Ravello ricorda il martire dell’obbedienza

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Il 26 ottobre Ravello ricorda il Beato Bonaventura da Potenza, al secolo Carlo Antonio Gerardo Lavanca (Potenza, 1651- Ravello, 26 ottobre 1711), religioso italiano dell’Ordine dei Frati Minori Conventini  proclamato beato da papa Pio VI nel 1775. Grazie a lui la città della Musica in Costiera Amalfitana  ha un rapporto molto particolare ed intenso con Potenza, città d’origine del Frate. Nel 2006 l’urna tornò, dopo 44 anni, a Potenza per poi essere riportata a Ravello, nella Chiesa di san Francesco dove sotto l’altare maggiore è custodito il corpo del religioso.


Ogni anno la cittadinanza di Potenza viene a Ravello e viceversa per le manifestazioni e celebrazioni in ricordo del Beato. La sua tomba è meta di pellegrinaggio. Il popolo potentino ne ha fatto una ricorrenza irrinunciabile. Arriva insieme al suo primo cittadino che, a testimonianza del legame che lega il capoluogo lucano al Beato, porta l’olio che alimenta la lampada votiva offerta proprio dalla città di Potenza.


Figlio di “povera gente ornata di singolare onestà di costumi e d’insigne cristiana pietà”, entrò, all’età di 15 anni, come novizio nei Minori Conventuali di Nocera Inferiore Trascorso il periodo di preparazione tra Aversa, Maddaloni e l’Irpinia, nel 1675 infine, ad Amalfi, sotto la guida di padre Domenico Girardelli, venne ordinato sacerdote. Fu quindi inviato in vari conventi, tra i quali quelli di Napoli, Ravello, Ischia, Sorrento e Nocera Inferiore, dove divenne responsabile dei novizi. Morì nel 1711, nel convento di Ravello, per i postumi di un intervento resosi necessario per asportare un cancro alla gamba. A lui si riconducono molti miracoli. A Ravello si racconta che abbracciò un lebbroso che immediatamente guarì dalla sua malattia.


Ravello ha una grande tradizione religiosa e una vocazione taumaturgica dei propri santi e beati, basti pensare al patrono San Pantaleone ed i santi Cosma e Damiano, che sono il primo il patrono di Ravello i secondi oggetto di devozione secolare, tutti santi medici e taumaturghi. Santi che vengono ricordati con molte feste liturgiche a cui seguono spettacoli e fuochi pirotecnici e che diventano anch’esse un’occasione di richiamo turistico.

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