AFGHANISTAN: ATTACCO CONVOGLIO CON ITALIANI, NO FERITI

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ROMA – Aumentare i soldati in Afghanistan non è oggi la soluzione giusta. Nonostante la situazione sul terreno sia seria e la guardia debba restare sempre alta, per il ministro degli Esteri Franco Frattini parlare di “un aumento del contingente italiano oggi non è il caso perché l’Italia – ha detto – ha già un contingente che ci mette al quarto posto assoluto e che è in condizione di controllare una provincia strategica come quella di Herat nell’ovest del paese. Recentemente abbiamo dato un contributo molto importante con l’invio di 4 Tornado”, ha ricordato Frattini conversando con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo ha portato questa mattina da Abu Dhabi ad Islamabad.

Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, “é un errore legittimare” politicamente i talebani. E’ semmai giusto intavolare con loro dei colloqui, sulla scia di quanto fatto dall’Egitto con Hamas, “ma non bisogna farne degli attori legittimi del dialogo politico”. Conversando con i giornalisti a bordo dell’aereo che stamattina lo ha portato in Pakistan, Frattini ha osservato come i colloqui che il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai ha intavolato con i taleban “non abbiano finora portato a grandi risultati”.

ITALIANI SOTTO ATTACCO IN AFGHANISTAN


I nostri militari, in Afghanistan e negli altri paesi esteri dove sono impegnati, sono ad alto rischio attentati. E lo dimostra lo stillicidio di attacchi che non si ferma: dopo il kamikaze che sabato ha provocato il ferimento di cinque italiani ad Herat, ieri c’e’ stato un nuovo attacco, a colpi di arma da fuoco, ad un convoglio composto da militari italiani, spagnoli e afghani, questa volta senza feriti.

La situazione risulta dunque particolarmente critica per le truppe impegnate in Afghanistan ma non solo per la componente italiana bensi’ per tutti i militari della coalizione europea.

Le informazioni sulla sicurezza dei militari italiani impegnati all’estero sono state negli ultimi mesi al centro di piu’ riunioni del Comitato analisi strategica antiterrorismo (Casa) del Viminale, che ha indicato come lo stesso territorio nazionale non sia esente da minacce, anche se non e’ stato rilevato ”alcun segnale specifico”. E non mancano le polemiche per un documento del Copasir, classificato come segreto, sui rischi di attentati in Afghanistan, pubblicato da ‘Repubblica’.

E se sabato il ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva parlato di un ”innalzamento, se non dal punto di vista quantitativo, della qualita’ dello scontro” nel paese; oggi da segnalare la ferma presa di posizione del ministro degli Esteri Franco Frattini che ha definito ”del tutto inopportune” e ”campate in aria” le accuse ai soldati italiani di stanza in Afghanistan, lanciate da un giornalista pachistano Ahmed Rachid secondo il quale i nostri militari non fanno bene il loro lavoro.

MINACCE ALL’ITALIA. Del ‘Casa’ fanno parte i responsabili dei servizi segreti e delle forze di polizia. All’attenzione degli esperti c’e’ l’intensificarsi degli attacchi ai militari, in particolare in Afghanistan dove da maggio scorso si assiste ad un vero e proprio stillicidio di episodi, ma anche il proliferare di messaggi jihadisti di minaccia che hanno come obiettivo l’Italia e gli altri paesi della coalizione europea. Messaggi sempre piu’ aggressivi che, sottolineano gli analisti, annunciano attacchi eversivi contro le truppe impegnate all’estero e ”gravi punizioni” contro i paesi Europei nemici dell’Islam. Al momento, non e’ stato rilevato nessun segnale specifico di minaccia per il nostro Paese, anche se l’attenzione resta alta cosi’ come intenso e’ il monitoraggio del web attraverso il quale gli estremisti islamici lanciano i loro messaggi.

PRESTO A CASA MILITARI FERITI IN ATTACCO A HERAT. Stanno tutti bene, i militari coinvolti nell’attacco suicida che ieri ha interessato le forze schierate ad Herat. Lo conferma il portavoce dell’Isaf, capitano Antonio Bernardo, raggiunto telefonicamente alla base italiana in Afghanistan: ”Ho visitato personalmente i tre militari ancora ricoverati all’ospedale da campo – assicura – li ho trovati bene e con il morale alto”. Il rientro in Italia dei militari feriti e’ previsto per i prossimi giorni, con il primo volo utile della navetta che congiunge l’Afghanistan all’Italia ed ha frequenza bisettimanale. E’ continuata, intanto, come ogni giorno l’attivita’ della base per garantire la sicurezza del territorio.

 DOCUMENTO COPASIR SU RISCHI AFGHANISTAN
. Francesco Rutelli, presidente del Comitato di controllo sui servizi di informazione(Copasir) valutera’ se presentare un esposto alla Procura di Roma sulla pubblicazione da parte del quotidiano ‘la Repubblica’ di un documento consegnato al Copasir e classificato come riservato. Il documento dell’Aise, secondo quanto riporta il quotidiano, riferisce come da tempo i servizi segreti italiani sapevano che il rischio attentati in Afghanistan e’ altissimo.

 


                                                       Michele De Lucia