circa 17 anni giacciono abbandonati in un’area deposito del camposanto. Nonostante lo stesso consigliere Giuseppe Aprea abbia provveduto ad identificare una zona alle spalle del crocifisso all’interno dell’ipogeo cimiteriale la sistemazione dei 360 scheletri sarebbe saltata dopo un banale litigio nell’ultima seduta della Giunta. In tale riunione, come riferito dal consigliere Giuseppe Aprea, non pochi ostacoli sarebbero stati sollevati dai dirigenti dell’ufficio tecnico comunale e dall’assessore ai lavori pubblici dopo il mancato voto favorevole di Aprea per l’approvazione dell’incartamento, ritenuto insoddisfacente dal consigliere, per l’inizio dei lavori ad un imponente edificio privato nel centro storico del paese. Il vergognoso stato di abbandono delle ossa dei defunti non era comunque sconosciuto all’amministrazione comunale. Nel dicembre del 2007, infatti, un blitz dei carabinieri sconvolse la tranquillità dei cimiteri della penisola sorrentina portando allo scoperto una serie di orrori che vedevano coinvolte centinaia di resti di ossa di defunti accantonate alla stregua di spazzatura. In alcuni casi i militari dell’Arma avevano colto in flagrante il custode di un cimitero mentre bruciava gli avanzi di una salma da poco esumata. Nell’operazione balzata agli onori della cronaca proprio nel cimitero di Meta di Sorrento erano state rinvenute le peggiori condizioni con oltre 200 salme provenienti da un’area dismessa ed ammassate l’una sull’altra in un deposito in maniera disgustosa. Dopo un paziente lavoro il consigliere Giuseppe Aprea era riuscito a confezionare gli attuali oltre 360 resti umani in sacchetti e scatole avanzando al Comune di Meta di Sorrento una richiesta per la concessione di una degna sepoltura. Un anno non è però bastato alla Giunta per decidere, che alla fine ha anzi punito e sbeffeggiato lo stesso consigliere Aprea ritenuto colpevole di essersi opposto ad imponenti e costosi interventi di ristrutturazione di un edificio che l’amministrazione comunale vuole rendere esecutivi senza una opportuna e chiara documentazione preventiva. Da qui la reazione di Giuseppe Aprea che da stamane si è incatenato al cancello del cimitero in segno di protesta.