MASSA LUBRENSE, SEQUESTRO A NERANO DELLA NAVALE DI SALERNO

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Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi in materia di tutela ambientale, i militari della sezione operativa navale della guardia di finanza di salerno, coadiuvati da personale della tenenza della guardia di finanza di massa lubrense, hanno sottoposto a sequestro nel comune di massa lubrense, in localita’ marina del cantone, un deposito abusivo di natanti da diporto.


 


Il deposito in questione era costituito da un manufatto in c.a., ancora allo stato grezzo e completamente occultato da teloni verdi e lamiere, articolato su tre livelli, per complessivi mq. 500, gia’ sequestrato dalla polizia municipale di massa lubrense perche’ realizzato in regime di abusivismo edilizio ed oggetto di una istanza di condono.


 


Nelle adiacenze erano stati realizzati abusivamente altri sette manufatti per complessivi mq. 382, anchessi utilizzati per deposito natanti.


 


L’attivita’ economica in narrativa esercitata in nero, era condotta in assenza delle piu’ elementari norme in materia di sicurezza.


 


Infatti, nonostante all’interno fosse stata allestita anche un’officina di riparazione piena di vernici e solventi, non esisteva un impianto antincendio ne tantomeno manichette ed estintori.


 


Il tutto costituiva un pericolosissimo carico d’incendio, anche alla luce del fatto che tutti i  natanti depositati erano in vetroresina, attesa la contiguita’ di abitazioni e la ricca vegetazione in cui si trova il sito alterato anche da sbancamenti di terreno per la realizzazione di una strada carraia di collegamento tra un terrazzamento e l’altro anch’essa sprovvista di titoli autorizzativi/concessori.


 


Tutti i manufatti di proprieta’ di due fratelli, situati all’interno del parco regionale dei monti lattari ed in corrispondenza della riserva naturale marina di punta campanella, fra Positano e Sorrento, nel cuore della Penisola Sorrentina sono stati sequestrati, mentre i proprietari sono stati deferiti alla competente autorita’ giudiziaria per i reati di danneggiamento, deturpamento ambientale e violazione dei sigilli, atteso che la costiera amalfitana e’ stata peraltro riconosciuta dall’unesco patrimonio dell’umanita’, oltre alle connesse violazioni in materia urbanistica e paesaggistica.


 


All’operazione ha preso parte anche il personale dell’ufficio tecnico del comune di massa lubrense.