BORSE NEL PANICO, E´ L´11 SETTEMBRE DELL´ECONOMIA

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Positanonews non  può essere indifferente al crollo mondiale delle borse paragonabile forse solo alla crisi del 1929 e come effetto recente all’undici settembre. Il mondo dell’economia è in ginocchio, anche la costiera amalfitana e la penisola sorrentina ne risentiranno


MILANO – Prima seduta delle Borse mondiali successiva al piano di salvataggio degli Usa e al summit del G4 a Parigi. L’effetto è stato uguale per tutti: a picco le Borse asiatiche e poi quelle europee. In forte calo anche Wall Street. Le iniziative Oltreoceano di venerdì scorso e quelle europee di sabato non hanno placato il panico tra gli investitori per le potenziali ripercussioni a livello globale della gravissima crisi scatenata a suo tempo dal tracollo dei mutui «subprime». E non serviva a rassicurare i mercati un nuovo appello dei capi di governo europei, tra cui anche quello del premier italiano Silvio Berlusconi, che spiegava come i depositi dei cittadini fossero garantiti dai governi Ue. Su tutto infatti dominava l’incertezza manifestata dagli stessi governi europei, di fatto incapaci di trovare una soluzione comune. I membri dell’Ue stanno andando infatti in ordine sparso. C’è chi come la Germania, e prima ancora Irlanda, Grecia, Svezia, Portogallo, Danimarca e Austria annunciava di garantire tutti i depositi bancari. Altri che, come il governo della Gran Bretagna bocciavano la proposta come irrealistica e si limitavano a fissare un tetto di garanzia per ogni deposito(50.000 sterline a conto). Chi ancora, come la Francia, vedeva bocciata, proprio dalla Germania la proposta di costituire un fondo comune europeo per far fronte alla crisi.


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MERCATI ASIATICI – Così fin dal mattino i mercati rispondevano con forti ribassi. A Tokyo l’indice Nikkei perdeva il 4,7%, toccando i nuovi minimi da quattro anni e mezzo. Poi nel finale rosicchiava qualcosa, chiudendo con un meno 4,25%. A Hong Kong l’indice Hang Seng cedeva il 4,97%. La Borsa di Shanghai perdeva il 5,23%. Peggio ancora andava quella di Seul, con un ribasso di ben il 5,4%. Bangkok chiudeva a -3,0%, Singapore a -2,6%; a Giacarta -5,3%. In Australia la chiusura era del -3,3%, la più bassa dal novembre 2005. Identico il calo conclusivo registrato in Nuova Zelanda.


PIAZZA AFFARI PERDE L’8,24%– In Europa e in Italia la situazione però peggiorava ulteriormente. Fin dall’apertura Piazza Affari aveva fatto segnare un forte ribasso, fino a perdere oltre il 6%. Poi una breve risalita ma il cattivo andamento di Wall Street ricacciava la ripresa indietro, e alla fine il Mibtel lasciava sul terreno l’8,24%. Da segnalare durante le contrattazioni la raffica di sospensioni per eccesso di ribasso per i titoli a maggior capitalizzazione dell’S&P/Mib, 10 per l’esattezza. Sono infatti state sospese a lungo le azioni di Tenaris, Intesa Sanpaolo, Atlantia, Geox, Telecom Italia, Bulgari, Bpm, Fiat e Buzzi Unicem. Per l’indice S&P/Mib che cedeva alla fine l’8,24% era il peggior calo da quando è stato istituito, nel settembre 2004. Gli indici di piazza Affari hanno registrato ribassi superiori a quelli storici dell’11 settembre 2001, il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. Elevati ma non stratosferici i volumi dell’attivita, pari a un controvalore di poco superiore ai 4,2 miliardi di euro. Colpiti dalle vendite tutti i settori del listino, ma soprattutto bancari, assicurativi ed energetici.


IN EUROPA – Ma il crollo delle quotazioni riguardava anche tutte le altre Borse europee che si trovavano ad affrontare la peggiore seduta dal celebre lunedì nero del 19 ottobre 1987: bruciati 444 miliardi di euro. Il Cac40 di Parigi cedeva il 9,04%, il Dax di Francoforte lasciava sul terreno il 7,07% il Ftse 100 di Londra cedeva il 7,85%


MALE WALL STREET – E il cattivo andamento delle Borse mondiali finiva per influenzare anche Wall Street: all’inizio della seduta il Dow Jones perdeva 147,03 punti (-1,42%), a quota 10.178,35 punti, mentre il Nasdaq arretrava di 49,09 punti(-2,40%), a 1.896,28 punti. In ribasso anche lo S&P 500, che scendeva di 19,42 punti (-1,77%), a 1.079,81 punti. Ma la situazione poi andava deteriorandosi: il Dow Jones, per la prima volta dal 2004, scendeva sotto la soglia psicologica dei 10.000 punti. Attualmente il Dow Jones perde il 5,13%, il Nasdaq il 6,24%.


MOSCA A PICCO – Anche la Borsa russa andava a picco: l’indice Rts crollava sotto i 900 punti e scivolava del -16%, dopo due “stop&go” in quello che si presentava come un vero e proprio lunedì nero. Alla fine chiudeva perdendo il 19,10%. Il calo dei prezzi delle azioni in Borsa ha raggiunto in alcuni casi il 33%.


EURO AI MINIMI – Intanto l’Euro scivolava ai minimi degli ultimi due anni e mezzo contro lo Yen negli scambi asiatici. Forte calo della moneta unica anche nei confronti del dollaro. Secondo le rilevazioni della Banca Centrale Europea, l’euro valeva 1,3634 dollari rispetto a 1,3834 dollari di venerdì e valeva 140,78 yen contro 145,09 yen precedenti. Poi però la moneta unica europea scendeva ancora nei confronti del biglietto verde, toccando quota 1,3560. Successivamente però il calo si accentuava: le quotazioni della divisa unica scendevano sotto gli 1,35 dollari (1,3469) per la prima volta dall’agosto del 2007.


BCE ATTACCA GOVERNO IRLANDESE – Intanto però la Bce sembrava manifestare insofferenza per il procedere dei governi nell’affrontare la crisi in ordine sparso, infliggendo, tra l’altro, gravi ferite ai suoi poteri Antitrust. Il governo irlandese, secfondo la Bce, avrebbe dovuto informare l’Unione Europea prima di procedere con il piano di garanzia dei depositi bancari varato nei giorni scorsi scriveva la Banca centrale europea, in un commento apparso sul suo sito online. «Sarebbe stato consigliabile – rilevava la Bce – consultare appropriatamente le altre autorità europee» in relazione al piano di salvataggio. La Bce si diceva inoltre preoccupata per il fatto che le garanzie concesse si traducano in un «trattamento preferenziale» per le sei banche tutelate dal piano.


ISLANDA – Ma se l’Ue è in crisi, ci sono Paesi ormai vicini al baratro. Il governo dell’Islanda, la cui moneta, la corona islandese, ha perso il 23% nei confronti dell’euro in una sola giornata, si è detta pronta a prendere il controllo di tutte le sue banche che sarebbero a rischio fallimento

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