Museo Magi ´900. I colori della pace. Shozo Shimamoto e Yasuo Sumi.

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I colori della pace


Shozo Shimamoto e Yasuo Sumi


A cura di Vittoria Coen e Roberto Mazzacurati


In collaborazione con Associazione Shozo Shimamoto


Fondazione Morra, Archivio Rosanna Chiessi


e Andrea Mardegan


 


Performance: 11 novembre 2008, ore 18,30 (Shimamoto), ore 19,30 (Sumi)


Inaugurazione mostra: 22 novembre 2008 ore 18


Durata mostra: dal 22 novembre al 22 dicembre 2008


Catalogo: Trace


Testi: Vittoria Coen, Giulio Bargellini


Sponsorizzazioni tecniche: Modernitaly srl  (Faenza)


 


Il giorno 11 novembre 2008, alle ore 18,30 Shozo Shimamoto e Yasuo Sumi eseguiranno una performance nella Sala Modigliani” del Museo Magi ‘900. La performance, che consiste  nel lancio di colori, contenuti in bottiglie di vetro o bicchieri sulle tele, rappresenta il primo di una serie di momenti che vedono i due grandi protagonisti della ricerca artistica giapponese dal secondo dopoguerra a oggi,  coinvolti nel programma espositivo del Museo.


Al termine della performance il fondatore del Magi, Giulio Bargellini, già promotore della scultura della pace donata a tutti i premi Nobel, conferirà una importante onorificenza all’artista Shimamoto, coinvolto da sempre come lui in molte iniziative filantropiche legate alla condizione dei disabili, e nella promulgazione della pace nel mondo attraverso numerosi appelli e performance pubbliche.


Le tele utilizzate per la performance comporranno la mostra di dipinti che sarà inaugurata il giorno 22 novembre alle ore 18, sempre presso il Magi ‘900.


 


I due artisti, come è noto, hanno fatto parte del Movimento Gutai  fondato nel 1954 da Yoshihara, ed il cui nome, e` stato dato proprio da Shimamoto. Il movimento Gutai del quale, tra gli altri, facevano parte Kanayama, Murakami e Shiraga, e` stato celebrato ed apprezzato in tutto il mondo (si ricorda, fra l’altro, la presenza del Gruppo Gutai alla Biennale di Venezia del 1993) e ha esaltato  e messo in gioco il complesso rapporto tra una forte tradizione culturale e un altrettanto urgente desiderio di rinnovamento della pittura attraverso il suo superamento, così come è avvenuto in Europa con il Movimento Informale e negli Stati Uniti con l’Action Painting. L’improvvisazione, l’azione teatrale, l’arte calligrafica, la pittura, si mescolano quindi in un sentire comune a molti artisti della medesima generazione, che oggi rappresentano in un certo senso dei “classici” del contemporaneo.


Nel 1998, infatti, le opere di 150 artisti, protagonisti dell’arte del XX secolo, furono esposti presso il MOCA di Los Angeles, e quelle di Shozo Shimamoto erano collocate vicino a quelle di Pollock e di Fontana in una sintesi efficace che fotografa bene un momento del periodo storico analizzato.


Shimamoto, le cui opere sono presenti nei più importanti musei internazionali tra cui la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, la Galleria d’Arte Moderna di Roma, partecipò anche alla 48ma e alla 50ma Edizione della Biennale di Venezia con Yoko Ono nel 1999 e nel 2003 nel progetto Brain Academy Apartment.


Per Sumi, che dopo l’esperienza Gutai in cui entra nel 1955, fa parte dell’Art Club diretto da Taro Okamoto e oggi del Gruppo AU, ” l’uomo è un prodotto della natura e per questo ha in sé il potere della natura, una grande forza come quella che si sprigiona durante un terremoto o un tifone”. Nelle sue azioni egli ama coinvolgere il colore con strumenti come pettini e vibratori, ad esempio. Il colore, così, si espande e “sporca” oggetti, abiti, volti, regalando loro un nuovo aspetto.