MASSA LUBRENSE ADDIO AL MARE, CON IL PORTO SOLO CEMENTO

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Ecco come la Sema si appresterebbe a cambiare lo specchio d’acqua antistante l’antico centro di Marina della Lobra (vedi foto a destra e sotto). Sul progetto pende un ricorso al Tar, il Wwf nazionale si è opposto alla ristrutturazione con l’allargamento dei volumi di porto e banchine impugnando la stessa Via, la Valutazione di impatto ambientale “assolutamente deficitaria” secondo l’associazione ambientalista ed ottenendo prima una sospensiva a marzo, poi annullata dal Consiglio di Stato. Quindi in attesa dell’udienza nel merito del 5 novembre, alla Marina di Massa è stata delimitata l’area del cantiere. Anche su un medesimo progetto di allargamento delle banchine a Puolo pende un ricorso del Wwf nazionale al Tar. Contro la trasformazione della marina dell’antico borgo di pescatori secondo il piano che ha ottenuto l’ok della Regione ­- che prevede anche la realizzazione di una piscina sul water front, un parcheggio interrato di tre piani, uffici per la capitaneria e per il parco marino ma anche la riduzione dei posti barca – si sono riuniti in comitato residenti e gli stessi operatori e ristoratori nonché concessionari dell’area capitanati da Gaetano Milone, che a proposito si è dimesso da presidente della Proloco.








“Si tratta di una colata di cemento mascherata da messa in sicurezza – protesta Milone – attualmente abbiamo 500-600 posti barca a Massa ed altri 200 a Puolo, avremo nuovi uffici, l’esproprio di vecchi ristoranti, panchinamenti in cemento, parcheggi interrati e tutto questo per 250 posti barca?”. Il Wwf chiede che per “l’area protetta del parco marino, nella quale appunto ricade Marina della Lobra, vengano rispettate le normative di tutela e vengano almeno formulate serie valutazioni di impatto ambientale”. E’ un dato di fatto che ormai lo specchio d’acqua antistante la marina di Massa, un tempo cristallino, sia oggi ridotto a plumbeo parcheggio di barche.








Ma i comitati ritengono il progetto inadeguato e tra l’altro, protestano, coprirebbe e quindi cancellerebbe le rovine di età greco romana celate proprio dall’acqua di Marina della Lobra.


Luca Marconi, Corriere del Mezzogiorno
20 ottobre